{"id":4890,"date":"2019-05-26T21:03:20","date_gmt":"2019-05-26T19:03:20","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4890"},"modified":"2019-05-28T14:33:48","modified_gmt":"2019-05-28T12:33:48","slug":"spegnere-i-telefonini-in-aula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/spegnere-i-telefonini-in-aula\/","title":{"rendered":"Spegnere i telefonini in aula?"},"content":{"rendered":"<p>Sull\u2019edizione uscita domenica 26 maggio, il settimanale\u00a0<strong><em>il<\/em>Caff\u00e8<\/strong> ha dedicato il suo <em>confronto<\/em> al tema dei telefonini in mano ad allievi della e nella scuola dell\u2019obbligo. Col titolo <em>Spegnere i telefonini in aula? I diritti e doveri non bastano,<\/em> Clemente Mazzetta ha cos\u00ec introdotto il confronto.<\/p>\n<blockquote><p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-4888 size-medium\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019-300x222.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019-300x222.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019-768x568.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019-1024x758.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019-600x444.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Testata-Il-Caffe\u0300-26-09-2019.jpg 1343w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Telefonini a scuola, s\u00ec o no? Una questione che da scolastica, educativa, comportamentale, si \u00e8 fatta politica. Ed \u00e8 uscita dall\u2019ambito stretto delle discussioni familiari per sbarcare in parlamento, che dovr\u00e0 decidere sulla mozione presentata da tre deputati che hanno posto la questione in termini ultimativi: proibire lo smartphone nelle scuole dell\u2019obbligo, cos\u00ec come si \u00e8 fatto in Francia e nel Canton Vaud. Quella del divieto totale \u00e8 un\u2019 opzione che il governo reputa eccessiva, perch\u00e9 \u201cproibirne <em>[l\u2019uso] <\/em>in modo assoluto significherebbe venire meno a un indispensabile compito educativo\u201d.<\/p>\n<p>Il Dipartimento educazione, cultura e sport ha comunque fornito alcune indicazioni: ovvero che i telefonini possono essere portati a scuola, ma devono restare spenti o in \u201cmodalit\u00e0 aereo\u201d. Ovvero non connessi. Va da s\u00e9 che non devono essere utilizzati durante le lezioni, che possono essere ritirati se usati in modo inappropriato, e il loro uso nel corso delle uscite didattiche deve essere stabilito dalla direzione scolastica.<\/p>\n<p>Il tema dei telefonini, e delle valutazioni che seguiranno, evidenziano per\u00f2 ancora una volta come sulla scuola vengono scaricati nuovi compiti \u201ceducativi\u201d a base di norme e regolamenti. Si confrontano sul tema un insegnante di oggi, Daniele Dell\u2019Agnola, e un direttore didattico di ieri, Adolfo Tomasini.<\/p><\/blockquote>\n<p>Avevo gi\u00e0 parlato di questa iniziativa giusto due anni fa (<a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3583\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Vietare non serve a nulla, ma \u00e8 un bell\u2019alibi quando l\u2019adulto non sa pi\u00f9 che pesci pigliare<\/a>), quando tre parlamentari \u2013 il popolare democratico Giorgio Fonio, il socialista Henrik Bang e la liberale Maristella Polli \u2013 avevano presentato la loro interrogazione.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 giunto al Parlamento il parere del Consiglio di Stato. Ecco quindi le osservazioni che abbiamo messo a confronto, ognuno non sapendo chi fosse l\u2019altro sottoposto a confronto.<\/p>\n<h5>L&#8217;analisi\/1 &#8211; Ma non c\u2019\u00e8 bisogno di un divieto di Stato, basta quello scolastico<\/h5>\n<p><em>di Adolfo Tomasini<\/em><\/p>\n<p>Capisco che il tema delle nuove tecnologie, e in particolare l\u2019uso degli smartphone, interroghi e coinvolga anche il mondo della scuola, che fra i suoi compiti non ha solo quello di insegnare a leggere, scrivere e far di conto, ma, prima di tutto, quello di educare. Da qui a coinvolgere il Consiglio di Stato per stilare un regolamento che proibisca agli studenti l\u2019uso del telefonino, o di altre diavolerie elettroniche, ce ne passa.<\/p>\n<p>\u00c8 la questione politica in s\u00e9 che mi pare strana. Essere a scuola significa costruire delle competenze disciplinari assieme ad altre persone presenti in queste piccole comunit\u00e0. Non si tratta dunque di decidere se vietare o consentire lo smartphone. A scuola si va per imparare e crescere culturalmente e socialmente. Ci\u00f2 che ostacola il lavoro del maestro o dell\u2019alunno va rimosso, senza se e senza ma. Il telefonino, per restare a questo esempio, deve restare muto durante il lavoro perch\u00e9 intralcia l\u2019attivit\u00e0, non perch\u00e9 \u00e8 proibito.<\/p>\n<p>Tocca all\u2019insegnante richiamare all\u2019attenzione l\u2019alunno che si distrae, che non sta attento, che non segue. \u00c8 implicito nella sua funzione: non c\u2019\u00e8 bisogno del Consiglio di Stato. Come in passato non si potevano leggere giornaletti di nascosto, non si doveva usare il bigino, non si doveva disturbare, cos\u00ec oggi non si deve chattare, sbirciare le risposte sul telefonino, lasciarlo squillare. Basta l\u2019autorevolezza del docente, che \u00e8 pi\u00f9 educativa di ogni regolamento. Analogamente, a chi i vuole proibire il telefonino per evitare forme di bullismo di ogni specie, dico che o i docenti hanno l\u2019autorevolezza per impedire qualsiasi forma di prevaricazione, fisica o psicologica, oppure non sanno fare il loro lavoro. Se due ragazzi si picchiano nell\u2019intervallo, per dirne una, non c\u2019\u00e8 bisogno di un regolamento per chiedere che il docente interrompa la zuffa. Cos\u00ec se si assiste all\u2019uso improprio di un telefonino si intervenga. Tutto l\u00ec. L\u2019educazione a scuola non pu\u00f2 passare attraverso una serie sempre pi\u00f9 affollata di norme sollecitate all\u2019autorit\u00e0 superiore \u2013 un modo di fare, tra l\u2019altro, che delegittima la scuola e gli insegnanti. Passa piuttosto da un dialogo fra la scuola e la famiglia, fra i docenti e i genitori, fra i maestri e gli allievi, anche per concordare in modo pragmatico l\u2019uso del cellulare. In questo senso condivido l\u2019indirizzo del Consiglio di Stato, che non vuole allinearsi a nuovi regolamenti, come in Francia o nel Canton Vaud, preferendo che siano i singoli istituti a regolare come meglio credono la libert\u00e0 di decidere come comportarsi e di comunicare con chiarezza i diritti e i doveri di ognuno: allievi, genitori e insegnanti.<\/p>\n<h5>L\u2019analisi\/2 &#8211; La scuola \u00e8 chiamata a evitare gli eccessi delle nuove tecnologie<\/h5>\n<p><em>di Daniele Dell\u2019Agnola<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 facile n\u00e9 scontato prendere posizione fra il divieto assoluto agli smartphone a scuola e l\u2019apertura ad un suo uso fra le mura scolastiche, anche se regolamentato. Sarei contrario ad una proibizione totale, come \u00e8 stato deciso in Francia. Ma osservare decine di ragazzi nei cortili, fermi, incollati ad uno schermo, mette tristezza: la scuola deve restare un luogo di socializzazione, di formazione della persona e non uno spazio per un uso inconsapevole di oggetti tecnologici. Dovrebbe fare una \u201cresistenza\u201d intelligente all&#8217;abuso.<\/p>\n<p>Le nuove tecnologie, i telefonini fanno parte della vita degli adolescenti. E, considerato che la scuola ha anche una importante finalit\u00e0 educativa, occorre prenderne atto, occorre farci i conti. Magari, integrandoli nell\u2019ambito didattico, per un uso critico, ragionato, di queste nuove tecnologie. Nel contempo dobbiamo essere consapevoli che permetterne un uso senza vincoli nel contesto scolastico significa ancora una volta far ricadere sui docenti una sfida altissima a cui non tutti sono pronti e preparati. Alla norma generale del DECS sull\u2019uso dei cellulari, bisogna affiancare la sensibilizzazione, la formazione, il dialogo. Non bastano un quadro normativo e delle regole di comportamento: occorre che gli insegnanti siano anche rassicurati. Ovviamente siamo tutti favorevoli ad un\u2019educazione verso le nuove tecnologie, perch\u00e9 i ragazzi devono essere capaci di orientarsi in quest\u2019ambito, devono riuscire a distinguere il vero dal falso, le news autorevoli e le fakes, le bufale, devono essere consapevoli di cosa significa divulgare un\u2019informazione.<\/p>\n<p>Per\u00f2 attenti, perch\u00e9 gli insegnati hanno gi\u00e0 tanti altri compiti: devono prestare attenzione alle forme di disagio, devono curare la disciplina che insegnano, osservare gli atteggiamenti in classe, entrare in relazione con gli alunni. Gli smartphone sono entrati nella \u201cdimensione scuola\u201d negli ultimi dieci anni, quindi non possiamo essere pronti a improvvisare. Che fare dunque? Penso che sarebbe opportuno mettere dei limiti. Fare un po\u2019 di \u201cresistenza\u201d. Pensando ad esempio ad uscite senza l\u2019uso del cellulare. Un\u2019esperienza anche solo di una giornata per far capire ai ragazzi che si pu\u00f2 vivere, camminare, comunicare anche senza telefonini. Ci\u00f2 non esclude una riflessione su un loro utilizzo pi\u00f9 consapevole, anche attraverso esperienze a contatto con le tecnologie: il cellulare potrebbe entrare anche nell\u2019aula all\u2019interno di un percorso intelligente di sensibilizzazione all\u2019uso. E con una formazione adeguata degli insegnanti. Ricordiamoci che con le regole si fa esperienza. E si cresce.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Qui finisce il servizio \u201ccomparativo\u201d de <strong><em>il<\/em>Caff\u00e8<\/strong>. Sono contento di aver scoperto stamattina che il mio \u201cavversario\u201d di idee era Daniele Dell\u2019Agnola, insegnante e scrittore che stimo molto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Servizio-TELEFONINI-Il-Caffe\u0300-26-05-2019.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Copia della pagina del domenicale pu\u00f2 essere scaricata qui<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sull\u2019edizione uscita domenica 26 maggio, il settimanale\u00a0ilCaff\u00e8 ha dedicato il suo confronto al tema dei telefonini in mano ad allievi della e nella scuola dell\u2019obbligo. Col titolo Spegnere i telefonini in aula? I diritti e doveri non bastano, Clemente Mazzetta ha cos\u00ec introdotto il confronto. Telefonini a scuola, s\u00ec o no? Una questione che da &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/spegnere-i-telefonini-in-aula\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Spegnere i telefonini in aula?<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[20,34,12],"class_list":["post-4890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-attualita","tag-educazione-civica","tag-professione-insegnante","tag-regole-del-gioco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4890\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}