{"id":4883,"date":"2019-05-24T15:04:01","date_gmt":"2019-05-24T13:04:01","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4883"},"modified":"2019-05-24T15:04:01","modified_gmt":"2019-05-24T13:04:01","slug":"non-e-vero-che-labito-fa-il-monaco-specialmente-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/non-e-vero-che-labito-fa-il-monaco-specialmente-a-scuola\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 vero che l\u2019abito fa il monaco, specialmente a scuola"},"content":{"rendered":"<p>Il Ministro italiano dell\u2019interno ha proposto l\u2019obbligo di indossare il grembiule a scuola. Non \u00e8 una notizia che si trova nei siti istituzionali, ma l\u2019ha proclamata durante un comizio: \u00abDiranno che lo faceva anche il Duce. Ma siamo in democrazia, bisogna riportare ordine e disciplina\u00bb. E poi: \u00abAbbiamo riportato l\u2019educazione civica a scuola, chieder\u00f2 che venga rimesso anche il grembiulino ai bambini, per evitare che ci sia chi viene con le felpe da 700 euro\u00bb. Si capisce la voglia di nascondere almeno le diversit\u00e0 di facciata e l\u2019esibizione un po\u2019 cafona. \u00c8 pi\u00f9 difficile capire cosa c\u2019entrino l\u2019educazione civica e la democrazia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una trovata del tutto originale, e neanche nuovissima. \u00abHo seguito, su un grande giornale, una piccola polemica\u00bb, aveva scritto mezzo secolo fa l\u2019indimenticabile Gianni Rodari. \u00abUn noto professore di pedagogia si diceva contrario all\u2019obbligo, per gli scolari, di indossare il grembiulino: la tradizionale uniforme dentro la quale i bambini dovrebbero sentirsi tutti uguali di fronte al maestro, ma che contrasta con la personalit\u00e0, lo spirito di indipendenza, la libert\u00e0 dei bambini. Due madri gli rispondevano sottolineando i vantaggi del grembiulino: economia, praticit\u00e0, igiene, impossibilit\u00e0 (per le bambine specialmente) di fare sfoggio di vanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 2006 i delegati del partito radicale svizzero avevano discusso la proposta di generalizzare in tutto il Paese l\u2019introduzione dell\u2019uniforme per scolari e studenti, prendendo spunto dalla trovata di una scuola professionale basilese, che aveva introdotto l\u2019obbligo a titolo sperimentale. L\u2019allora direttore di questo giornale aveva commentato: \u00abLa divisa evita il confronto basato sull\u2019esibizione da parte dei pi\u00f9 \u201cricchi\u201d di abiti e scarpe che gli altri non si possono permettere, si disinnescano le tensioni legate alle tenute sempre pi\u00f9 provocanti delle ragazze, si favorisce anche sul piano visivo l\u2019integrazione dei giovani immigrati\u00bb. L\u2019aveva gi\u00e0 scritto lo stesso Rodari, in quegli anni attorno al 1970: \u00abHo chiesto l\u2019opinione dei maestri che conosco. Uno mi ha detto \u201cSe non ci fosse il grembiulino i bambini poveri avrebbero l\u2019umiliazione di mostrare le loro toppe nei pantaloni ai bambini ricchi, vestiti come figurini\u201d. Questo ragionamento non mi convince. La povert\u00e0 va abolita, non nascosta\u00bb.<\/p>\n<p>Va abolita anche la deliberata indifferenza alle differenze, che sono culturali, economiche, sociali, linguistiche, religiose, etniche e di genere. Possiamo mettere tutte le divise che vogliamo, ma quando il ragazzino che la indossa prender\u00e0 la parola per dire la sua o per argomentare, sar\u00e0 subito chiaro se ha competenze da 700 euro o da pochi centesimi. La scuola \u00e8 piena di grandi ideali, sostenuti da una sovrabbondanza di norme. Non ne servono altre, perch\u00e9, come si dice, la strada per l\u2019inferno \u00e8 lastricata di buone intenzioni. Non si tratta, come molti sostengono, di uniformare la scuola abbassandone il livello. Invece bisognerebbe impegnarsi per portare ognuno al massimo delle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, infine, una contraddizione evidente. I medesimi che, normalmente, invocano divise per nascondere le differenze, sostengono e irrobustiscono valori selettivi sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, attraverso l\u2019iniquo e arbitrario meccanismo delle valutazioni ricorrenti e ravvicinate, che non hanno nulla di scientifico. Lo si \u00e8 visto anche nel passato recentissimo: le note scolastiche sono talmente irrinunciabili, che riescono ad annientare ogni riforma seria e di sostanza.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Grembiule-si\u0300-o-no-Trascrizione-originale.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">I punti di Rodari<\/a> <\/strong>\u00e8 una rubrica che Gianni Rodari pubblic\u00f2 sul <em>Corrirere dei piccoli<\/em> fra il 1968 e il 1970. <em>\u00abQui risponde alle lettere che gli arrivano da bambini, ragazzi e anche da genitori. E lo fa con precisione e sensibilit\u00e0 sugli argomenti pi\u00f9 diversi, sempre per\u00f2 legati alla vita reale come: la scuola, l\u2019importanza dei libri, la difesa della natura, la disoccupazione, la mancanza di spazi per i giochi, le distanze fra Nord e Sud, ma allarga il suo sguardo anche al mondo: la fame, l\u2019analfabetismo, l\u2019importanza della pace e il rifiuto della guerra. Di sicuro tanti anni sono passati da allora, ma certi argomenti sembrano ancor oggi attualissimi\u00bb<\/em> [PINO BOERO, WALTER FOCHESATO, <em>L\u2019alfabeto di Gianni, <\/em>2019, Coccole Books].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ministro italiano dell\u2019interno ha proposto l\u2019obbligo di indossare il grembiule a scuola. Non \u00e8 una notizia che si trova nei siti istituzionali, ma l\u2019ha proclamata durante un comizio: \u00abDiranno che lo faceva anche il Duce. Ma siamo in democrazia, bisogna riportare ordine e disciplina\u00bb. 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