{"id":469,"date":"2005-06-08T19:14:55","date_gmt":"2005-06-08T20:14:55","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=469"},"modified":"2017-10-12T15:15:01","modified_gmt":"2017-10-12T13:15:01","slug":"monte-carasso-fatta-la-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/monte-carasso-fatta-la-legge\/","title":{"rendered":"Monte Carasso: fatta la legge\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Mi sa tanto che la vicenda di Monte Carasso terr\u00e0 banco ancora per un po\u2019, finendo per superare in rinomanza, invero un tantino folcloristica, anche lo tsunami d\u2019inizio anno. Certo che ci vogliono una buona dose di sfrontatezza e una furberia decisamente fuori del comune per escogitare il ticket scolastico comunale. Cinquemila franchetti da offrire a quattro famiglie disposte ad iscrivere i loro figli in una scuola diversa da quella di Monte Carasso non sono bruscolini, n\u00e9 per il Comune, n\u00e9 per la famiglia. Poi c\u2019\u00e8 di mezzo il disprezzo verso un verdetto popolare che quattro anni fa aveva fatto polpette di certe mene liberiste, di cui il Gran Consiglio s\u2019era fatto corifeo. Certo che se tutte le famiglie si fossero presentate al cospetto del capodicastero per riscuotere il bel gruzzolo, Morisoli sarebbe stato seppellito da una sonora risata.<br \/>\nNella vicenda stupisce tuttavia la reazione per lo meno un po\u2019 fiacca del nostro Dipartimento, che da una parte declama la probabile mancanza della base legale, e dall\u2019altra s\u2019affretta a suggerire soluzioni alla buona con i comuni limitrofi: come se fosse normale e auspicabile che tra confinanti ci si desse una mano per tenere i contingenti delle classi di scuola elementare entro i limiti pi\u00f9 elevati fissati dalle leggi. Insomma: sar\u00e0 vero, come ho ribadito pi\u00f9 volte, che il numero di allievi per classe non \u00e8 un assioma incontrovertibile, attorno a cui ruotano il successo e l\u2019insuccesso della scuola. Ma \u00e8 altrettanto vero che il Parlamento ha fissato limiti precisi \u2013 minimo 13, massimo 25 \u2013, e se li si vogliono confutare lo si deve fare a palazzo delle Orsoline: senn\u00f2 la protesta diventa una furberia e nulla pi\u00f9.<br \/>\nChe poi \u2013 come scrivono un po\u2019 tutti \u2013 l\u2019idea di Morisoli fosse quella di pagare la retta ad un istituto privato ciellino, \u00e8 solo un complemento di sfacciataggine e di disprezzo nei confronti di una decisione popolare, che si era soprattutto manifestata in opposizione alle scuole confessionali. Per contro, agevolare e dare l\u2019imbeccata per trovare soluzioni intercomunali sembra un modo elegante per aggirare la legge: di fatto se risiedo a Monte Carasso e l\u00ec pago le tasse non vedo un motivo serio perch\u00e9 mio figlio debba frequentare la scuola elementare a Sementina, e magari costruirsi l\u00ec il suo giro di amicizie. E allora quello stesso Dipartimento, sempre cos\u00ec lesto a sopprimere sezioni di scuola dell\u2019infanzia o elementare non appena vengono a mancare un paio di allievi, farebbe bene ad essere altrettanto sbrigativo con quei comuni che non vogliono aumentare le loro sezioni quando il paio d\u2019allievi supera la fatidica soglia fissata dal Parlamento.<br \/>\nA meno che dietro questa svicolata non ci sia dell\u2019altro: ad esempio un primo passo verso la liberalizzazione dell\u2019iscrizione scolastica, in palese contrasto con quella norma di legge che impone la frequenza nel comune di residenza \u2013 e che, lo ricordo di transenna, fissa a 600 franchi l\u2019importo da pagare quando, per oggettive ragioni, la frequenza nel comune di domicilio non \u00e8 realizzabile. D\u2019altra parte \u00e8 noto che nel cassetto dei sogni del direttore del DECS ce n\u2019\u00e8 uno che auspica il riscatto da parte del Cantone delle gloriose scuole comunali, un po\u2019 perch\u00e9, secondo Gendotti, i Comuni, a parte le nomine, non hanno competenze di gran rilievo; e un altro po\u2019 perch\u00e9, sempre secondo lui, ci\u00f2 permetterebbe di evitare squilibri tra istituti di categoria A (ricchi) e di categoria Z (poveri).<br \/>\n\u00c8 subito evidente che la qualit\u00e0 di un istituto non la si pu\u00f2 misurare sulla base dei fondi a disposizione \u2013 ma questo \u00e8 ovviamente un altro discorso. Se per\u00f2 cominciano i cedimenti verso quei comuni che non intendono rispettare le leggi dello Stato, allora il futuro si far\u00e0 sempre pi\u00f9 fosco: da Monte Carasso potrebbe partire l\u2019esempio per altri comuni e, perch\u00e9 no?, per singole famiglie. Ad esempio, uno potrebbe iscrivere i suoi pargoli in quell\u2019istituto che \u00e8 l\u00ec a un tiro di schioppo e dove non ci sono quasi stranieri, oppure in quell\u2019altro dove insegna l\u2019amica di mia moglie, che dicono ch\u2019\u00e8 cos\u00ec brava\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sa tanto che la vicenda di Monte Carasso terr\u00e0 banco ancora per un po\u2019, finendo per superare in rinomanza, invero un tantino folcloristica, anche lo tsunami d\u2019inizio anno. Certo che ci vogliono una buona dose di sfrontatezza e una furberia decisamente fuori del comune per escogitare il ticket scolastico comunale. 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