{"id":4931,"date":"2019-07-25T21:37:12","date_gmt":"2019-07-25T19:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=4931"},"modified":"2019-07-25T21:37:12","modified_gmt":"2019-07-25T19:37:12","slug":"la-tassa-fantasma-per-le-gite-scolastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-tassa-fantasma-per-le-gite-scolastiche\/","title":{"rendered":"La tassa fantasma per le gite scolastiche"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.consumatori.ch\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00abSpendere meglio\u00bb<\/a>, magazine per i consumatori fondato nel 1996 dal giornalista Matteo Cheda, ha dedicato l\u2019inchiesta di copertina del numero di agosto 2019 a una tassa che le scuole medie ticinesi, di propriet\u00e0 del Cantone, prelevano iniquamente ai comuni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-4929\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Copertina-746x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Copertina-746x1024.jpg 746w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Copertina-218x300.jpg 218w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Copertina-768x1054.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Copertina-600x824.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p>Il servizio, firmato da Michele Lepori e Michele Sedili, titola: <em><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Allievi-discriminati-Ingiustizie-assurde.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Allievi discriminati<\/a>.<\/em> E aggiunge: <em>I comuni ticinesi versano alle scuole medie contributi molto diversi per le passeggiate.<\/em><\/p>\n<p>Riassume il direttore, in una sorta di editoriale nell\u2019ultima di copertina: <em>Secondo il cantone, sono i comuni a decidere liberamente gli importi per le gite di studio. In realt\u00e0 i comuni si adeguano alle richieste delle sedi scolastiche.<\/em><\/p>\n<h4>Tutto vero<\/h4>\n<p>La denuncia di \u00abSpendere meglio\u00bb \u00e8 fondata. Proprio un anno fa la tassa ha festeggiato i quarant\u2019anni di vita \u2013 in silenzio, come s\u2019addice agli umili e agli omertosi, bench\u00e9 i genitori legittimi non siano mai stati individuati. Cio\u00e8 a dire: \u00e8 una tassa concreta, che non \u00e8 supportata da nessuna decisione politica e di cui, quindi, non c\u2019\u00e8 traccia nella legislazione della repubblica.<\/p>\n<p>Avevo scoperto questa tassa quando ero direttore delle Scuole comunali della mia citt\u00e0 (v. <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?page_id=2016\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>), per quanto fosse sotto gli occhi di tutti i comuni ticinesi, che la tassa la votavano insieme ai conti preventivi e a quelli consuntivi, al capitolo \u00abScuole\u00bb, sotto una voce tipo <em>Sussidi alle scuole medie per attivit\u00e0 culturali e gite di studio.<\/em> Il bello \u00e8 che ci ero incappato un po\u2019 per caso, un anno in cui la Citt\u00e0 aveva ridotto l\u2019importo destinato all\u2019organizzazione dei periodi di scuola fuori sede dei <strong>suoi<\/strong> allievi, cio\u00e8, nella fattispecie, quelli di 3\u00aa, 4\u00aa e 5\u00aa elementare delle scuole <strong>di Locarno<\/strong>. Proprio quell\u2019anno una delle sedi di scuola media aveva chiesto alla Citt\u00e0 un adeguamento della tassa, se non sbaglio da 60 a 80 franchi per allievo. La richiesta mi era stata inoltrata <em>per preavviso,<\/em> forse per sbaglio. Era la prima volta che l\u2019incontravo e non ne sapevo nulla.<\/p>\n<p>Mi ero un po\u2019 scandalizzato e per qualche anno avevo cercato di segnalare la questione tramite le vie di servizio, imbattendomi nella totale indifferenza del mio comune, della stragrande maggioranza dei miei colleghi direttori di scuole comunali e, immagino, anche degli altri comuni, tant\u2019\u00e8 che l&#8217;illegale balzello \u00e8 ancora l\u00ec, cresciuto con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0.<\/p>\n<h4>Da dov\u2019\u00e8 sbucata questa tassa?<\/h4>\n<p>La nuova scuola media, votata nel 1974 dal parlamento, debutt\u00f2 come scuola dell\u2019obbligo proprio nel Locarnese nel 1978\/79 (giuro che le diverse regioni del cantone non si erano picchiate per accaparrarsi il <em>vernissage),<\/em> se non sbaglio in sei o sette sedi: oltre a Gordola, che era una delle due sedi sperimentali, i nati nel 1967 furono iscritti in prima media nelle sedi di Cevio, Locarno (2 sedi), Losone (2) e Minusio. Chiss\u00e0 perch\u00e9, Ascona non aveva preteso una sua sede.<\/p>\n<p>\u00c8 in quell\u2019anno scolastico che ci si accorse di non aver pensato, nell\u2019elaborazione dei conti preventivi, a un credito per finanziare, appunto, attivit\u00e0 culturali extra e gite di studio. \u00c8 in quel contesto che nacque spontaneamente, dai comuni del Locarnese, la tassa oggi segnalata da \u00abSpendere meglio\u00bb: come atto di fiducia, che doveva essere limitato a quell\u2019anno scolastico.<\/p>\n<h4>Per concludere<\/h4>\n<p>Naturalmente si potrebbero proporre molte riflessioni sulla definizione e l\u2019applicazione pedagogico-didattica dei concetti di <em>attivit\u00e0 culturale, gita di studio,<\/em> passeggiata scolastica. Ne avevo parlato nella mia rubrica sul <em>Corriere del Ticino<\/em> nel 2003: ho appena riletto quel pezzullo e mi sento di dire che ha mantenuto tutta la sua attualit\u00e0 (<a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=390\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La grande ricreazione di fine anno<\/a>).<\/p>\n<p>Vedo dalla tabella pubblicata da \u00abSpendere meglio\u00bb che gli importi sono cambiati e si sono diversificati. Non credo che le scuole medie che impongono tasse pi\u00f9 elevate siano pi\u00f9 sensibili alla cultura o al turismo scolastico delle altre. Quel che invece \u00e8 sicuro \u00e8 che la tassa \u00e8 solo una porzione dei costi \u2013 e non si sa neanche qual \u00e8 l\u2019entit\u00e0 della proporzione.<\/p>\n<p>Ma tutto ci\u00f2 non deve scandalizzare, n\u00e9 portare a soluzioni affrettate e pr\u00eat-\u00e0-porter. La qualit\u00e0 dell\u2019educazione (e della cultura) non si misura in franchi. La vera ingiustizia non sta negli importi disuguali imposti dalle diverse sedi di scuola media, perch\u00e9 poi, in un modo o nell\u2019altro, ci si arrangia, alla faccia dei 16 franchi che, secondo il tribunale federale, <em>\u00e8 la cifra massima che le scuole possono chiedere alle famiglie per le gite scolastiche.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSpendere meglio\u00bb, magazine per i consumatori fondato nel 1996 dal giornalista Matteo Cheda, ha dedicato l\u2019inchiesta di copertina del numero di agosto 2019 a una tassa che le scuole medie ticinesi, di propriet\u00e0 del Cantone, prelevano iniquamente ai comuni. Il servizio, firmato da Michele Lepori e Michele Sedili, titola: Allievi discriminati. 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