{"id":5428,"date":"2021-07-04T23:45:57","date_gmt":"2021-07-04T21:45:57","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5428"},"modified":"2022-07-22T17:06:31","modified_gmt":"2022-07-22T15:06:31","slug":"la-scuola-non-deve-abbandonare-nessuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-non-deve-abbandonare-nessuno\/","title":{"rendered":"La scuola non deve abbandonare nessuno"},"content":{"rendered":"<p>Ormai siamo alla frutta, pur avendo saltato diverse portate. Cos\u00ec \u00e8 arrivato il momento di chiudere con la domanda delle domande: ma che scuola \u00e8 la scuola dell\u2019obbligo ticinese, quella che termina con la licenza di scuola media (anche se non a tutti va bene)? Dipende dai punti di vista.<\/p>\n<p>Nei confronti internazionali la scuola ticinese esce sempre con buoni voti. Prendiamo PISA, che \u00e8 la verifica pi\u00f9 conosciuta e che ogni tre anni valuta in tre ambiti \u2013 lettura, matematica e scienze \u2013 il livello dei quindicenni di una sessantina di paesi industrializzati. Da noi le analisi si concentrano su paesi simili al nostro: i paesi confinanti, alcuni paesi bilingui (tra cui il Canada) e la Finlandia, che sin dalle prime indagini PISA ha ottenuto risultati tra i migliori del mondo. Per contro, non avrebbe un gran senso il confronto con paesi culturalmente diversissimi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sbfi.admin.ch\/dam\/sbfi\/it\/dokumente\/2019\/12\/bericht-pisa-2018.pdf.download.pdf\/pisa-2018-bericht_i.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5435\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/pisa-2018-bericht_i-1.jpg\" alt=\"\" width=\"593\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/pisa-2018-bericht_i-1.jpg 593w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/pisa-2018-bericht_i-1-300x288.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se guardiamo i punteggi ottenuti nell\u2019ultimo rilevamento (2018) vediamo che la scuola svizzera \u00e8 risultata, in media, tra le migliori di questo gruppo e che quella ticinese \u00e8 tra le migliori in Svizzera. Ma le medie, come si sa, descrivono alcune cose e ne tralasciano altre. In tutti i paesi scolarizzati ci sono i primi della classe, in proporzioni diverse. Ma dall\u2019altra parte della classifica ci sono quelli cos\u00ec tanto lontani dalla media da risultare del tutto incompetenti nei tre settori considerati. In Svizzera sono circa uno su dieci.<\/p>\n<p>Diceva don Milani che \u00abla scuola ha un problema solo, i ragazzi che perde\u00bb. Non siamo pi\u00f9 negli anni \u201950 dell\u2019Italia rurale \u2013 non lo siamo pi\u00f9 da un pezzo \u2013 eppure, ancor oggi, c\u2019\u00e8 un numero importante di ragazzi che a venticinque anni non ha in mano lo straccio di un diploma: tanto che il cantone Ticino ha istituito la norma che mira ad assicurare che tutti i giovani residenti, dopo la scuola obbligatoria e fino alla maggiore et\u00e0, siano seguiti e accompagnati in un progetto individuale di formazione che permetta loro di ottenere un diploma \u2013 ad esempio un certificato di formazione professionale. \u00c8 difficile pensare che, tra gli allievi malmessi gi\u00e0 alla fine della scuola obbligatoria, non vi siano quelli che si erano gi\u00e0 persi prima, e che continueranno a brancolare senza un orizzonte.<\/p>\n<p>I confronti internazionali servono anche a mettere in luce queste difficolt\u00e0 dei sistemi formativi, bench\u00e9 di solito si tenda a mettere sotto i riflettori i cannonieri, le partite vinte e il posto in classifica. Il paese ha bisogno anche dei suoi campioni, ma il compito della scuola dell\u2019obbligo \u00e8 un altro. Sono convinto che per mirare all\u2019educazione di futuri cittadini consapevoli, critici e liberi serva in primo luogo un ambiente sereno, che accolga e accompagni tutti. Il numero dei \u00abfuori classifica\u00bb, sommato a quello dei \u00abminimo per la sufficienza\u00bb, non fornisce grandi garanzie di cooperazione e di crescita. La competizione per stare a galla assorbe troppe energie preziose.<\/p>\n<p>Non so in cielo, ma a scuola non \u00e8 vero che gli ultimi sono beati, anzi. D\u2019accordo, non siamo al punto di quegli stati dove la competitivit\u00e0 scolastica esasperata ti porta a buttarti gi\u00f9 da un ponte se boccheggi o fallisci. Ma forse sarebbe utile sostenere con maggiore convinzione quelle discipline, che gi\u00e0 fanno parte dei piani di studio, come la storia, la geografia e le arti \u2013 senza scordare la filosofia \u2013 che contribuirebbero a un\u2019educazione civica pi\u00f9 viva e sensata.<\/p>\n<p>Insomma, proprio per chiuderla qui: \u00abLa scuola potrebbe fare di pi\u00f9!\u00bb, per usare un\u2019espressione che le \u00e8 tanto cara.<\/p>\n<hr \/>\n<h6>Qualche nota, oltre l&#8217;articolo<\/h6>\n<p><em>In occasione di tutti i miei articoli pubblicati sul <\/em>Caff\u00e8<em> a partire dal 1\u00b0 novembre, il giornalista Andrea Bertagni ha curato le <\/em>Analisi<em> di tanti operatori della scuola ticinese sui temi che avevo proposto. \u00c8 stato certamente un lavoro non facile, anche perch\u00e9 i tempi sono sempre stati molto stretti. Lo voglio ringraziare per questo lavoro prezioso. Non ho mai messo il naso nelle sue scelte, solo in pochi casi posso dire che conoscessi la persona invitata a parlare dei \u00abmiei\u00bb temi. Questa \u00e8 l&#8217;ultima <\/em>Analisi <em>pubblicata, un colloquio con la maestra Raffaella Moresi, che, appunto, non conosco.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5431\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi-975x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi-975x1024.jpg 975w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi-286x300.jpg 286w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi-768x807.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi-600x630.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/17-Analisi-R_Moresi.jpg 1391w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Oggi <\/em>il Caff\u00e8 <em>\u00e8 uscito per l\u2019ultima volta. Ha scritto in prima pagina il suo direttore Lillo Alaimo:<\/em><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"color: #456aa2;\"><strong>GRAZIE. Questa \u00e8 l\u2019ultima edizione del Caff\u00e8, nato 28 anni fa come quindicinale e 23 anni fa diventato settimanale. Un grazie particolare va ai lettori che in questi anni ci hanno premiati. Riconoscenza va a coloro che hanno contribuito alla nascita e alla crescita di questo giornale. Non pu\u00f2 mancare un augurio a quanti e a quanto verr\u00e0 dopo il Caff\u00e8, \u00abla Domenica\u00bb.<\/strong><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Poche parole che dicono molto sulla chiusura del domenicale, che era stata annunciata, sempre in prima pagina, sull\u2019edizione del 9 maggio.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5433 size-full\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore.jpg\" alt=\"\" width=\"964\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore.jpg 964w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore-300x106.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore-768x272.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/Il-Caffe\u0300-09-05-2021-Comunicato-delleditore-600x212.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Segnalo due articoli pubblicati in quei giorni su <\/em><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/chi-siamo\/\">Naufraghi\/e<\/a>:<\/p>\n<ul>\n<li><em><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/un-caffe-amaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Un Caff\u00e8 amaro<\/a> (di Riccardo Fanciola, 10 maggio 2021)<\/em><\/li>\n<li><em><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/domande-e-risposte-sui-fondi-di-caffe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Domande e risposte sui fondi di\u2026 Caff\u00e8<\/a> (di Enrico Lombardi, 11 maggio 2021).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Questa \u00e8 stata l\u2019ultima puntata della mia collaborazione con <\/em>il Caff\u00e8.<em> Era iniziata il 12 luglio di un anno fa, con una seria di cinque articoli, <\/em>Verso la ripresa delle lezioni \u2013 <em>si andava\u00a0 all&#8217;apertura di un nuovo anno scolastico, dopo le tribolazioni di Covid-19 \u2013 l\u2019ultimo dei quali era apparso sull\u2019edizione del 30 agosto. Poi la collaborazione \u00e8 continuata sulla scorta di un accordo con il direttore Lillo Alaimo, che non ho neanche rispettato fino in fondo <\/em>[La formazione scolastica alla prova del tempo. Materia per materia cos\u00ec la scuola si rinnova].<\/p>\n<p><em>Quest\u2019ultimo contributo parla, indirettamente, del perch\u00e9 non ho rispettato a 360\u00b0 la proposta di Lillo Alaimo (ma gliel\u2019avevo detto, non ho ordito nessun intrigo).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 stata una bella esperienza. Grazie.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai siamo alla frutta, pur avendo saltato diverse portate. Cos\u00ec \u00e8 arrivato il momento di chiudere con la domanda delle domande: ma che scuola \u00e8 la scuola dell\u2019obbligo ticinese, quella che termina con la licenza di scuola media (anche se non a tutti va bene)? Dipende dai punti di vista. 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