{"id":4708,"date":"2018-11-14T21:00:17","date_gmt":"2018-11-14T20:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4708"},"modified":"2018-12-12T13:30:16","modified_gmt":"2018-12-12T12:30:16","slug":"scuola-e-politica-allinseguimento-del-futuro-prossimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-e-politica-allinseguimento-del-futuro-prossimo\/","title":{"rendered":"Scuola e politica all\u2019inseguimento del futuro (prossimo)"},"content":{"rendered":"<p>Neanche fosse chiss\u00e0 quale novit\u00e0, l\u2019informatica. D\u2019accordo, se ne parla almeno dal 1984, anno quanto mai simbolico, quando due giovanotti misero sul mercato il primo Mac, un \u00abcoso\u00bb con la mela che avrebbe cambiato il mondo. Eppure scuola e politica stanno vivendo proprio di questi tempi la loro et\u00e0 degli eccessi ormonali nei suoi confronti. Sembrerebbe che le scuole scollegate dal www e prive di adeguate apparecchiature di alta tecnologia siano impossibilitate a perseguire le loro alte finalit\u00e0 educative. L\u2019ultimo numero di Ticino Management ha dedicato un servizio al tema, declinandolo sulla formazione degli insegnanti. Ha detto Luca Botturi, docente di Tecnologie e Media in educazione al DFA della SUPSI: \u00abAccanto a tematiche caratterizzanti del nostro Dipartimento, quali la didattica dell\u2019italiano, della matematica e delle lingue straniere oppure agli aspetti legati alla gestione della classe, la riflessione sul rapporto tra educazione e nuove tecnologie e\u0300 una delle nuove frontiere sulle quali ci stiamo impegnando\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abConstatare che la tecnologia si e\u0300 fatta spazio in ogni aspetto della nostra vita \u2013 ha scritto il filologo Lorenzo Tomasin in un bel saggio del 2017 \u2013 ha indotto molti a pensare che essa dovesse averne uno anche nella formazione delle nuove generazioni. Per lungo tempo portare i bambini a scuola significava perlopi\u00f9 strapparli ai campi. Ora, a chi mai sarebbe venuto in mente di portare i bambini a scuola per mostrare loro una zappa, o per insegnare loro come funziona? Nella grande maggioranza dei casi sarebbe stato certo pi\u00f9 sensato che far trovare loro un vocabolario, un trattato di matematica e un\u2019insulsa poesia da imparare a memoria. Ma a lungo, forse sbagliando, abbiamo pensato che in quelle pagine stessero gli ingredienti di base della buona istruzione. E che questi fossero gli strumenti migliori per trasmetterli. Operando altrimenti, sarebbe stato assai difficile fare di un contadino qualsiasi altra cosa che un contadino; di un operaio, altro che un operaio. Se molti figli e nipoti di contadini sono diventati ingegneri, medici e architetti e\u0300 proprio perch\u00e9 a scuola hanno trovato qualcosa di diverso da una zappa, e sia pure da una zappa tecnicamente raffinatissima\u00bb.<\/p>\n<p>I ragazzi della scuola dell\u2019obbligo sono nati col mouse in mano, hanno imparato a scorrere l\u2019indice sullo schermo del telefonino prima ancora di dire \u00abmamma\u00bb. Spesso sono vittime e imputati di cyber bullismo o di altri misfatti, ma non saranno i nostri predicozzi a convincerli che ci vuol poco a cadere nella rete e a farsi male. \u00a0Tentare di forgiare l\u2019Homo technologicus \u00e8 pericoloso (avete in mente la creatura del dr. Frankenstein?), un po\u2019 perch\u00e9 si vedono gi\u00e0 in giro fin troppi \u00abidioti specializzati\u00bb; e un altro po\u2019 perch\u00e9 ci\u00f2 che oggi \u00e8 il massimo dell\u2019hi-tech domani \u00e8 gi\u00e0 antiquato, sorpassato da un altro hi-tech, che avr\u00e0 anch\u2019esso la vita effimera di una farfalla. Meglio, quindi, tornare a dedicarsi con passione all\u2019educazione di Homo sapiens, attraverso le discipline umanistiche, la logica, la matematica e le scienze naturali, in un ambiente \u2013 la Scuola \u2013 fondata sul diritto e sul rispetto, con l\u2019idea che, insieme, si sta imparando il difficile mestiere di donne e uomini adulti. Vendere il Paese e i suoi cittadini di domani a questa economia feroce e cinica sarebbe un crimine. Eppure \u00e8 proprio quel che potrebbe capitare assai in fretta, man mano che le moderne tecnologie diverranno un fine, e non un mezzo per prefiggersi traguardi pi\u00f9 nobili.<\/p>\n<hr \/>\n<p>La citazione di Lorenzo Tomasin, parziale, \u00e8 tratta da: LORENZO TOMASIN, <em>L\u2019impronta digitale &#8211; Cultura umanistica e tecnologia, <\/em>2017, Carocci editore, pp. 8-9<\/p>\n<p>La citazione di Luca Botturi \u00e8 tratta da: SUSANNA CATTANEO, \u00abDigitalizzazione: scuola all\u2019appello\u00bb, in <em>Ticino Management, <\/em>Mensile svizzero di finanza, economia e cultura, Anno XXX, N\u00b0 10, Ottobre 2018, p. 78<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Neanche fosse chiss\u00e0 quale novit\u00e0, l\u2019informatica. 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