{"id":504,"date":"2007-01-12T21:37:12","date_gmt":"2007-01-12T22:37:12","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=504"},"modified":"2017-10-12T16:16:27","modified_gmt":"2017-10-12T14:16:27","slug":"telefonini-a-scuola-educare-o-reprimere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/telefonini-a-scuola-educare-o-reprimere\/","title":{"rendered":"Telefonini a scuola: problema d&#8217;educazione o di repressione?"},"content":{"rendered":"<p>I quotidiani ticinesi del 29 dicembre hanno dato notizia di una basilare interrogazione trasmessa al Governo dal deputato al Gran Consiglio Giorgio Pellanda, che, ricapitolando, chiede se il Consiglio di Stato sia \u00abfinalmente intenzionato a proibire totalmente l\u2019uso del telefonino in tutte le scuole obbligatorie del Cantone\u00bb. Insomma: Pellanda, che oltre che deputato \u00e8 anche insegnante, non si limita a desiderare che il cellulare resti spento a scuola \u2013 desiderio che non avrebbe bisogno del Governo per essere esaudito \u2013 ma proprio lo vede come uno strumento di perdizione, tanto da chiederne la messa all\u2019indice. A scuola l\u2019aggeggio infernale, che esala radiazioni nocive e genera costi pazzeschi, non deve entrare, n\u00e9 acceso n\u00e9 spento.<br \/>\nChe il telefonino sia rapidamente diventato una sorta di status symbol per adolescenti e adulti \u2013 e una gallina dalle uova d\u2019oro per gli operatori del ramo \u2013 sembrerebbe incontrovertibile. Non si potrebbe spiegare altrimenti l\u2019accanimento pubblicitario che eccita i diversi vettori di telecomunicazione quasi al parossismo, inondandoci ad ogni pie\u2019 sospinto di offerte mirabolanti e, soprattutto, di tonnellate di carta. Sono convinto che la maggior parte dei possessori di telefonini ne faccia un uso improprio, anche perch\u00e9 l\u2019apparecchietto assomiglia sempre pi\u00f9 a un virtuale coltellino svizzero: non serve infatti solo per telefonare, ma anche per una marea di altre mansioni, pi\u00f9 o meno inutili. Non parlo qui delle aberrazioni di cui le cronache sono state prodighe negli ultimi tempi, ma qualcuno mi deve spiegare qual \u00e8 l\u2019urgenza \u2013 che so? \u2013 di dare un\u2019occhiata a Ticinonline tramite il cellulare per verificare le ultime notizie dal mondo mentre s\u2019aspetta il bus.<br \/>\nDetto questo e stabilito che l\u2019uso sfrenato e strambo del telefonino non ha et\u00e0 n\u00e9, probabilmente, ceto sociale, resta l\u2019impeto proibizionista del nostro deputato al parlamento della Repubblica, che per essere coerente fino in fondo avrebbe dovuto chiedere anche altri divieti, come \u2013 per buttar l\u00e0 a caso \u2013 l\u2019iPod, anch\u2019esso un aggeggio amato dagli adolescenti, che potrebbe facilmente rappresentare un ulteriore \u00abdisturbo esterno che pu\u00f2 compromettere l\u2019insegnamento\u00bb. Confesso che ho poca simpatia per i divieti, soprattutto quando si configurano come facili scorciatoie per evitare l\u2019educazione, che \u00e8 sempre un processo impegnativo e, a volte, spossante. In ogni caso mi sembra che la campagna di sensibilizzazione contro l\u2019abuso del cellulare proposta dai granconsiglieri Pelossi, Cavalli e Orelli, e fatta propria dal DECS, sia alla lunga ben pi\u00f9 efficace di un frivolo Verbot.<br \/>\nA meno che il problema non risieda altrove: ma faccio fatica a immaginare degli insegnanti delle elementari e delle medie che non riescono pi\u00f9 a far scuola poich\u00e9 i loro allievi, invece di ascoltare scrivere pensare argomentare, trascorrono le ore telefonando, inviando messaggini, scattando fotografie e ascoltando musica (col telefonino, non con l\u2019iPod). Se cos\u00ec fosse, il divieto ispirato dal Prof. Pellanda sortirebbe ben poveri frutti. Il problema degli allievi che si distraggono non \u00e8 nuovo e di sicuro non \u00e8 indotto dalle nuove tecnologie. Altri, in momenti diversi, hanno dovuto fronteggiare le pistole ad acqua, gli aeroplanini di carta, i petardi carnevaleschi, le figurine, il campionato di calcio e la diatriba Beatles-Rolling Stones, in un crescendo di amene distrazioni. Non ho mai sentito, per\u00f2, di dover scomodare il Governo per cos\u00ec poco: e ancor oggi basterebbe un po\u2019 d\u2019autorevolezza.<\/p>\n<p>P. S.: non \u00e8 chiaro se il divieto di introdurre il telefonino nel perimetro dell\u2019istituto scolastico toccherebbe solo gli allievi o anche gli insegnanti, ai quali, come del resto agli allievi, \u00e8 garantita la possibilit\u00e0 di telefonare tramite la segreteria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I quotidiani ticinesi del 29 dicembre hanno dato notizia di una basilare interrogazione trasmessa al Governo dal deputato al Gran Consiglio Giorgio Pellanda, che, ricapitolando, chiede se il Consiglio di Stato sia \u00abfinalmente intenzionato a proibire totalmente l\u2019uso del telefonino in tutte le scuole obbligatorie del Cantone\u00bb. 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