{"id":5411,"date":"2021-06-20T23:25:35","date_gmt":"2021-06-20T21:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5411"},"modified":"2021-06-27T17:11:32","modified_gmt":"2021-06-27T15:11:32","slug":"la-cultura-professionale-non-puo-nascere-dal-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-cultura-professionale-non-puo-nascere-dal-nulla\/","title":{"rendered":"La cultura professionale non pu\u00f2 nascere dal nulla"},"content":{"rendered":"<p>La storia delle idee pedagogiche \u2013 che non si deve confondere con la storia delle istituzioni scolastiche \u2013 \u00e8 un percorso che dura da secoli, innescata da quei pensatori che, nell\u2019antichit\u00e0, erano pure scienziati o matematici: basti pensare ad Aristotele, che gi\u00e0 nel IV secolo a. C. affermava che le cose che bisogna imparare, \u00abprima di farle noi le apprendiamo facendole: per esempio, si diventa costruttori costruendo, e suonatori di cetra suonando la cetra\u00bb. Col passare dei secoli il quadro si \u00e8 vieppi\u00f9 affollato e ha arricchito il dibattito di idee e sperimentazioni con gli sguardi del medico, dello psicologo, del sociologo\u2026<\/p>\n<p>Continuo a essere convinto che la storia delle idee pedagogiche sia un strumento che non pu\u00f2 mancare nella cassetta degli attrezzi di chi opera nella scuola. \u00c8 una storia appassionante, con temi che, anche in tempi recenti, non hanno mancato di innescare discussioni accese. Si pensi a Pestalozzi, che nel 1798 accoglieva a Stans gli orfani della rivoluzione francese, bambini e ragazzi allo sbando: \u00aberano nella condizione alla quale conduce l\u2019estrema degenerazione della natura umana. Arrivavano con occhi pieni d\u2019angoscia e con fronti cariche di rughe della diffidenza e della preoccupazione, alcuni pieni di audace sfrontatezza, abituati alla mendicit\u00e0, all\u2019ipocrisia e ad ogni falsit\u00e0, altri oppressi dalla miseria, pazienti ma sospettosi, incapaci di amore e timorosi\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5413\" aria-describedby=\"caption-attachment-5413\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-5413\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans-1024x739.jpeg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans-1024x739.jpeg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans-300x216.jpeg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans-768x554.jpeg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans-600x433.jpeg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Pestalozzi-a-Stans.jpeg 1396w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5413\" class=\"wp-caption-text\">Pestalozzi e gli orfani di Stans nel 1798.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella storia della pedagogia vi sono molte vicende appassionanti. Potrei raccontare di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Janusz_Korczak\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Janusz Korczak<\/a> e dei suoi ragazzi del ghetto di Varsavia, dove elabor\u00f2 interessanti strategie per risolvere i conflitti tra allievi \u2013 prima di essere deportato con i suoi ragazzi nel campo di sterminio di Treblinka nel 1942. O quella di un altro medico, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jean_Marc_Gaspard_Itard\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jean-Gaspard Itard<\/a>, convinto che fosse possibile educare chiunque (la sua storia \u00e8 quella raccontata dal film <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_ragazzo_selvaggio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abIl ragazzo selvaggio\u00bb di Truffaut<\/a>). O, ancora, delle esperienze di Jean Piaget, Don Lorenzo Milani, Maria Montessori, C\u00e9lestin Freinet, la nostra Maria Boschetti-Alberti, tanto per citare qualche nome tra i pi\u00f9 popolari.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno ricorre il centenario della fondazione della <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Ligue_internationale_pour_l%27%C3%A9ducation_nouvelle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lega internazionale per l\u2019educazione nuova (LIEN)<\/a>, che fu fondata a Calais nel 1921 e che, <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=3716\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel 1927, tenne a Locarno il suo IV congresso<\/a>, con oltre mille partecipanti provenienti da ogni continente. Nelle intenzioni dei suoi fondatori LIEN riunisce e promuove quel movimento che, ancora oggi, si ispira alla scuola attiva, alla collaborazione e alla cooperazione tra allievi. Essa appartiene alla storia delle idee pedagogiche e quel congresso fu ospitato dalla scuola normale di Locarno.<\/p>\n<p>A festeggiare il centenario dell\u2019Educazione nuova anche in Ticino non ci sar\u00e0 per\u00f2 il DFA, erede istituzionale della scuola normale di un secolo fa. Da oltre un trentennio la formazione dei docenti non passa pi\u00f9 dalla storia delle idee, degli ideali, e, s\u00ec, a volte anche delle utopie, che per tanti anni hanno ispirato le politiche scolastiche e contribuito a costruire le democrazie.<\/p>\n<p>Credere che sia possibile reinventare una nuova pedagogia per questi tempi complicati dimenticando la storia dell\u2019educazione \u2013 che a volte si \u00e8 incrociata con la storia della scuola \u2013 \u00e8 una scelta vanitosa o imprudente, \u00a0perch\u00e9 la cultura professionale non pu\u00f2 nascere dal nulla. Le epoche e i contesti economici, culturali e sociali dove questa storia ha proseguito il suo percorso non erano semplici, n\u00e9 banali.<\/p>\n<p>A questo punto ci si potrebbe pure chiedere chi sono i cattivi maestri.<\/p>\n<hr \/>\n<h5>Nota aggiuntiva<\/h5>\n<p><em>Mi piace, in questa occasione, pubblicare il parere del prof. Franco Zambelloni, interpellato da Andrea Bertagni, giornalista del <\/em>Caff\u00e8,<em> e pubblicato dal domenicale insieme al mio articolo (uscito col titolo <\/em>Non si pu\u00f2 non conoscere la storia della pedagogia).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5416\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021-991x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021-991x1024.jpg 991w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021-290x300.jpg 290w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021-768x794.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021-600x620.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Zambelloni-20-06-2021.jpg 1364w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p><em>\u00abZambelloni ha insegnato filosofia e pedagogia nei licei del Cantone Ticino\u00bb, ha scritto Bertagni. Ma Zambelloni \u00e8 pure stato direttore della scuola magistrale di Lugano, che ebbe vita breve negli anni \u201970.<\/em><\/p>\n<p><em>In quegli anni la massa di studenti che frequentavano la magistrale \u201cstorica\u201d, quella di Locarno, per diventare insegnanti di scuola dell\u2019infanzie, elementare e di economia domestica indusse l\u2019istituzione di una sede a Lugano, dapprima solo per le prime tre classi (il quarto anno, quello pi\u00f9 professionalizzante, si svolgeva ancora a Locarno), poi come istituto completo e autonomo, alla guida del quale si alternarono Franco Zambelloni e Alberto Cotti.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019avventura della vecchia scuola magistrale, per\u00f2, stava per giungere al capolinea. \u00c8 in quegli anni che, oltre allo storico liceo di Lugano, furono istituiti i licei di Bellinzona, Locarno e Mendrisio. Ed \u00e8 pure di quegli anni la decisone di trasformare la scuola magistrale da seminariale (vi si accedeva a quindici anni) a post-liceale.<\/em><\/p>\n<p><em>Per la cronaca: entrata in funzione nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980, la magistrale post-liceale divenne poi Alta Scuola Pedagogica (ASP) nel 2002, pi\u00f9 o meno in concomitanza con l\u2019avvio del <\/em><a href=\"https:\/\/www.sbfi.admin.ch\/sbfi\/it\/home\/su\/scuole-universitarie\/processo-di-bologna.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Processo di Bologna<\/a>.<em> A partire dal 2009\/10 l\u2019ASP \u2013 che era un istituto gestito interamente dal Cantone tramite il Dipartimento dell\u2019Educazione, della Cultura e dello Sport \u2013 conflu\u00ec nella Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana come suo dipartimento (poi denominato DFA, Dipartimento Formazione e Apprendimento).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 comunque negli anni post-liceali che inizia la lenta discesa della pedagogia nella scala dei valori della cultura professionale degli insegnanti.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia delle idee pedagogiche \u2013 che non si deve confondere con la storia delle istituzioni scolastiche \u2013 \u00e8 un percorso che dura da secoli, innescata da quei pensatori che, nell\u2019antichit\u00e0, erano pure scienziati o matematici: basti pensare ad Aristotele, che gi\u00e0 nel IV secolo a. 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