{"id":5305,"date":"2021-02-21T16:11:59","date_gmt":"2021-02-21T15:11:59","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5305"},"modified":"2022-05-07T16:27:56","modified_gmt":"2022-05-07T14:27:56","slug":"serve-una-nuova-didattica-per-loralita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/serve-una-nuova-didattica-per-loralita\/","title":{"rendered":"Serve una nuova didattica per l&#8217;oralit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se la scuola insegna a parlare? Nell\u2019immaginario \u00e8 pi\u00f9 rinomata per il silenzio, perch\u00e9 a scuola si sta zitti e si ascolta con attenzione l\u2019insegnante: che spiega, puntualizza, espone. A volte rimprovera, ad esempio quando si chiacchiera. Ci sono pure situazioni ambigue, come quando pone una domanda a tutta la classe. C\u2019\u00e8 chi fa scattare la mano alzata e l\u2019accompagna con \u00abIo! Io!\u00bb. E c\u2019\u00e8 chi, se potesse, si nasconderebbe, e fa il possibile per non farsi notare: perch\u00e9 \u00e8 insicuro o timido. Spesso, quando poi arriva la risposta, lui si pente, perch\u00e9 la sapeva. Ma stando zitto rischia poco. Di solito, per\u00f2, gli allievi fanno silenzio. Ascoltano, sembrano attenti. Saranno stuzzicati dall\u2019argomento e lo capiranno? Chiss\u00e0, a volte s\u00ec. Alcuni s\u00ec. Ma quando le cose vanno per le lunghe \u00e8 quasi certo che ci sia chi si distrae, libera la fantasia, cercando di non darlo a vedere.<\/p>\n<p>Secondo il nostro piano di studi, leggere, parlare, ascoltare e scrivere sono le essenze dell\u2019espressione linguistica, le quattro abilit\u00e0 che \u00absi combinano tra loro, vengono acquisite contestualmente e si rafforzano l\u2019una con l\u2019altra\u00bb. Tuttavia la scuola \u00e8 molto pi\u00f9 centrata sulla scrittura, quella da produrre e quella da leggere. La didattica dell\u2019italiano \u00e8 prodiga di proposte interessanti in questi campi, ma \u00e8 difficile trovare delle proposte strutturate e avvincenti dedicate all\u2019espressione orale (o all\u2019ascolto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5304\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/13-Immagine-21-02-2021-1024x652.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"302\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 ragionevole limitarsi al solo parlato informale, con interventi di revisione pi\u00f9 o meno casuali e forse limitati agli errori pi\u00f9 grossolani. Anche in quest\u2019ambito, per contro, sarebbe pi\u00f9 che appropriato far s\u00ec che l\u2019allievo diventi protagonista attivo del suo apprendimento, cos\u00ec come si impara a scrivere scrivendo e a leggere leggendo. Oltre a ci\u00f2 si consideri che l\u2019oralit\u00e0 coinvolge un pubblico, grande o piccolo che sia: perch\u00e9 si pu\u00f2 dialogare, presentare, discutere. Serve dunque un progetto didattico con i suoi tempi, le sue regole, i suoi contesti specifici.<\/p>\n<p>Parlare bene \u00e8 difficile come scrivere bene, ma non \u00e8 la stessa cosa. Esprimersi davanti a un gruppo di compagni \u00e8 un po\u2019 come affrontare il foglio bianco. Prima di parlare o di scrivere \u00e8 necessario prepararsi, strutturare il proprio pensiero, sapere cosa si vuole raccontare, descrivere o argomentare. Tra queste due produzioni linguistiche vi sono analogie e diversit\u00e0. C\u2019\u00e8 che il testo lo puoi rivedere e cambiare prima affidarlo al lettore; mentre quando parli, se ti parte la cretinata corri un serio pericolo. Senza una didattica dell\u2019oralit\u00e0, regolare e bene articolata, \u00e8 alta la possibilit\u00e0 che a parlare sia solo chi porta in dote quel tanto che ha imparato prima di entrare a scuola.<\/p>\n<p>Serve insomma, con una certa urgenza, un nuovo impegno didattico, affinch\u00e9 l\u2019espressione orale diventi un apprendimento fondamentale durante tutta la scuola obbligatoria, perch\u00e9 imparare a parlare in modo appropriato significa anche saper ascoltare e discutere con rispetto.<\/p>\n<p>Dovr\u00e0 essere una didattica che per forza di cose coinvolger\u00e0 anche l\u2019educazione di chi ascolta. Ad esempio, l\u2019esercizio di presentare un libro, un\u2019immagine o un evento dovr\u00e0 avere regole sue: un tempo prestabilito per la preparazione e per la presentazione, una scaletta chiara, un finale critico e formativo. Il ruolo dell\u2019insegnante, in tutto ci\u00f2, sar\u00e0 come sempre essenziale, perch\u00e9 toccher\u00e0 a lui garantire lo svolgimento sereno dell\u2019intervento e proporre una correzione utile al relatore e al suo pubblico.<\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #808080;\"><em>L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato col titolo <\/em><\/span><span style=\"color: #808080;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Lo studente protagonista con la didattica dell\u2019oralit\u00e0.<\/span><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se la scuola insegna a parlare? Nell\u2019immaginario \u00e8 pi\u00f9 rinomata per il silenzio, perch\u00e9 a scuola si sta zitti e si ascolta con attenzione l\u2019insegnante: che spiega, puntualizza, espone. A volte rimprovera, ad esempio quando si chiacchiera. Ci sono pure situazioni ambigue, come quando pone una domanda a tutta la classe. 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