{"id":556,"date":"2008-09-24T21:56:22","date_gmt":"2008-09-24T22:56:22","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=556"},"modified":"2018-03-18T18:52:03","modified_gmt":"2018-03-18T17:52:03","slug":"docenti-mala-tempora-currunt","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/docenti-mala-tempora-currunt\/","title":{"rendered":"Docenti: mala tempora currunt"},"content":{"rendered":"<p>Prendendo spunto dai recenti episodi accaduti alle scuole di Minusio e Camorino, dove \u00able autorit\u00e0 comunali e scolastiche si sono trovate a fronteggiare contestazioni massicce da parte di genitori infuriati\u00bb, Oliver Broggini ha steso un appassionato commento a difesa dei nostri insegnanti \u2013 \u00abEroi a rischio di estinzione\u00bb (Corriere del 18 settembre) \u2013 sempre pi\u00f9 spesso vittime predestinate di genitori che, alla prima contrariet\u00e0, non esitano ad alzare la voce, a picchiare i pugni sul tavolo e a lanciare fragorose petizioni, naturalmente con l\u2019inevitabile comunicato stampa. E la stampa, di solito, ci sta.<br \/>\nOggi gli insegnanti non godono pi\u00f9 della stima che avevano ai tempi in cui sedevano sullo stesso scranno accanto al sindaco e al curato \u2013 e anche quest\u2019altri non hanno troppi motivi per montarsi la testa. Ripercorrere le cause di questa decadenza sarebbe lungo e non necessariamente utile, soprattutto se si pensa che quella dell\u2019insegnante \u00e8 una professione che ha stretti legami con la tradizione e una buona dose di consuetudini: basterebbe pensare che la struttura quasi paradigmatica del funzionamento di una classe \u2013 un\u2019aula, un docente, un gruppo di allievi \u2013 \u00e8 ancora quella delle origini, che risale, nella forma attuale, a quasi due secoli or sono.<br \/>\nPoi, col tempo, ci si sono messi un po\u2019 tutti. Ad esempio non \u00e8 pi\u00f9 chiaro quali siano le reali finalit\u00e0 della scuola \u2013 e penso in primo luogo a quella dell\u2019obbligo. In altre parole, \u00e8 difficile trovare il consenso attorno a quelle due o tre imprescindibili essenzialit\u00e0. Un conto \u00e8 dire che la scuola deve insegnare a leggere, a scrivere e a far di conto, un altro stabilire cosa ci\u00f2 significhi in realt\u00e0 e nei diversi gradi, dalla prima elementare alla quarta media. Poi non c\u2019\u00e8 problema, pi\u00f9 o meno emergente, di cui la scuola non debba o non possa occuparsi: negli ultimi decenni il parlamento e l\u2019opinione pubblica hanno gonfiato i programmi a dismisura, impilando lingue su lingue, oltre all\u2019educazione sessuale, stradale, alimentare, alla cittadinanza ed ecologica \u2013 con un po\u2019 di fantasia ogni lettore pu\u00f2 completare l\u2019elenco a piacere. Non passa giorno senza che le direzioni scolastiche ricevano proposte didattiche dalle fonti pi\u00f9 incredibili, da diffondere naturalmente a tutti gli insegnanti: sempre attivit\u00e0 dai contenuti edificanti e politicamente corretti. A queste condizioni diventa impossibile far crescere e consolidare delle effettive competenze; la conseguenza \u00e8 che chi pu\u00f2 \u2013 chi, cio\u00e8, ha la fortuna di essere nato col cucchiaio d\u2019argento in bocca \u2013 tali saperi li costruir\u00e0 soprattutto in ambito familiare, perpetuando cos\u00ec, con la complicit\u00e0 di un sistema formativo sempre pi\u00f9 disorientato, una bieca selezione sociale.<br \/>\nInsomma: uno dei perni principali della scuola resta pur sempre l\u2019insegnante, che dovrebbe per\u00f2 agire sulla scorta di direttive chiare e di un profilo formativo adeguato. Sull\u2019ambiguit\u00e0 delle direttive \u2013 in sostanza programma e obiettivi ben definiti \u2013 ci siamo capiti. Quanto al profilo formativo, sarebbe necessario aprire un altro capitolo. Non si pu\u00f2, per\u00f2, continuare a far finta di niente. In vent\u2019anni la societ\u00e0 si \u00e8 fatta innegabilmente pi\u00f9 complessa, e con lei il lavoro di chi \u00e8 sul campo a contatto giornaliero con allievi, studenti e genitori annessi \u2013 concretamente presenti o evanescenti come l\u2019aria. E pure i percorsi di formazione per accedere alla funzione si sono allungati: liceo e tre anni all\u2019ASP per i docenti delle scuole comunali, bachelor o master e due anni di formazione pedagogica per quelli del settore medio. Sul fatto, poi, che a questi tempi allungati corrispondano maggiori capacit\u00e0 professionali \u00e8 ancor tutto da dimostrare: i pi\u00f9 recenti raffronti internazionali \u2013 tanto per fare il primo e pi\u00f9 facile esempio \u2013 parlano un latino abbastanza semplice. Non \u00e8 invece da documentare che i salari e le possibilit\u00e0 di carriera sono rimasti al palo. Tra le due constatazioni c\u2019\u00e8 un abisso strutturale e concettuale che occorrer\u00e0 colmare un po\u2019 in fretta, evitando di nascondersi dietro le trite leggende della missione e dei tre mesi di vacanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendendo spunto dai recenti episodi accaduti alle scuole di Minusio e Camorino, dove \u00able autorit\u00e0 comunali e scolastiche si sono trovate a fronteggiare contestazioni massicce da parte di genitori infuriati\u00bb, Oliver Broggini ha steso un appassionato commento a difesa dei nostri insegnanti \u2013 \u00abEroi a rischio di estinzione\u00bb (Corriere del 18 settembre) \u2013 sempre pi\u00f9 &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/docenti-mala-tempora-currunt\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Docenti: mala tempora currunt<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[34],"class_list":["post-556","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula","tag-professione-insegnante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=556"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/556\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}