{"id":5383,"date":"2021-05-09T17:30:17","date_gmt":"2021-05-09T15:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5383"},"modified":"2021-05-09T17:30:17","modified_gmt":"2021-05-09T15:30:17","slug":"linformatica-e-straordinaria-ma-e-il-mezzo-e-non-il-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/linformatica-e-straordinaria-ma-e-il-mezzo-e-non-il-fine\/","title":{"rendered":"L\u2019informatica \u00e8 straordinaria, ma \u00e8 il mezzo e non il fine"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 da una trentina d\u2019anni che c\u2019\u00e8 chi invoca un maggiore coinvolgimento della scuola nell\u2019ambito delle TIC, le Tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione: computer, reti, telefonini, robot\u2026 Le TIC sono dappertutto, anche quando non ce ne accorgiamo. Cos\u00ec, di pari passo con la loro vertiginosa evoluzione, si chiede da sempre che la scuola si metta al passo coi tempi: praticamente un ossimoro.<\/p>\n<p>Quando si parla di potenziare la dotazione scolastica TIC, prima del \u00abCosa\u00bb bisognerebbe chiedersi \u00abPer fare cosa\u00bb. Non \u00e8 attrezzando le scuole di tutta la mercanzia tecnologica immaginabile che si possono risolvere problemi educativi e formativi nati ben prima del 1984 \u2013 che non \u00e8 solo il titolo del romanzo di Orwell, ma anche l\u2019anno di nascita di Macintosh, la rivoluzionaria famiglia di computer che avrebbe dato il via alla diffusione dei PC nelle nostre case e nei luoghi pi\u00f9 inverosimili.<\/p>\n<p>Per\u00f2, diciamoci la verit\u00e0: se, da un lato, una percentuale altissima di alunni della scuola dell\u2019obbligo ha imparato a interagire col <em>touch screen<\/em> prima di imparare a parlare, e anche se la gran parte degli insegnanti possiede uno <em>smartphone<\/em> e probabilmente usa un computer, il sistema scuola non si \u00e8 mai chinato seriamente sulla formazione degli insegnanti. In realt\u00e0 si continua a dare per scontata la capacit\u00e0 degli insegnanti di padroneggiare www e dintorni; nel contempo non si \u00e8 mai affrontata una riflessione a 360\u00b0 sulle TIC e su come queste hanno cambiato da cos\u00ec a cos\u00ec l\u2019intero contesto formativo.<\/p>\n<p>Un esempio significativo l\u2019abbiamo sperimentato giusto un anno fa. A met\u00e0 marzo si sono chiuse le scuole, riaperte in maggio. In quei tre lunghi mesi, a salvare l\u2019anno scolastico ha contribuito la scuola a distanza. Gli ostacoli sono stati tanti e di varia natura. C\u2019era chi, a casa, il computer non l\u2019aveva, o ne aveva uno solo per pi\u00f9 di un figlio. Dall\u2019altra parte dello schermo c\u2019erano docenti che riuscivano a fornire prestazioni all\u2019altezza, mentre altri erano del tutto a disagio, con competenze informatiche rudimentali. L\u2019estrema urgenza ha imposto di mantenere quel minimo di contatti, bench\u00e9 virtuali, e di garantire la continuazione dell\u2019attivit\u00e0 didattica, per quanto limitata ad alcune discipline. Tuttavia \u00e8 probabile che le pratiche messe in atto in quei mesi dagli insegnanti non divergessero nella sostanza dagli stili di insegnamento precedenti.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 dimostrato che quel breve periodo di scuola a singhiozzo, con presenze ridotte e altrettanto ridotta continuazione dei percorsi didattici, abbia danneggiato soprattutto gli allievi delle fasce sociali pi\u00f9 disagiate. In tal senso, quindi, si pu\u00f2 dire che, almeno in quel frangente, messo in piedi in fretta e furia, gli \u00abambienti informatici\u00bb disponibili hanno mostrato la loro assoluta inadeguatezza pedagogica. Malgrado ci\u00f2, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi afferma che grazie alla pandemia abbiamo scoperto la scuola del futuro prossimo, precorritrice di nuovi e fantastici orizzonti formativi. Di sicuro c\u2019\u00e8 chi favoleggia una scuola a regime ibrido, un po\u2019 in presenza e un altro po\u2019 davanti a uno schermo, ognuno a casa propria.<\/p>\n<p>Sono convinto che la tecnologia nasconda straordinarie possibilit\u00e0 per contribuire al progetto politico e culturale della scuola obbligatoria. Ma le TIC, di per s\u00e9, sono un mezzo, non una finalit\u00e0. Si cresce e si impara attraverso l\u2019impegno individuale, ma anzitutto lavorando in gruppo e contribuendo alla vita di quella piccola comunit\u00e0 di cui ciascuno \u00e8 protagonista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 da una trentina d\u2019anni che c\u2019\u00e8 chi invoca un maggiore coinvolgimento della scuola nell\u2019ambito delle TIC, le Tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione: computer, reti, telefonini, robot\u2026 Le TIC sono dappertutto, anche quando non ce ne accorgiamo. 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