{"id":4636,"date":"2018-09-13T13:13:21","date_gmt":"2018-09-13T11:13:21","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4636"},"modified":"2018-09-15T17:03:54","modified_gmt":"2018-09-15T15:03:54","slug":"la-scuola-alla-ricerca-del-suo-futuro-una-lezione-di-civica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-alla-ricerca-del-suo-futuro-una-lezione-di-civica\/","title":{"rendered":"La scuola alla ricerca del futuro: una lezione di civica"},"content":{"rendered":"<p>La campagna in vista del credito per la sperimentazione della \u00abScuola che verr\u00e0\u00bb sta raggiungendo vette sbalorditive: per la ressa e, a volte, per i contenuti. Il Dipartimento dell\u2019educazione aveva appena presentato i tratti essenziali della riforma \u2013 con il sottotitolo \u00abIdee per una riforma della scuola dell\u2019obbligo tra continuit\u00e0 e innovazione\u00bb \u2013 che i grandi vecchi della repubblica l\u2019avevano gi\u00e0 condannata: \u00ab\u00c8 l\u2019ennesimo abbassamento della selettivit\u00e0 della scuola. L\u2019abolizione dei livelli porter\u00e0 ad ulteriori difficolt\u00e0 nel momento del passaggio nel mondo del lavoro\u00bb, aveva scritto l\u2019imprenditore di successo. Qualche giorno dopo gli aveva fatto eco il politico di grido: \u00abRitengo fondamentale ristabilire la meritocrazia, cosa per\u00f2 difficilmente raggiungibile con la soppressione di valutazioni e licenze\u00bb. Sono passati quattro anni, ma l\u2019impressione \u00e8 che la maggior parte di chi, in queste settimane, si esprime pubblicamente non stia partecipando a un dibattito, ma a una rissa da stadio, senza un confronto di idee per capire vantaggi, svantaggi e criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Personalmente credo che sarebbe opportuno approvare la sperimentazione, per non rischiare di seguitare a tenere in vita un paziente, la scuola dell\u2019obbligo, con incessanti mosse di contenimento, nell\u2019improbo compito di non annaspare per star dietro a un mondo che corre all\u2019impazzata. Il problema \u00e8 che i nemici della riforma hanno portato la campagna su temi diversi dagli oggetti in votazione, a colpi di pregiudizi, frottole e diversivi; oppure facendo le pulci a qualche marginale aspetto del progetto.<\/p>\n<p>Franco Zambelloni, solitamente filosofo rigoroso e attento, ha pubblicato di recente una critica sarcastica alla metodologia di controllo della fase sperimentale. \u00abCi sono due modelli da confrontare tra loro \u2013 ha scritto \u2013 quello della riforma proposta dal DECS e quello alternativo. Si tratta, ovviamente, di vedere quale dei due produce risultati scolastici migliori\u00bb. Si guarda dal dire che il modello alternativo \u00e8 quello imposto dai liberali e accolto dal parlamento. Ma se noi applichiamo con coerenza il suo discorso, giungiamo alla logica conclusione che, per gli stessi motivi, gli insegnanti dovrebbero astenersi dal valutare i loro allievi con note e certificazioni; a meno che, per citare Zambelloni, i docenti siano tutti di uguale valore. Ma \u00e8 possibile?<\/p>\n<p>Diciamolo senza troppe remore: valutare un\u2019innovazione scolastica \u00e8 un processo complicato, che richiede grande prudenza. \u00c8 uno dei motivi che vincola l\u2019istituzione, affinch\u00e9 non tratti studenti e insegnanti come topolini da laboratorio. Per\u00f2, come Zambelloni ha giustamente messo agli atti processuali citando una variabile fondamentale, \u00ab\u00e8 ovvio che un docente bravo ottiene risultati migliori di uno scadente\u00bb. Ma allora perch\u00e9 quando gli insegnanti scadenti bocciano non li si pu\u00f2 cacciare, alla faccia delle pari opportunit\u00e0?<\/p>\n<p>Con gli anni ho maturato una lettura selettiva dei media. Cos\u00ec, ad esempio, ho fatto tesoro di una testimonianza di Daniele Dell\u2019Agnola, docente impegnato a inseguire tenacemente asticelle molto alte per tutti gli allievi. \u00abAllenarsi a pensare \u2013 ha scritto pochi giorni fa \u2013 e\u0300 ideologico, e\u0300 roba per gente libera. I cittadini sono chiamati a pensare. Tutti.\u00bb \u00c8 l\u2019obiettivo pi\u00f9 nobile della scuola dell\u2019obbligo, ed \u00e8 ci\u00f2 su cui siamo invitati a esprimerci col nostro voto: scegliere di formare cittadini liberi, che pensano con la propria testa; oppure che si fidano delle teste altrui. Tutto l\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La campagna in vista del credito per la sperimentazione della \u00abScuola che verr\u00e0\u00bb sta raggiungendo vette sbalorditive: per la ressa e, a volte, per i contenuti. 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