{"id":5569,"date":"2021-11-10T18:21:11","date_gmt":"2021-11-10T17:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5569"},"modified":"2021-11-10T18:21:11","modified_gmt":"2021-11-10T17:21:11","slug":"philippe-meirieu-un-inaspettato-dizionario-della-pedagogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/philippe-meirieu-un-inaspettato-dizionario-della-pedagogia\/","title":{"rendered":"Philippe Meirieu: un inaspettato dizionario della pedagogia"},"content":{"rendered":"<p>Philippe Meirieu, prolifico, geniale e appassionante pedagogista europeo, ha pubblicato a met\u00e0 ottobre un corposo <em>Dictionnaire inattendu de p\u00e9dagogie,<\/em> un <em>dizionario<\/em> davvero <em>inattendu <\/em>\u2013 inatteso e imprevisto \u2013 cio\u00e8 del tutto diverso da quel che il titolo potrebbe suggerire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5568\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/dictionnaire-inattendu-de-pedagogie.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/dictionnaire-inattendu-de-pedagogie.jpg 400w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/dictionnaire-inattendu-de-pedagogie-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/p>\n<p>In effetti non si tratta di una specie di Wikipedia della pedagogia, un elenco di termini seguito dall\u2019inevitabile definizione, coi suoi bravi rimandi storici e bibliografici \u2013 che pur ci sono, in particolare nelle tante note a pi\u00e8 di pagine.<\/p>\n<p><em>\u00abMi sono sempre piaciuti i dizionari\u00bb,<\/em> scrive l\u2019autore nella prefazione. <em>\u00abGi\u00e0 da bambino passavo ore e ore a sfogliarli. Da adolescente li studiavo coscienziosamente, per trovarci di che contraddire i miei genitori. Da studente mi imponevo regolarmente di confrontare le definizioni di parole importanti in dizionari diversi. Da insegnante proponevo sistematicamente ai miei allievi di costruire, mese dopo mese, un dizionario i principali concetti che trattavamo\u2026 E poi, negli anni, ho accumulato una considerevole quantit\u00e0 di dizionari: etimologici e analogici, dei sinonimi e delle citazioni, delle espressioni, dei proverbi, delle rime\u00bb<\/em> e tanti altri ancora, pi\u00f9 o meno fantasiosi.<\/p>\n<p>Poco sotto: <em>\u00abTra questi, alcuni sono sempre a portata di mano e sono strumenti di lavoro quotidiano. Altri sono l\u00e0 per essere sfogliati senza preavviso e vedere aprirsi, tutt\u2019a un tratto degli orizzonti inaspettati. Altri ancora sono riferimenti essenziali la cui lettura non smette di arricchirmi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Coerente con la presentazione, ognuno dei quasi cinquanta lemmi parte con una prima parte in stile <em>dizionario<\/em> (appunto!), e prosegue con alcune riflessioni che riportano agli <em>orizzonti inaspettati<\/em> scatenati da questo sfogliare un po\u2019 a caso \u2013 un\u2019attivit\u00e0 che molti della mia generazione hanno praticato negli anni dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza, lasciandosi trascinare da una definizione all\u2019altra.<\/p>\n<p>Per fare un esempio tra i tanti, alla voce <em>Photocopieuse<\/em> troviamo dapprima la definizione del lemma.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"color: #808080;\"><em><strong>Fotocopiatrice<\/strong> (s. m). Apparecchio di ripografia il cui uso, negli istituti scolastici, si \u00e8 banalizzato negli anni 1990-2000. Il principio del suo funzionamento \u00e8 \u00abl\u2019elettrofotografia\u00bb scoperta dal fisico francese Jean-Jacques Trillat nel 1935. Lo present\u00f2 alla societ\u00e0 Kodak che rifiut\u00f2 di usare un procedimento che riteneva senza un avvenire commerciale. Nel 1938 l\u2019americano Chester Carlson deposit\u00f2 il primo brevetto operativo di \u00abelettrofotografia\u00bb, ma non riusc\u00ec a venderlo fino al 1947 alla societ\u00e0 Xerox. Anche se oggi, con l\u2019avvento del digitale e l\u2019uso degli schermi, il numero di fotocopie tende a regredire, fa fotocopiatrice resta massicciamente usata dalla scuola materna all\u2019universit\u00e0. Il numero di fotocopie ufficialmente autorizzato \u00e8 di 180 per allievo e all\u2019anno, di cui 40 pagine di opere protette.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em><br \/>\n<\/em>A seguire, ecco l\u2019incipit delle riflessioni suscitate dalla fotocopiatrice.<\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"color: #808080;\"><em>Bisogna aver raggiunto, come me, un\u2019et\u00e0 canonica per ricordarsi della \u00abmacchina ad alcol\u00bb con cui i giovani insegnanti che eravamo duplicavano i loro documenti. Certo, il procedimento era artigianale, ma l\u2019esistenza di qualche calco colorato e l\u2019uso dei normografi permettevano di proporre agli allievi delle bellissime schede di lavoro.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"color: #808080;\"><em>La ciclostile, che li rimpiazz\u00f2 abbastanza in fretta, era molto pi\u00f9 veloce ma, nel contempo, era pi\u00f9 complicata da usare e dava molto meno spazio alla creativit\u00e0. Tuttavia, in un caso come nell\u2019altro, c\u2019era poco da improvvisare all\u2019ultimo momento, ricopiando una pagina del manuale o il brano di un libro: bisognava anticipare, interrogarsi sullo spazio di un documento nella sequenza di apprendimento, immaginarlo e realizzarlo, decidere come usarlo e come conservarlo. La natura artigianale e piuttosto laboriosa dell\u2019operazione ci rendeva sufficientemente prudenti e vigili, in altri tempi, allo spreco di carta.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><span style=\"color: #808080;\"><em>Poi arriv\u00f2 la fotocopiatrice\u2026<\/em><\/span><\/p>\n<p>Da <em>Abyme<\/em> a <em>Village<\/em> il discorso \u00e8 certo inconsueto, ma non confuso, n\u00e9 banale. Nel percorrerlo ognuno, credo, inseguir\u00e0 una sua logica. Io, ad esempio, sono stato attratto da Catechismo, Scoraggiamento, Noia, Emozione, Telecomando \u2013 e, naturalmente, Fotocopiatrice. <em>\u00abMa non c\u2019\u00e8 niente di definitivo o di esaustivo\u00bb,<\/em> annota Meirieu. Anzi<em> \u00abCompletamente il contrario, alcune parole inaspettate che rimandano a questioni vive, una lista che ognuno potr\u00e0 completare con altre parole, altrettanto insolite ma che, tuttavia, hanno senso per lui o per lei. Perch\u00e9 spesso \u00e8 cos\u00ec che ci svegliamo dal nostro sonno dogmatico: lasciando spazio all\u2019imprevisto\u00bb.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>PHILIPPE MEIRIEU, <em>Dictionnaire inattendu de p\u00e9dagogie,<\/em> 2021, ESF \u00c9diteur, 525 pagine (disponibile anche come e-book).<\/p>\n<p>La traduzione in italiano dei diversi passaggi che cito nell\u2019articolo \u00e8 mia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Philippe Meirieu, prolifico, geniale e appassionante pedagogista europeo, ha pubblicato a met\u00e0 ottobre un corposo Dictionnaire inattendu de p\u00e9dagogie, un dizionario davvero inattendu \u2013 inatteso e imprevisto \u2013 cio\u00e8 del tutto diverso da quel che il titolo potrebbe suggerire. In effetti non si tratta di una specie di Wikipedia della pedagogia, un elenco di termini &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/philippe-meirieu-un-inaspettato-dizionario-della-pedagogia\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Philippe Meirieu: un inaspettato dizionario della pedagogia<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-5569","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-segnalazioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5569","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5569"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5569\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5569"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5569"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5569"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}