{"id":508,"date":"2007-02-28T21:38:39","date_gmt":"2007-02-28T22:38:39","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=508"},"modified":"2007-02-28T21:38:39","modified_gmt":"2007-02-28T22:38:39","slug":"fare-scuola-oggi-e-come-comporre-un-grande-puzzle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/fare-scuola-oggi-e-come-comporre-un-grande-puzzle\/","title":{"rendered":"Fare scuola oggi \u00e8 come comporre un grande puzzle"},"content":{"rendered":"<p>Un paio di settimane fa mi ha scritto il prof. Marcello Ostinelli, docente di filosofia al liceo e all\u2019Alta Scuola Pedagogica: \u00abHo letto il tuo articolo sull\u2019educazione civica democratica pubblicato gioved\u00ec sul \u201cCorriere del Ticino\u201d (1.2.07). Mi permetto di mandarti queste due righe perch\u00e9 vorrei capire il senso di un apprezzamento che l\u00ec esprimi. A riguardo dell\u2019insegnamento dell\u2019educazione alla cittadinanza osservi che \u201cdalla scuola non ci si possono attendere magie, anche perch\u00e9 i nostri insegnanti si formano all\u2019Alta Scuola Pedagogica ecc.\u201d\u00bb [al posto di \u2018ecc.\u2019 c\u2019era: \u00abmica alla fantastica scuola per maghetti di Hogwarts\u00bb, quella di Harry Potter, per intenderci]. Continua Ostinelli: \u00abMi occupo da tempo di educazione alla cittadinanza e all\u2019ASP (formazione di base) me ne \u00e8 stato affidato l\u2019insegnamento. Il tema \u00e8 pure discusso nel modulo di filosofia dell\u2019educazione della formazione pedagogica. Ti sarei grato se tu mi chiarissi se l\u2019apprezzamento sulla formazione dei futuri docenti dispensata dall\u2019ASP si riferisce a contenuti specifici del modulo sull\u2019educazione alla cittadinanza. Se questo fosse il caso, ti sarei grato se tu mi precisassi quali sono gli elementi che corroborano il tuo giudizio\u00bb.<br \/>\nNaturalmente Ostinelli non pu\u00f2 essere ritenuto responsabile delle mancate magie della scuola e dell\u2019ASP e di un\u2019educazione civica che, nella scuola dell\u2019obbligo \u2013 ma non solo! \u2013 \u00e8 ormai solo una parvenza. Per educare futuri cittadini \u00abin grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0\u00bb, che \u00e8 poi l\u2019obiettivo fondamentale della scuola, non \u00e8 sufficiente \u2013 soprattutto oggi \u2013 propinare quattro nozioni in croce di educazione civica nella scuola media o confinare la formazione dei futuri maestri in tre o quattro moduli dell\u2019ASP. Essere \u00abcivicamente e democraticamente educato\u00bb \u00e8 un\u2019attitudine, che si acquisisce dentro e fuori la scuola giorno dopo giorno. Il guaio odierno deriva almeno in parte dalla complessit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea, una societ\u00e0 in cui convivono mille identit\u00e0 e altrettanti sistemi di valori che si contraddicono e si sovrappongono, si rafforzano e si annullano, senza pi\u00f9 gerarchie chiare e distinguibili, tanto che il campionato di calcio pu\u00f2 diventare pi\u00f9 basilare \u2013 che so? \u2013 del disagio giovanile, della segregazione degli anziani o dei costi della salute.<br \/>\nMa proprio per questo, proprio perch\u00e9 l\u2019educazione alla cittadinanza \u00e8 divenuta un compito gravoso e intricato, non \u00e8 pi\u00f9 possibile tramutarla semplicemente in una delle tante materie di studio, n\u00e9 nella scuola dell\u2019obbligo n\u00e9, tanto meno, all\u2019Alta Scuola Pedagogica. Perch\u00e9 oggi il vero nemico da fronteggiare \u00e8 la frammentazione, con le molteplici e variegate perversioni educative che schizzano tutt\u2019intorno, in uno scellerato gioco al massacro culturale e istituzionale. L\u2019educazione alla cittadinanza deve permeare la scuola in ogni suo momento; l\u2019etica che sottende il cittadino \u00abcivicamente e democraticamente educato\u00bb deve risaltare in aula, in palestra, in cortile, in laboratorio, in biblioteca, attraverso il senso delle diverse discipline e il modello costituito dall\u2019insegnante; esiliarla in quell\u2019ora di cosiddetta educazione civica \u00e8 come nascondersi dietro il popolare dito. Per questo serve una scuola che sappia educare e insegnare al di l\u00e0 degli steccati disciplinari, con insegnanti che non siano n\u00e9 chiocce n\u00e9 aguzzini: crescere e imparare dev\u2019essere pi\u00f9 importante che prendere belle note (o note tali da produrre medie accettabili, quasi che un 3 in matematica e un 6 in storia generassero un 4\u00bd in tutt\u2019e due\u2026).<br \/>\nAnalogamente anche la pedagogia sembra aver abbandonato negli ultimi anni il suo ruolo primigenio, che era quello di occuparsi dei grandi orientamenti educativi e culturali, e ha imboccato, inabissandosi nelle \u2018scienze dell\u2019educazione\u2019,\u00a0 il crinale della segmentazione pi\u00f9 o meno impermeabile e tecnocratica, attraverso le sue mille didattiche e psicologie e aree disciplinari. Resta che un curricolo di studi \u2013 elementare, secondario o magistrale \u2013 \u00e8 come un puzzle: servono tutte i tasselli in perfetto stato, ma \u2013 soprattutto \u2013 \u00e8 necessario combinarli in modo che alla fine se ne veda il senso compiuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un paio di settimane fa mi ha scritto il prof. Marcello Ostinelli, docente di filosofia al liceo e all\u2019Alta Scuola Pedagogica: \u00abHo letto il tuo articolo sull\u2019educazione civica democratica pubblicato gioved\u00ec sul \u201cCorriere del Ticino\u201d (1.2.07). Mi permetto di mandarti queste due righe perch\u00e9 vorrei capire il senso di un apprezzamento che l\u00ec esprimi. 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