{"id":4916,"date":"2019-06-27T09:48:40","date_gmt":"2019-06-27T07:48:40","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4916"},"modified":"2022-05-07T16:35:51","modified_gmt":"2022-05-07T14:35:51","slug":"anche-la-scuola-dovrebbe-stare-sulle-spalle-dei-suoi-giganti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/anche-la-scuola-dovrebbe-stare-sulle-spalle-dei-suoi-giganti-2\/","title":{"rendered":"Anche la scuola dovrebbe stare sulle spalle dei suoi giganti"},"content":{"rendered":"<p>Secondo un famoso adagio attribuito al filosofo medievale Bernardo di Chartres, \u00abSiamo come nani sulle spalle di giganti, cos\u00ec che possiamo vedere pi\u00f9 cose di loro e pi\u00f9 lontane\u00bb. L\u2019immagine \u00e8 affascinante. Paolo Di Stefano, da quest\u2019anno direttore artistico degli Eventi Letterari Monte Verit\u00e0, ha voluto partire proprio da qui per contraddistinguere la sua prima edizione, inaugurata in aprile.<\/p>\n<p>\u00abOgnuno ha i suoi Giganti, maestri del passato e del presente a cui si ispira e che lo ispirano\u00bb, ha detto Di Stefano. \u00abStando seduti sulle loro spalle abbiamo la possibilit\u00e0 di vedere pi\u00f9 lontano. Perch\u00e9 intitolare cos\u00ec gli Eventi letterari Monte Verit\u00e0? Perch\u00e9 \u00e8 un problema chiave il nostro rapporto con la tradizione, con i maestri e con i classici in un mondo che sembra volerne fare a meno per puntare tutto su un\u2019innovazione senza cultura, senza criterio e senza spessore\u00bb. L\u2019importanza dei classici non \u00e8 una questione che tocca solo la letteratura. Pensando alla scuola, che dovrebbe essere l\u2019epicentro del nostro sistema educativo, non possiamo trascurare i maestri di oggi e di ieri, che hanno lasciato testimonianze ed esperienze irrinunciabili.<\/p>\n<p>Prendiamo Aristotele. Nell\u2019<em>Etica a Nicomaco<\/em> scrive che \u00able cose che bisogna avere appreso prima di farle, noi le apprendiamo facendole: per esempio, si diventa costruttori costruendo, e suonatori di cetra suonando la cetra\u00bb. \u00c8 il principio della scuola attiva. Poi aggiunge: \u00abCos\u00ec anche compiendo azioni giuste diventiamo giusti, azioni temperate temperanti, azioni coraggiose coraggiosi. Ne \u00e8 conferma ci\u00f2 che accade nelle citt\u00e0: i legislatori, infatti, rendono buoni i cittadini creando in loro determinate abitudini, e questo \u00e8 il disegno di ogni legislatore, e coloro che non lo effettuano adeguatamente sono dei falliti; in questo differisce una costituzione buona da una cattiva\u00bb.<\/p>\n<p>Siamo alla cosiddetta educazione alla cittadinanza, che non pu\u00f2 essere ridotta a materia scolastica a s\u00e9 stante: perch\u00e9 a questa stregua potremmo aggiungere altre discipline complesse, gi\u00e0 in tenera et\u00e0, come Imparare a camminare o a parlare, naturalmente con tanto di test, medie finali e promozione o bocciatura del prossimo compleanno.<\/p>\n<p>Con un salto di duemila anni arriveremmo al padre della pedagogia moderna, Jean-Jacques Rousseau, che rafforzava l\u2019idea di un ragazzo che, nel contempo, impara delle nozioni e viene educato a pensare con la propria testa: \u00abRendete il vostro allievo attento ai fenomeni della natura, e lo renderete ben presto curioso; ma, per alimentare la sua curiosit\u00e0, non vi affrettate mai a soddisfarla. Ch\u2019egli non sappia nulla perch\u00e9 glielo avete detto voi, ma perch\u00e9 l\u2019ha compreso da s\u00e9. Se mai sostituirete nel suo spirito l\u2019autorit\u00e0 alla ragione, egli non ragioner\u00e0 pi\u00f9; non sar\u00e0 pi\u00f9 che il giocattolo dell\u2019opinione degli altri\u00bb.<\/p>\n<p>Naturalmente dovremo ricordarci di altri giganti, come Johann Heinrich Pestalozzi, che a Stans accoglieva e educava gli orfani di guerra; o Janusz Korczak, che nel 1929 aveva dato alle stampe <em>Il diritto del bambino al rispetto,<\/em> e \u00a0nel \u201942 fin\u00ec a Treblinka, coi suoi ragazzi del ghetto di Varsavia.<\/p>\n<p>La storia della scuola e delle idee pedagogiche \u2013 cio\u00e8 delle utopie di taluni e delle pratiche di altri \u2013 \u00e8 un patrimonio di esperienze e di ideali che dovrebbe conoscere chiunque vuol impegnarsi per migliorare ogni giorno la scuola di tutti, cos\u00ec da scongiurare riforme \u00absenza cultura, senza criterio e senza spessore\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo un famoso adagio attribuito al filosofo medievale Bernardo di Chartres, \u00abSiamo come nani sulle spalle di giganti, cos\u00ec che possiamo vedere pi\u00f9 cose di loro e pi\u00f9 lontane\u00bb. 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