{"id":4760,"date":"2018-12-30T17:41:50","date_gmt":"2018-12-30T16:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4760"},"modified":"2018-12-30T23:34:42","modified_gmt":"2018-12-30T22:34:42","slug":"serenita-tempo-diritto-le-parole-perdute-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/serenita-tempo-diritto-le-parole-perdute-della-scuola\/","title":{"rendered":"Serenit\u00e0, tempo, diritto: le parole perdute della scuola"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"background-color:#d3e6ed\" class=\"has-background has-drop-cap wp-block-paragraph\"><em>Non \u00e8, di per s\u00e9, che mi spiaccia fare gli auguri, e nemmeno lo sento come un dovere pi\u00f9 o meno conveniente. Per\u00f2 ci sono date con un sapore simbolico pi\u00f9 gradevole di altre. Il passaggio da un anno al successivo \u00e8 una di queste.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei giorni sotto Natale \u00e8 circolata nei media l\u2019originale iniziativa didattica di un\u2019insegnante di lettere di una scuola secondaria dalle parti di Lodi. Per i suoi allievi ha avuto <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.youreduaction.it\/mariangela-de-luca-la-prof-di-29-anni-che-ha-ideato-la-rubrica-della-parole-perdute-il-suo-sogno-ottenere-il-ruolo\/\" target=\"_blank\">un\u2019idea insolita: la rubrica delle parole perdute<\/a>. <em>Gli ultimi cinque minuti di lezione <\/em>\u2013 racconta \u2013<em> ho deciso di impiegarli ricordando termini di scrittori del passato (da Dante ad Alessandro Manzoni) o andati ormai in disuso. Chiedo loro di memorizzarli e contestualizzarli. Il massimo per i miei alunni era citare i versi dei rapper del momento; io, invece, batto sull\u2019antico. All\u2019inizio erano perplessi, poi hanno iniziato a incuriosirsi, a divertirsi e a creare frasi, fino a quando una mattina un alunno si \u00e8 \u201cdichiarato\u201d a una sua compagna affermando: <\/em>\u201cLa tua presenza \u00e8 alcinesca\u201d.<em> L\u2019aggettivo alcinesco vuol dire attraente. In quel momento ho capito che la mia iniziativa stava funzionando.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ne ha scritto Paolo Di Stefano sul <em>Corriere della Sera<\/em> del 23 dicembre  (\u201cLe parole che fanno crescere\u201d):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In un tempo in cui il vocabolario viene sfregiato dalle volgarit\u00e0 e dalle sciatterie di politici cialtroni e volgari nonch\u00e9 dall\u2019esibizionismo anglofilo, quello della prof. De Luca \u00e8 un gesto quasi eroico. Proporre ai ragazzi di aggiungere al loro repertorio lessicale parole inconsuete e strane, significa opporsi a quella che Pasolini, sin dagli anni 70, intravedeva profeticamente come omologazione culturale da civilt\u00e0 totalitaria. E non \u00e8 facile, visto che spess\u00f2 l\u2019educazione \u00absentimentale\u00bb giovanile \u00e8 improntata al turpiloquio finto trasgressivo e finto maledetto di tanto rap o trap commerciale [\u2026]. La lingua ha un\u2019infinit\u00e0 di risorse: \u00e8 un deposito di storie (le etimologie sono intrecci straordinari come i migliori romanzi), un patrimonio di potenzialit\u00e0 creative con cui si pu\u00f2 anche giocare, ed \u00e8 il pi\u00f9 ricco arsenale di armi (non da fuoco!) con cui farsi valere. La Prof. De Luca ha capito, probabilmente, che con l\u2019aria che tira la prima educazione civica \u00e8 quella linguistica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"603\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Sisley-Le-Chemin-de-Montbuisson-a\u0300-Louveciennes.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4759\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Sisley-Le-Chemin-de-Montbuisson-a\u0300-Louveciennes.jpg 800w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Sisley-Le-Chemin-de-Montbuisson-a\u0300-Louveciennes-300x226.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Sisley-Le-Chemin-de-Montbuisson-a\u0300-Louveciennes-768x579.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Sisley-Le-Chemin-de-Montbuisson-a\u0300-Louveciennes-600x452.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>ALFRED SISLEY &#8211; \u00abLe Chemin de Montbuisson \u00e0 Louveciennes\u00bb, 1875, Huile sur toile (cm 46 x 61), Paris: Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la scuola ha il suo elenco di parole perdute. Di alcune non si sente la mancanza, anche se il mondo \u00e8 pieno di nostalgici \u2013 <em>Si stava meglio quando si stava peggio!,<\/em> e quattro scapaccioni erano pi\u00f9 pedagogici di tante manfrine. No, grazie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono invece parole che si dovrebbero recuperare, parole che arrivano da tanto tempo fa. Una, ad esempio, \u00e8 <strong>tempo<\/strong>, una parola che ci riporta a Jean-Jacques Rousseau.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Immagine-originale-con-testo-a-fronte-1-600x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4795\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Immagine-originale-con-testo-a-fronte-1-600x1025.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Immagine-originale-con-testo-a-fronte-1-176x300.jpg 176w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Immagine-originale-con-testo-a-fronte-1-768x1312.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Immagine-originale-con-testo-a-fronte-1.jpg 1995w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption>\u00c9mile ou de l\u2019\u00e9ducation, par Jean-Jacques Rousseau, citoyen de Gen\u00e8ve, 1762: Amsterdam, chez Lean N\u00e9aulme, Libraire | Tome premier, Livre second, pp. 191-2<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec la\nfilosofa Lina Bertola:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(\u2026) se l\u2019educarsi \u00e8 un divenire ci\u00f2 che si \u00e8, un viaggio verso s\u00e9 stessi, la scuola per educare deve anche saper resistere. Resistere alle esigenze sempre pi\u00f9 pressanti di un mercato che richiede prestazioni, inducendo a sacrificare la pienezza dell\u2019essere allo sviluppo delle capacit\u00e0 di funzionare bene. Ma per educarsi occorre tempo (\u2026). Nell\u2019educazione di Emilio bisogna in un certo senso perdere tempo, non essere impazienti di vedere nel fanciullo l\u2019uomo. Grande idea: perdere tempo, lasciarlo scorrere il tempo, attraversarlo con calma, come richiede l\u2019ascolto di un sentimento, il filo di un ragionamento, la trama di un pensiero e di un racconto che sappia diventare esperienza di s\u00e9 nell\u2019ordine del senso. Bella idea per contrastare una scuola che senza il tempo non pu\u00f2 educare. Per contrastare una scuola frettolosa e un po\u2019 disorientata che rincorrendo <\/em>performances<em> di ogni genere arriva perfino a pensare di anticipare le scelte per migliorare la sua qualit\u00e0.<\/em>[Rousseau e\nl\u2019educazione, RSI Rete 2, giugno 2012].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> S\u00ec, <em>tempo<\/em> \u00e8 una parola da togliere dalla soffitta, perch\u00e9 suggerisce altre parole da rimettere in piena forma, come <em><strong>serenit\u00e0<\/strong>,<\/em> affinch\u00e9 la scuola sia un ambiente protetto, dove si possa crescere e imparare perch\u00e9 si percepiscono la fiducia e il rispetto. O come <em><strong>diritto<\/strong>,<\/em> altra parola che ha radici millenarie, perch\u00e9 la vita nell\u2019aula deve offrire a tutti la certezza del diritto, al riparo da ogni vessazione, contro l\u2019indifferenza alle differenze, e con la scelta precisa di <a rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.meirieu.com\/MANIFESTESETPROPOSITIONS\/dixrenversements.htm\" target=\"_blank\">\u00abpassare dal mito delle pari opportunit\u00e0 al diritto all\u2019educazione per tutti\u00bb<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche nella\nscuola ci sono le parole perdute e sarebbe bello se qualcuno cominciasse a\nriportarle in vita, dentro le aule della scuola dell\u2019obbligo e negli spazi di\nformazione degli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il mio\naugurio per il 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8, di per s\u00e9, che mi spiaccia fare gli auguri, e nemmeno lo sento come un dovere pi\u00f9 o meno conveniente. Per\u00f2 ci sono date con un sapore simbolico pi\u00f9 gradevole di altre. Il passaggio da un anno al successivo \u00e8 una di queste. Nei giorni sotto Natale \u00e8 circolata nei media l\u2019originale iniziativa &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/serenita-tempo-diritto-le-parole-perdute-della-scuola\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Serenit\u00e0, tempo, diritto: le parole perdute della scuola<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[24,31,30,12],"class_list":["post-4760","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-etica-della-scuola","tag-indifferenza-alle-differenze","tag-pari-opportunita","tag-regole-del-gioco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4760"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4760\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}