{"id":5345,"date":"2021-04-15T18:15:55","date_gmt":"2021-04-15T16:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5345"},"modified":"2022-05-07T16:24:57","modified_gmt":"2022-05-07T14:24:57","slug":"le-difficolta-di-imparare-tra-ricerca-e-azione-didattica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/le-difficolta-di-imparare-tra-ricerca-e-azione-didattica\/","title":{"rendered":"Le difficolt\u00e0 di imparare tra ricerca e azione didattica"},"content":{"rendered":"<h4>Una premessa doverosa<\/h4>\n<p>Da almeno un paio di decenni, se non di pi\u00f9, la nostra scuola dell\u2019obbligo si china con attenzione su alcuni disturbi dell\u2019apprendimento allo scopo di saperli riconoscere e proporre delle soluzione didattiche per tentare di affrontarli positivamente: penso, in particolare, a disturbi di origine neurobiologica, quali la dislessia o la discalculia.<\/p>\n<p>I Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento \u2013 noti in italiano con l\u2019acronimo DSA \u2013 sono naturalmente molti e, per certi versi, le loro definizioni dipendono anche da tradizioni culturali e accademiche dei contesti scolastici nazionali e\/o dalle aeree linguistiche; in tal senso la definizione generica di DSA pu\u00f2 variare pi\u00f9 o meno sostanzialmente da un paese all\u2019altro. A questo proposito \u00e8 curioso dare un\u2019occhiata alle definizioni che ne d\u00e0 Wikipedia nelle molteplici versioni: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disturbi_specifici_di_apprendimento#Descrizione\">Disturbi specifici di apprendimento<\/a> (DSA), <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Learning_disability\">Learning disability<\/a>, <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Trouble_d%27apprentissage\">Trouble d\u2019apprentissage<\/a>, <a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Lernbehinderung\">Lernbehinderung<\/a>, \u2026<\/p>\n<p>Al di l\u00e0, tuttavia, delle definizioni, delle cause, delle ricerche, degli studi e dei riconoscimenti giuridici, \u00e8 fondamentale il fatto che si tratta assai spesso di problemi di apprendimento che possono manifestarsi sin dall\u2019et\u00e0 pi\u00f9 tenera: cos\u00ec la scuola si accorger\u00e0 della difficolt\u00e0, senza necessariamente saperla riconoscere e, di conseguenza, trovandosi nell\u2019imbarazzante situazione di non sapere quali strategie adottare per aiutare l\u2019allievo a superarla \u2013 considerando pure che molti DSA si svelano proprio nell\u2019ambito della lettura, della scrittura o dell\u2019aritmetica, ci\u00f2 che fa scattare, in un gran numero di casi, i malefici meccanismi dell\u2019insuccesso scolastico.<\/p>\n<p>Fatta questa premessa molto generica, segnalo un articolo molto interessante apparso sull\u2019ultimo numero della rivista <em>Scuola Ticinese,<\/em> periodico della Divisione della scuola del Dipartimento dell\u2019educazione, della cultura e dello sport: <strong><em>Le difficolt\u00e0 di lettura: limiti o soglie calpestabili?,<\/em><\/strong> di cui sono autori <em>Sara Giulivi,<\/em> docente-ricercatore presso il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI (DFA), <em>Claudia Cappa,<\/em> ricercatrice presso l\u2019Istituto di Fisiologia Clinica (CNR) di Pisa, e <em>Marcello Ferro,<\/em> ricercatore presso l\u2019Istituto di Linguistica Computazionale (CNR) di Pisa.<\/p>\n<h4>Un dato allarmante<\/h4>\n<p>Gli autori partono da una constatazione: <em>I risultati dell\u2019ultima indagine internazionale OCSE-PISA sulle abilit\u00e0 di lettura e comprensione del testo restituiscono un quadro complessivamente allarmante, da cui la Svizzera, di fatto, non si discosta. Le prestazioni degli allievi ticinesi si collocano al di sopra della media nazionale; tuttavia <strong>il 17% dei ragazzi di 15 anni si colloca al di sotto del cosiddetto Livello 2<\/strong> della scala OCSE-PISA, <strong>che corrisponde alle competenze di base considerate indispensabili per affrontare la vita di tutti i giorni<\/strong> e conseguentemente per garantire una partecipazione attiva nella societ\u00e0 e future opportunit\u00e0 accademiche e professionali. Evidentemente \u00e8 necessario agire in fretta, e a partire dalle fasi precedenti della scolarizzazione.<\/em><\/p>\n<p>Per poi chiedersi: <em>Da dove derivano le difficolt\u00e0 che gli adolescenti incontrano quando si avvicinano a un testo scritto? Cosa si frappone, in maniera cos\u00ec significativa, al loro accesso al testo, alle loro possibilit\u00e0 di coglierne gli scopi, interpretarne i significati, metterne i contenuti in relazione con le conoscenze che gi\u00e0 possiedono sul mondo?<\/em><\/p>\n<h4>Un protocollo formativo<\/h4>\n<p>I ricercatori hanno cos\u00ec messo a punto uno <em>strumento per una valutazione \u2018ecologica\u2019 delle abilit\u00e0 di lettura e comprensione del testo<\/em> che ha un triplice obiettivo:<\/p>\n<ul>\n<li>attuare una valutazione accurata delle abilit\u00e0 di lettura del bambino;<\/li>\n<li>comprendere se pu\u00f2 contare oppure no su una lettura efficiente;<\/li>\n<li>in caso di difficolt\u00e0, progettare un sostegno mirato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il protocollo di valutazione, che \u00e8 stato messo a punto e testato anche grazie alla partecipazione di alcune scuole elementari e medie nella Svizzera italiana e in Italia, permette di raccogliere abbastanza facilmente una grande quantit\u00e0 di dati da parte degli stessi insegnanti, attraverso una piattaforma informatica, offerta per la prima volta in italiano. <em>I test che compongono il protocollo <\/em>\u2013\u00a0sottolineano i ricercatori \u2013 <em>sono da svolgere su tablet e valutano la decodifica, la comprensione del testo in lettura silente, la comprensione del testo tramite ascolto.<\/em><\/p>\n<p>Siamo, a pieno titolo, dentro una delle scelte pedagogiche fondamentali per una scuola dell\u2019obbligo coerente con le proprie finalit\u00e0: dapprima una <em>valutazione <\/em>delle abilit\u00e0 (in questo caso di lettura), poi la <em>differenziazione<\/em> dell\u2019insegnamento, per poter aiutare ogni alunno ad affrontare il percorso che porta ad essere un lettore adeguato.<\/p>\n<p>Scrivono i ricercatori nella conclusione che <em>Oltre alle difficolt\u00e0, lo strumento consente di mettere in evidenza anche le prestazioni eccellenti, grazie alla struttura dei test e alle caratteristiche dei testi e delle domande che li accompagnano. Capire a fondo come \u2018funzionano\u2019 gli allievi \u00e8 indispensabile per poterli sostenere al meglio negli apprendimenti. Gli insegnanti hanno in questo senso una grande responsabilit\u00e0. <\/em>Uno strumento come quello che \u00e8 stato elaborato pu\u00f2 aiutarli <em>in quella che forse \u00e8 la loro principale sfida quotidiana: fare in modo che le difficolt\u00e0 scolastiche non siano vissute come \u2018limiti\u2019 (all\u2019apprendimento, al successo scolastico, alle opportunit\u00e0 professionali, alla realizzazione personale), ma <\/em>come <em>soglie da spostare sempre in avanti o da trasformare in trampolini di lancio.<\/em><\/p>\n<p>Nondimeno, una conclusione importante della ricerca appare gi\u00e0 nella parte introduttiva dell\u2019articolo. Scrivono gli autori che <em>i docenti sono sempre pi\u00f9 sensibili, informati e aggiornati sul tema <\/em>delle difficolt\u00e0 e dei disturbi della lettura. <em>Ci\u00f2 che ancora sfugge <\/em>\u2013 proseguono \u2013 <em>\u00e8 l\u2019estrema eterogeneit\u00e0 dei profili dei \u201cpiccoli lettori\u201d, e la reale natura delle difficolt\u00e0 che possono manifestarsi in et\u00e0 scolare. Consideriamo, per esempio, una delle cause di tali difficolt\u00e0: la dislessia, il disturbo specifico dell\u2019apprendimento (DSA) che impedisce l\u2019automatizzazione della decodifica del testo scritto. Si tratta di un disturbo di origine neurobiologica; ci\u00f2 non significa, tuttavia, che si manifesti in modi sempre uguali o costanti nel tempo.<\/em><\/p>\n<h4>Dalla ricerca alla pratica<\/h4>\n<p>\u00c8 soprattutto con l\u2019istituzione dell\u2019Alta Scuola Pedagogica (ASP, 2002) e il successivo passaggio dell\u2019ASP alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), con l\u2019acronimo DFA (Dipartimento Formazione e Apprendimento, 2009), che il ruolo della ricerca in educazione si \u00e8 imposto come ambito di formazione degli insegnanti della scuola dell\u2019infanzia, elementare e media: difficile dire con quali risultati concreti, anche solo tenendo conto della grande e mutevole complessit\u00e0 di ogni sistema scolastico.<\/p>\n<p>Nel caso specifico della ricerca, riassunta nell\u2019articolo di Scuola Ticinese, siamo di fronte a uno strumento che \u00e8 serve ai ricercatori per rilevare e mettere in relazione le tante variabili che differenziano le cinque grandi tipologie di lettori:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5342\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SCHEMA-Cosa-e\u0300-un-bravo-lettore.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SCHEMA-Cosa-e\u0300-un-bravo-lettore.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SCHEMA-Cosa-e\u0300-un-bravo-lettore-300x156.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SCHEMA-Cosa-e\u0300-un-bravo-lettore-768x399.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/SCHEMA-Cosa-e\u0300-un-bravo-lettore-600x312.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Nel contempo il medesimo strumento pu\u00f2 diventare un utile strumento per gli insegnanti, perch\u00e9 fornisce un quadro complessivo che dovrebbe guidare l\u2019organizzazione dell\u2019insegnamento, affinch\u00e9 ogni allievo prosegua il suo percorso di apprendimento mirando al traguardo pi\u00f9 alto, quello caratterizzato dall\u2019ottima comprensione del testo e dall\u2019ottima velocit\u00e0 di lettura.<\/p>\n<p>In mezzo c\u2019\u00e8 tutto il resto, vale a dire, per prima cosa, la determinazione degli elementi che intralciano l\u2019apprendimento. Del resto gli stessi ricercatori ci mettono in guardia.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"padding-left: 40px;\">Ogni dislessia [\u2026] \u00e8 diversa da ogni altra e ogni dislessia evolve nel tempo insieme all\u2019allievo. [\u2026] <strong>I DSA possono cambiare per una molteplicit\u00e0 di fattori, che spaziano dalle caratteristiche cognitive ed emotive del singolo, a quelle dei contesti in cui vive, agisce, apprende: la scuola, la famiglia, gli spazi di svago e socializzazione.<\/strong> Riuscire a gestire a scuola questo genere di complessit\u00e0 significa creare le condizioni per trasformare potenziali barriere in trampolini di lancio; significa permettere a tutti gli allievi, anche a coloro che devono fare i conti con un disturbo o una difficolt\u00e0 di lettura, di trarre il massimo dal luogo primariamente preposto agli apprendimenti e all\u2019educazione.<em> [Il grassetto \u00e8 mio].<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Siamo quindi confrontati con una prima necessit\u00e0 per colmare il divario tra la teoria e la pratica: l\u2019insegnante dovr\u00e0 essere in grado di leggere i risultati per declinarli dal punto di vista dell\u2019<em>insegnamento<\/em> e dell\u2019eventuale efficacia che si riscontra nell\u2019<em>apprendimento,<\/em> affinch\u00e9 il protocollo, che \u00e8 stato messo a punto e fornito su una piattaforma \u201ctecnicamente\u201d facile da usare (cio\u00e8 il tablet), serva a stabilire quali siano le competenze didattiche a disposizione e\/o a indicare la necessit\u00e0 di coinvolgere altri specialisti (lo psicologo, il logopedista, il pediatra, il docente di sostegno pedagogico\u2026). C\u2019\u00e8 quindi una prima necessit\u00e0, che tocca in particolare la didattica, per affrontare adeguatamente una difficolt\u00e0 o per ampliare una capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dare per scontato che lo strumento per la <em>valutazione \u2018ecologica\u2019 delle abilit\u00e0 di lettura e comprensione del testo<\/em> messo a punto dai tre ricercatori passi dal livello scientifico a quello didattico e pedagogico come un semplice automatismo. Un conto, per fare un esempio, \u00e8 registrare l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019allievo di <em>rintracciare il significato generale del testo<\/em> o di <em>individuare relazioni temporali<\/em> (ho pescato un po\u2019 a caso due capacit\u00e0\/incapacit\u00e0 tra la decina elencata nell\u2019articolo); un altro conto \u00e8 sapere come intervenire con gli strumenti della didattica di fronte al risultato dell\u2019applicazione de protocollo. Se non si agisce puntualmente per annullare il divario tra l\u2019impianto teorico (che precede per forza di cose la messa a punta del protocollo) e l\u2019uso pratico dei suoi risultati, si rischia che quest\u2019ultimi si trasformino da informazioni per programmare la migliore azione educativa in sterile lista delle incapacit\u00e0: ci\u00f2 di cui, sul piano della selezione scolastica, non si sente proprio il bisogno.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un secondo elemento fondamentale, di natura pi\u00f9 pedagogica, che si potrebbe definire come la capacit\u00e0 concreta di organizzare il lavoro in classe attraverso la <em>differenziazione dell\u2019insegnamento.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che si colloca la formazione di base e continua degli insegnanti della scuola dell\u2019obbligo. Il maestro della scuola primaria e il professore della scuola media non possono diventare degli specialisti di ogni singolo Disturbo Specifico dell\u2019Apprendimento \u2013 e in questa accezione gli apprendimenti coinvolgono tutte le discipline. Come ha affermato Jean Piaget <em>l\u2019insegnamento \u00e8 arte altrettanto quanto scienza;<\/em> gli insegnanti sono dunque i professionisti dell\u2019insegnamento, un po\u2019 artisti e un po\u2019 artigiani, che conoscono bene ci\u00f2 che insegnano, ma che sono soprattutto capaci \u2013 per citare nuovamente i nostri ricercatori \u2013 di <em>fare in modo che le difficolt\u00e0 scolastiche non siano vissute come \u2018limiti\u2019 (all\u2019apprendimento, al successo scolastico, alle opportunit\u00e0 professionali, alla realizzazione personale), ma <\/em>come <em>soglie da spostare sempre in avanti o da trasformare in trampolini di lancio.<\/em><\/p>\n<p>Il nodo gordiano della formazione degli insegnanti \u00e8 proprio nella capacit\u00e0 di trasformare i <em>limiti<\/em> in <em>soglie<\/em> da spostare sempre pi\u00f9 in l\u00e0; in altre parole si tratta di capire perch\u00e9, eticamente e istituzionalmente, sia importante <em>differenziare<\/em> l\u2019insegnamento, come e con quali strumenti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5340\" aria-describedby=\"caption-attachment-5340\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5340\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-1024x325.jpeg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-1024x325.jpeg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-300x95.jpeg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-768x244.jpeg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-600x190.jpeg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-1536x487.jpeg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/DFA-Stabile-A-2048x650.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5340\" class=\"wp-caption-text\">Un\u2019immagine, da un\u2019ottica inconsueta, della sede del Dipartimento Formazione e Apprendimento (DFA) della SUPSI. \u00c8 dal 1878 che questo luogo \u00e8 il principale istituto di formazione dei docenti in Ticino. Nei secoli \u2013 se ne hanno tracce gi\u00e0 nel 1316 \u2013 l\u2019ex convento di San Francesco ha ospitato il governo cantonale, il ginnasio, la scuola magistrale seminariale e la post-liceale, l\u2019Alta Scuola Pedagogica e, appunto, il DFA.<\/figcaption><\/figure>\n<hr \/>\n<p>SARA GIULIVI, CLAUDIA CAPPA, MARCELLO FERRO, <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/ST-1-2021-Difficolta\u0300-di-lettura.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abLe difficolt\u00e0 di lettura: limiti o soglie calpestabili?\u00bb,<\/a> in <em>Scuola Ticinese, <\/em>Periodico della Divisione della scuola Dipartimento dell\u2019educazione, della cultura e dello sport, N\u00b0 339: Anno L, Serie IV, 1\/2021, pp. 31-37<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una premessa doverosa Da almeno un paio di decenni, se non di pi\u00f9, la nostra scuola dell\u2019obbligo si china con attenzione su alcuni disturbi dell\u2019apprendimento allo scopo di saperli riconoscere e proporre delle soluzione didattiche per tentare di affrontarli positivamente: penso, in particolare, a disturbi di origine neurobiologica, quali la dislessia o la discalculia. 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