{"id":488,"date":"2006-09-01T21:30:53","date_gmt":"2006-09-01T22:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=488"},"modified":"2017-10-12T16:15:18","modified_gmt":"2017-10-12T14:15:18","slug":"e-allora-perche-nessuno-ci-copia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/e-allora-perche-nessuno-ci-copia\/","title":{"rendered":"Scuola e HarmoS: ma perch\u00e9 nessuno ci copia?"},"content":{"rendered":"<p>Mi sa che per un po\u2019 si sentir\u00e0 parlare di HarmoS, il concordato sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria promosso dalla Conferenza svizzera dei Direttori cantonali della Pubblica Educazione e attualmente in consultazione. HarmoS \u2013 come \u00e8 forse noto \u2013 si propone essenzialmente di omologare gli esistenti 26 sistemi scolastici, affinch\u00e9 anche il semplice trasloco di una famiglia da Basilea citt\u00e0 a Basilea campagna non rappresenti pi\u00f9 un ostacolo penalizzante se si hanno figli nella scuola dell\u2019obbligo. \u00c8 subito evidente che il Ticino rischier\u00e0 di ritrovarsi con un sistema scolastico pi\u00f9 o meno stravolto, in virt\u00f9 di pratiche e strutture molto pi\u00f9 popolari e diffuse nel resto della Svizzera rispetto a noi \u2013 e, soprattutto, nei cantoni che contano. Insomma: in piena globalizzazione e con una popolazione assai mobile, non \u00e8 pi\u00f9 pensabile una scuola tanto frammentata e strutturalmente diversificata. Nel 1970 i cantoni avevano gi\u00e0 stretto un altro accordo intercantonale \u2013 invero ben pi\u00f9 blando \u2013 al quale, tuttavia, il nostro cantone non aveva aderito, insistendo in tal modo sulla sua diversit\u00e0. Lo scorso 21 maggio, per\u00f2, il popolo svizzero ha accolto a larghissima maggioranza una riforma costituzionale in materia di formazione: rispetto ad HarmoS, ci\u00f2 significa che la Confederazione potr\u00e0 costringere qualsiasi cantone riottoso a rassegnarsi e ad accettare l\u2019accordo intercantonale, una volta che una decina di cantoni vi avranno aderito.<br \/>\nIl direttore del nostro Dipartimento ripete da sempre, e l\u2019ha ribadito il 18 agosto scorso in occasione di un pomeriggio di studio promosso dal DECS, \u00ab\u2026 che noi ticinesi abbiamo l\u2019interesse ad aderire [\u2026] all\u2019accordo sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria a condizione che non vengano stravolte le conquiste della scuola pubblica ticinese\u00bb, per evitare di \u00abcompiere passi indietro e rinunciare a conquiste costruite faticosamente sull\u2019arco di decenni\u00bb. Interesse di adesione a parte, la pensano un po\u2019 tutti come Gendotti: la nostra organizzazione scolastica, seppur perfettibile, va bene cos\u00ec com\u2019\u00e8. \u00c8 fuor di dubbio che la ricetta miracolosa non esiste. Restando alla Svizzera, si constatano differenze anche importanti a diversi livelli. Eppure \u00e8 impossibile dire se, in uscita, gli argoviesi imparano pi\u00f9 dei giurassiani, seppure un po\u2019 distanziati dagli appenzellesi dell\u2019Innerrhoden. Anche perch\u00e9 il sistema scolastico di ogni cantone \u00e8 stato forgiato da tradizioni, localismi, convenienze politiche, congiunture storiche ed economiche\u2026<br \/>\nGli scettici di oggi appartengono a quelle generazioni che, dopo il primo uomo sulla luna ma prima dell\u2019apparizione del PC, hanno dato vita a quel grande cambiamento che si chiama \u00abScuola media\u00bb: dopo innumerevoli polemiche \u2013 perch\u00e9 anche allora non mancarono le voci ostili \u2013 nel 1974 il Gran Consiglio vot\u00f2 la nuova legge, che non rappresent\u00f2 soltanto un cambiamento de jure. Fu necessario edificare nuove scuole, rivedere diverse strutture (ginnasio e scuola maggiore a parte, qualcuno ricorda il liceo di tre anni, l\u2019anno di avviamento professionale o la scuola di economia domestica?), aggiornare gli insegnanti e rifare da cima a fondo tutto l\u2019impianto legislativo. Eppure il Ticino ne usc\u00ec col petto in fuori, nella consapevolezza di aver fatto una riforma opportuna e progressista: quella di oggi \u00e8 la scuola che noi cinquantenni e sessantenni abbiamo costruito per le generazioni seguenti. Quando questo concordato diverr\u00e0 operativo, invece, noi saremo tutti in pensione, o quasi.<br \/>\nFaccio parte anch\u2019io della schiera dei sospettosi. Anch\u2019io ho il complesso del balivo. Anch\u2019io mi sento di difendere questo sistema scolastico, che molti lodano, ma che nessuno copia, come ha ironizzato il capo della divisione della scuola Diego Erba durante la citata riunione del 18 agosto. Ma forse i giovani che oggi disertano le giornate di studio proposte dal DECS \u2013 quei giovani colleghi che sono ancor fuori dalle stanze dei bottoni, anche perch\u00e9 momentaneamente ci siamo noi \u2013 sapranno escogitare le giuste risposte agli stimoli di HarmoS: per costruire una nuova scuola degna della nostra tradizione (e nella speranza che a nessuno venga in mente di restaurare il passato, ripescando ginnasio e scuola maggiore). Allora \u2013 si parla del 2020 o gi\u00f9 di l\u00ec \u2013 noi dei \u201940 e dei \u201950 avremo levato le tende. Da saggi pensionati potremo trascorrere la quiescenza lagnandoci dei bei tempi andati, proprio come hanno fatto i colleghi che ci hanno preceduti nella loro battaglia contro la scuola media, annessi e connessi. Nel frattempo \u00e8 difficile immaginare che Berna avr\u00e0 inviato le sue truppe su Bellinzona per farci rispettare gli accordi che non abbiamo voluto o saputo girare a nostro vantaggio: con l\u2019originalit\u00e0 di pensiero di cui ci piace vantarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sa che per un po\u2019 si sentir\u00e0 parlare di HarmoS, il concordato sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria promosso dalla Conferenza svizzera dei Direttori cantonali della Pubblica Educazione e attualmente in consultazione. 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