{"id":532,"date":"2007-12-01T21:47:10","date_gmt":"2007-12-01T22:47:10","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=532"},"modified":"2022-05-08T16:21:19","modified_gmt":"2022-05-08T14:21:19","slug":"la-scuola-e-quella-vecchia-scatola-di-cartone-zeppa-di-poesie-la-scuola-e-la-scomparsa-della-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-e-quella-vecchia-scatola-di-cartone-zeppa-di-poesie-la-scuola-e-la-scomparsa-della-poesia\/","title":{"rendered":"La scuola e quella vecchia scatola di cartone zeppa di poesie"},"content":{"rendered":"<p>Quando s\u2019avvicinava la fine dell\u2019anno scolastico, il maestro cavava dall\u2019armadio una scatola di cartone zeppa di poesie. Era il segnale che, entro met\u00e0 giugno, sarebbe arrivato l\u2019\u00abesaminatore\u00bb e che noi allievi avremmo dovuto recitare una poesia a memoria davanti a lui, ai nostri compagni e ai nostri genitori. Un anno mi capit\u00f2 Palazzeschi: \u00abClof, clop, cloch, \/ cloffete \/ cloppete \/ clocchette, \/ chchch\u2026 \/ \u00c8 gi\u00f9, \/ nel cortile, \/ la povera \/ fontana \/ malata; \/ che spasimo! \/ sentirla \/ tossire\u00bb. Da studiare, un supplizio. Altri compagni erano stati pi\u00f9 fortunati: \u00abLa nebbia a gl\u2019irti colli \/ Piovigginando sale, \/ E sotto il maestrale \/ Urla e biancheggia il mar\u00bb, oppure qualche verso del Pascoli: \u00abNella Torre il silenzio era gi\u00e0 alto. \/ Sussurravano i pioppi del Rio Salto. \/ I cavalli normanni alle lor poste \/ frangean la biada con rumor di croste\u00bb.<br \/>\nEra un rito durato tre anni, e non saprei nemmeno dire se questa sfilata poetica fosse appannaggio della nostra classe e del nostro anziano maestro, oppure se fosse una delle tante incallite consuetudini di quella scuola dei primi anni \u201960. Quella era l\u2019esibizione di fine anno, che ritrovava forse un senso nelle decine di poesie mandate a memoria nei mesi precedenti. Facile che il sabato ce ne dettasse una, ovviamente da saper recitare il luned\u00ec mattina: \u00abI cipressi che a B\u00f3lgheri alti e schietti \/ Van da San Guido in duplice filar, \/ Quasi in corsa giganti giovinetti \/ Mi balzarono incontro e mi guardar\u00bb. Qualche volta, invece, si allontanava dai sentieri della poesia; allora si arrivava al sadismo mnemonico: \u00abAddio, monti sorgenti dall\u2019acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi \u00e8 cresciuto tra voi\u2026\u00bb. La scuola elementare, insomma, si serviva della poesia per allenare lo studio a memoria. Qualche anno pi\u00f9 tardi, al ginnasio, cominciammo a scomporle, le poesie, per \u2018penetrarle\u2019: cos\u00ec invece di mandare i versi a memoria, dovevamo restituire le interpretazioni preconfezionate. A dirla tutta, quel disfarle per coglierne il senso era francamente di una noia mortale e astrusa, che a molti ha fatto odiare Pascoli e Carducci, Foscolo e Leopardi. E, naturalmente, Dante e Manzoni.<br \/>\nPoi venne il \u201968, che giustamente fece strage di tali pratiche, anche se in modo sbrigativo e senza guardar tanto per il sottile. Ma assieme alle pratiche si \u00e8 perso per strada anche un patrimonio culturale che, sin l\u00ec, si trasmetteva di generazione in generazione. Sopravvissero per un po\u2019 alcuni poeti pi\u00f9 recenti: Ungaretti, Quasimodo, Saba, \u2026 Poi pi\u00f9 nulla, o poco pi\u00f9. Da troppi anni la scuola dell\u2019obbligo si \u00e8 sbarazzata della poesia \u2013 naturalmente al di l\u00e0 delle immancabili \u00ablodevoli eccezioni\u00bb, che pure esisteranno. Le rare volte che fa capolino, la poesia \u00e8 al servizio di qualche tema (l\u2019autunno, la pace, \u2026) ed \u00e8 facile che, in seguito, gli scolari stessi siano invitati a verseggiare per conto loro, illudendoli che per scrivere anche solo una poesiola basti un po\u2019 di creativit\u00e0 (eccola, la parolina magica). Anche da qui, forse, sono nati quei tantissimi \u00abpoeti\u00bb che \u2013 come ha scritto recentemente Saverio Snider \u2013 trascorrono \u00able loro serate [\u2026] a scrivere (andando a capo ogni tanto) pensierini ricchi di saggezza e di luoghi comuni\u00bb.<br \/>\nNon so se, a tanti anni di distanza, sarebbe ancora possibile restituire la poesia alla scuola. Certamente, se lo si facesse, si dovrebbe inventare un nuovo approccio, partendo dalla musicalit\u00e0, dalle figure retoriche, da questo stupendo gioco con le parole, le emozioni, i sentimenti. Credo che sia possibile accostarsi a \u00abIl sabato del villaggio\u00bb senza far torto ai propri allievi o allo stesso Leopardi, lasciando invece definitivamente alle spalle il bisogno di usare quei versi come strumenti di tortura pedagogica. Anche perch\u00e9 le crudelt\u00e0 selettive non sono state annientate con l\u2019abbandono della poesia: hanno solo cambiato aria. Ma non si sa se qualcuno ne ha tratto un guadagno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando s\u2019avvicinava la fine dell\u2019anno scolastico, il maestro cavava dall\u2019armadio una scatola di cartone zeppa di poesie. Era il segnale che, entro met\u00e0 giugno, sarebbe arrivato l\u2019\u00abesaminatore\u00bb e che noi allievi avremmo dovuto recitare una poesia a memoria davanti a lui, ai nostri compagni e ai nostri genitori. Un anno mi capit\u00f2 Palazzeschi: \u00abClof, clop, &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-e-quella-vecchia-scatola-di-cartone-zeppa-di-poesie-la-scuola-e-la-scomparsa-della-poesia\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">La scuola e quella vecchia scatola di cartone zeppa di poesie<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[17,36],"class_list":["post-532","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula","tag-limportanza-dellarte","tag-leggere-scrivere-ascoltare-e-parlare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=532"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/532\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}