{"id":5095,"date":"2020-04-22T15:42:19","date_gmt":"2020-04-22T13:42:19","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5095"},"modified":"2022-05-07T16:33:11","modified_gmt":"2022-05-07T14:33:11","slug":"e-i-maestri-erano-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/e-i-maestri-erano-persone\/","title":{"rendered":"\u00abE i maestri erano persone\u2026\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile parlare di scuola ai tempi del coronavirus. Le scuole sono chiuse da met\u00e0 marzo, ma \u00e8 in funzione online il lavoro di insegnanti e allievi. Le scelte della conferenza svizzera dei direttori della pubblica educazione meritano un complimento: in situazione di estrema urgenza bisognava salvare l\u2019anno scolastico e garantire almeno la continuazione dell\u2019attivit\u00e0 didattica. Si pu\u00f2 credere che lo sforzo di organizzazione e coordinamento sia stato enorme, anche se ben difficilmente le pratiche che stanno solcando le onde del www saranno sostanzialmente diverse dall\u2019approccio che si era tenuto in aula fino a l\u00ec. Gianni Rodari, nella sua \u00abGrammatica della fantasia\u00bb, ha annotato: <em>\u00abTutti gli usi della parola a tutti<\/em> mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perch\u00e9 tutti siano artisti, ma perch\u00e9 nessuno sia schiavo\u00bb. Va da s\u00e9 che il motto travalica le finalit\u00e0 dell\u2019insegnamento della lingua italiana, abbracciando anche la matematica e le scienze naturali; cio\u00e8 includendo gli scienziati, quasi sempre artisti senza palcoscenico e pubblico plaudente. Cos\u00ec qualcuno, immerso in questa visione ideale, star\u00e0 apprezzando il valore della lentezza e di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, mentre altri avranno rafforzato la loro persuasione di aver solo perso un pezzo del programma di studio.<\/p>\n<p>Un racconto abbastanza noto di Isaac Asimov, pubblicato per la prima volta nel 1951, narra di due ragazzini che, nel 2157, trovano in solaio un libro che parla della scuola ai tempi dei loro trisavoli. Scoprono cos\u00ec che, secoli prima, l\u2019istruzione non era impartita da un insegnante meccanico. Gli insegnanti \u00abnon vivevano in casa\u00bb, come a quei tempi. \u00abAvevano un edificio speciale e ci andavano i ragazzi di tutto il vicinato, ridevano e vociavano nel cortile, sedevano insieme in classe, tornavano a casa insieme alla fine della giornata. Imparavano le stesse cose, cos\u00ec potevano darsi una mano a fare i compiti e parlare di quello che avevano da studiare\u00bb. E il maestro? \u00abCerto che avevano un maestro, ma non era un maestro regolare. Era un uomo. Spiegava le cose, dava da fare dei compiti a casa e faceva delle domande\u00bb. Il dibattito \u00e8 vecchio: \u00abLa mia mamma dice che un insegnante dev\u2019essere regolato perch\u00e9 si adatti alla mente di uno scolaro, e che ogni bambino deve essere istruito in modo diverso\u00bb.<\/p>\n<p>Sappiamo bene che l\u2019insegnante meccanico congetturato settant\u2019anni fa da Asimov assomiglia a tanti maestri e professori che operano nelle nostre aule e che oggi si rispecchiano nella scuola a distanza. Il mercato tecnologico offre programmi efficienti e meno noiosi di un maestro noioso; e sono capaci in ogni momento di misurare il livello di acquisizione e di regolare al punto giusto le difficolt\u00e0. Conviene dunque riflettere su questo aspetto. Per capirci: l\u2019educazione dei cittadini di domani non pu\u00f2 fare a meno di quello spazio di libert\u00e0 e di crescita culturale che, a certe condizioni, sboccia nelle aule scolastiche. \u00c8 in quel luogo di ricchezze che si diventa adulti competenti, emancipati e maturi, checch\u00e9 ne pensino il parlamento e parte del popolo che va a votare \u2013 tanto per ricordare che l\u2019educazione civica, declassata a livello di nozioni, s\u2019imparerebbe meglio con un software. Ma siamo ancora l\u00ec, a ciondolare tra gli scopi fondamentali della scuola pubblica e le miserie della selezione scolastica.<\/p>\n<p>\u00abChiss\u00e0 come si divertivano!\u00bb, conclude il racconto di Asimov, con un pensiero ai bambini di quei tempi e a come dovevano amare la scuola. Quando \u00abi maestri erano persone\u2026\u00bb<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Citazioni<\/h3>\n<p>La citazione di Rodari \u00e8 tratta da GIANNI RODARI, <em>Grammatica della fantasia &#8211; Introduzione all\u2019arte di inventare storie &#8211; 40 anni, Edizione speciale arricchita da contributi inediti,<\/em> 2013: Einaudi Ragazzi, p. 24<\/p>\n<p>Il racconto di Isaac Asimov fu pubblicato nel 1951 in un periodico per ragazzi col titolo <a href=\"http:\/\/visual-memory.co.uk\/daniel\/funtheyhad.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The Fun They Had<\/a>. Ha scritto lo stesso Asimov, nell\u2019introduzione del volume <em>The Best of Isaac Asimov<\/em> (1974), che quel racconto \u00e8 diventato \u00abprobabilmente la pi\u00f9 grande sorpresa della mia carriera letteraria\u00bb.<\/p>\n<p>La traduzione italiana alla quale ho attinto \u00e8 quella di Wikipedia: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiss%C3%A0_come_si_divertivano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Chiss\u00e0 come si divertivano<\/em><\/a><em>. <\/em>Ringrazio l\u2019amico che me l\u2019ha segnalato, facendolo riemergere da una lettura ormai dimenticata da qualche decennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile parlare di scuola ai tempi del coronavirus. Le scuole sono chiuse da met\u00e0 marzo, ma \u00e8 in funzione online il lavoro di insegnanti e allievi. 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