{"id":534,"date":"2007-12-19T21:48:04","date_gmt":"2007-12-19T22:48:04","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=534"},"modified":"2007-12-19T21:48:04","modified_gmt":"2007-12-19T22:48:04","slug":"pisa-2006-verso-la-globalizzazione-dei-sistemi-scolastici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/pisa-2006-verso-la-globalizzazione-dei-sistemi-scolastici\/","title":{"rendered":"PISA 2006: verso la globalizzazione dei sistemi scolastici?"},"content":{"rendered":"<p>Che dire dei risultati di PISA 2006, presentati con una certa enfasi dall\u2019Ufficio Federale di Statistica lo scorso 4 dicembre? Gi\u00e0 il comunicato stampa era emblematico, una sorta di corsa ai ripari dopo le legnate dei precedenti rilevamenti internazionali: \u00abRisultati sopra la media\u00bb. Io ci avrei messo anche un bel punto esclamativo. Si configura un futuro di ingegneri che non sanno leggere. Ricapitoliamo: PISA \u00e8 un programma di valutazione internazionale degli studenti. Ha cadenza triennale e rileva di volta in volta un cartello di competenze digerite dai quindicenni di un elevato numero di paesi. La prima volta \u2013 nell\u2019ambito della lettura \u2013 la Svizzera aveva rimediato la classica figura barbina, ci\u00f2 che aveva fatto scoppiare una marea di polemiche. Al secondo colpo era stato il turno della matematica: un po\u2019 meglio di prima, ma nulla di eccezionale. Non era il caso di festeggiare in piazza e farsi ricevere con la banda. E oggi ecco il colpo di reni: nell\u2019ambito delle scienze siamo \u00absopra le media internazionale\u00bb, davanti a paesi blasonati come la Francia o gli Stati Uniti, ma dietro la Finlandia \u2013 la solita spocchiosa prima della classe \u2013 l\u2019Estonia, la Corea e il Liechtenstein (neanche la popolazione di Lugano), pur considerando che qualcuno ha mandato la media al tappeto: a PISA 2006 hanno partecipato anche l\u2019Azerbaigian, l\u2019Indonesia e il Kirghizistan, tanto per buttar l\u00ec qualche nome a caso. Abbiamo pure migliorato le nostre capacit\u00e0 di lettura, ci\u00f2 che ci ha portato a superare la fatidica linea della media OCSE \u2013 come dire che, almeno per il momento, ci siamo allontanati dalla zona relegazione: non siamo ancora in Champions League, ma restiamo placidamente in Challenge. Sempre meglio che nei campionati minori, seppur grazie alla media che si \u00e8 abbassata.<br \/>\nPoi \u00e8 vero che questo terzo rilevamento \u00e8 meno significativo dei precedenti. Per cominciare, \u00e8 cresciuto il numero di paesi partecipanti alla competizione, ci\u00f2 che rende pi\u00f9 difficile il confronto (ed \u00e8 noto che la quantit\u00e0 \u00e8 nemica della qualit\u00e0). In secondo luogo, non \u00e8 detto che i programmi nazionali convergano: le scienze, a differenza della lingua materna o della matematica, sono una disciplina giovane, senza il peso della tradizione, ci\u00f2 che genera programmi dai contenuti senz\u2019altro diversi. Si potrebbe ipotizzare che tra i primi della classe ci siano proprio quei paesi i cui programmi hanno coinciso con le richieste di PISA. Personalmente, se fossi a capo di questo progetto, avrei optato per un rilevamento pi\u00f9 cattivo. Avrei sondato qualche altra conoscenza: che ne sanno i quindicenni della storia del loro paese? E della letteratura, della poesia, del teatro, delle arti? Oppure avrei sondato qualche attitudine politica: quanto sono razzisti i quindicenni dei 57 paesi considerati? Che governo istituirebbero? Quale attitudine mostrano verso l\u2019accoglienza, le dipendenze, l\u2019ecologia, l\u2019etica, la politica o l\u2019economia?<br \/>\nNaturalmente non sono queste le cose che interessano. Anche HarmoS, il nuovo concordato sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria in Svizzera, non si occupa di tali sciocchezze: che la scuola, per dirla con la Legge, debba \u00abpromuovere lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0\u00bb \u00e8 una visione, mica un obbligo. Non fosse che, come ha scritto Fulvio Pelli, \u00abnon dobbiamo pi\u00f9 accontentarci, noi svizzeri, di superare le medie degli altri paesi, dobbiamo invece cercare di superare tutti\u00bb. Personalmente non m\u2019accontento e non godo, in attesa di vincere la coppa dei campioni in lettura o in scrittura, fondamentali strumenti di pensiero. Senza poi scordare che non dobbiamo sentirci in dovere di scimmiottare sistemi scolastici che puntano tutto sulla competitivit\u00e0, come quello coreano, per dirne uno: in quel lembo asiatico le ore settimanali di scuola sono addirittura pi\u00f9 imponenti delle nostre, il ritmo degli esami e la pressione della nota provocano il dilagare di depressioni nervose. Prego declinare, se non vogliamo imboccare il vicolo che porta alla globalizzazione dei sistemi scolastici del mondo intero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che dire dei risultati di PISA 2006, presentati con una certa enfasi dall\u2019Ufficio Federale di Statistica lo scorso 4 dicembre? 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