{"id":5297,"date":"2021-02-07T17:16:28","date_gmt":"2021-02-07T16:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5297"},"modified":"2022-05-07T16:28:45","modified_gmt":"2022-05-07T14:28:45","slug":"come-dare-parola-al-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/come-dare-parola-al-pensiero\/","title":{"rendered":"Come dare parola al pensiero"},"content":{"rendered":"<p>La scuola insegna fin dall\u2019et\u00e0 pi\u00f9 tenera a strutturare un testo. Ancor prima di cominciare a scriverlo \u2013 pi\u00f9 o meno in seconda elementare \u2013 il testo richiede un senso e un\u2019organizzazione. Quando l\u2019insegnante della scuola dell\u2019infanzia chiede ai suoi piccoli allievi di reagire dopo aver ascoltato una fiaba, li aiuta, con stimoli mirati e opportuni, a organizzare ci\u00f2 che vogliono esprimere, passando da qualche parola-chiave a frasi semplici di senso compiuto. Bisogna cio\u00e8 imparare a dare delle parole a un pensiero, a un\u2019idea.<\/p>\n<p>Negli anni successivi proseguir\u00e0 un cammino di formazione lungo, difficile e appassionante. Per insegnare a raccontare un\u2019idea, un parere o una storia non ci si pu\u00f2 limitare a dire o scrivere le prime cose che vengono in mente, in maniera disordinata e sconclusionata. La scrittura, in proporzione col proprio grado di sviluppo cognitivo e culturale, deve mirare a un senso. Ma per avvicinarsi sempre pi\u00f9 a questo traguardo \u2013 un traguardo che potrebbe durare per tutta la vita \u2013 \u00e8 necessario che la scuola affronti il percorso col massimo degli sforzi, perch\u00e9 la strutturazione del pensiero ha bisogno di competenze linguistiche \u2013 l\u2019ortografia, la grammatica, la sintassi, il lessico \u2013 e di competenze culturali, vale a dire di conoscenze e di relazioni interdisciplinari. \u00c8 quindi un impegno che coinvolge tutta la scuola, non solo i docenti di italiano.<\/p>\n<p>Il compito della scuola non \u00e8 quello di formare scrittori, giornalisti o poeti. Ma \u00e8 possibile e doveroso adoperarsi affinch\u00e9 a quindici anni ognuno sia in grado di esprimersi con chiarezza e rispetto delle regole linguistiche. Tutti devono raggiungere la capacit\u00e0 di dare valore e profondit\u00e0 a ci\u00f2 che si vuole raccontare, descrivere, esporre, argomentare o riassumere. L\u2019obiettivo \u00e8 alto e nobile. Nondimeno, per parlare di qualcosa, occorre conoscere l\u2019argomento. Sar\u00e0, da adulti, una responsabilit\u00e0 individuale. Ma la scuola deve educare alla responsabilit\u00e0 e all\u2019impegno, affinch\u00e9 nessuno si esprima a vanvera, in modo sciatto, camuffando le proprie inettitudini o millantando conoscenze inesistenti. C\u2019\u00e8 un galateo della comunicazione, orale o scritta che sia, e ci deve essere un <em>bon ton<\/em> pedagogico.<\/p>\n<p>Ad esempio, non si pu\u00f2 accettare che gli allievi debbano svolgere dei temi a freddo, raccattando le prime idee che vengono in mente. Prima di affrontare il foglio bianco, per contro, bisogna chinarsi insieme sul tema dato o scelto: con la lettura, la discussione, il dialogo; e occorre recuperare i saperi appresi in altre discipline \u2013 la storia, le geografia, le scienze, la matematica, le arti.<\/p>\n<p>Pian piano, dunque, si dovr\u00e0 passare da frasi semplici a testi pi\u00f9 complessi e strutturati, imparando a padroneggiare con la giusta misura gli strumenti espressivi e gli artifici della lingua, e a scegliere il registro linguistico pi\u00f9 adeguato al contesto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il tempo per farlo, ma il tempo non bisogna sprecarlo. E, soprattutto in questo campo, bisogna rifiutare la logica della competizione e del posto in classifica. Bisogna aiutare gli allievi a scrivere e a pensare. Si impara con la pratica, con lo studio e con l\u2019aiuto dei docenti. Ha scritto don Lorenzo Milani: <em>Durante i compiti in classe<\/em> [la professoressa] <em>passava tra i banchi, mi vedeva in difficolt\u00e0 o sbagliare e non diceva nulla. Io in quelle condizioni sono anche a casa. Ora invece siamo a scuola. E l\u00ec, ritta a due passi da me, c\u2019\u00e8 lei. Sa le cose. \u00c8 pagata per aiutarmi. E invece perde il tempo a sorvegliarmi come un ladro.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>La citazione di Don Milani \u00e8 tratta da <span style=\"color: #418b00;\">SCUOLA DI BARBIANA,<\/span><\/em><span style=\"color: #418b00;\"> Lettera a una professoressa, <em>1967, Libreria editrice fiorentina, pp. 127-8<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola insegna fin dall\u2019et\u00e0 pi\u00f9 tenera a strutturare un testo. Ancor prima di cominciare a scriverlo \u2013 pi\u00f9 o meno in seconda elementare \u2013 il testo richiede un senso e un\u2019organizzazione. Quando l\u2019insegnante della scuola dell\u2019infanzia chiede ai suoi piccoli allievi di reagire dopo aver ascoltato una fiaba, li aiuta, con stimoli mirati e &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/come-dare-parola-al-pensiero\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Come dare parola al pensiero<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[21,31,36],"class_list":["post-5297","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-il-caffe","tag-finalita-della-scuola-dellobbligo","tag-indifferenza-alle-differenze","tag-leggere-scrivere-ascoltare-e-parlare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5297\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}