{"id":560,"date":"2008-02-27T20:57:38","date_gmt":"2008-02-27T21:57:38","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=560"},"modified":"2016-01-13T16:43:59","modified_gmt":"2016-01-13T15:43:59","slug":"qual-e-il-segreto-della-scuola-finlandese-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/qual-e-il-segreto-della-scuola-finlandese-2\/","title":{"rendered":"Qual \u00e8 il segreto della scuola finlandese?"},"content":{"rendered":"<p>La Finlandia ha una scuola da Oscar della pedagogia. Quando, nel 2001, sono stati pubblicati i risultati del primo rilevamento PISA \u2013 il controllo periodico delle competenze acquisite dai quindicenni di 57 paesi, rappresentanti il 90% dell\u2019economia mondiale \u2013 gli sguardi di mezzo mondo si sono rivolti increduli verso questo paese freddo, poco conosciuto e scarsamente popolato. Come qualcuno forse ricorder\u00e0, PISA ha gi\u00e0 sfornato le sue classifiche tre volte, nel 2001, 2003 e 2006; in tutte le occasioni la scuola finlandese \u00e8 risultata la migliore del mondo. Le caratteristiche del successo sono molteplici e non riguardano solo le elevate medie delle competenze assimilate dai quindicenni in lettura, matematica, scienze e risoluzione di problemi:\u00a0 un maggior numero di allievi finlandesi raggiunge buone prestazioni; la disparit\u00e0 delle performance \u00e8 meno importante che in altri paesi; gli allievi in grandissima difficolt\u00e0 sono meno numerosi che altrove; la variazione dei risultati da un istituto all\u2019altro \u00e8 la pi\u00f9 bassa di tutti i paesi dell\u2019OCSE; l\u2019influenza delle condizioni socio-economiche \u00e8 assai pi\u00f9 debole che negli altri paesi. Inoltre la spesa per l\u2019educazione risulta in molti casi inferiore a quella di stati, quali la Svizzera, che hanno riportato esiti almeno mediocri.<br \/>\nEppure ancora agli albori degli anni \u201960 la Finlandia era un paese rurale, con una societ\u00e0 fortemente gerarchizzata e iniqua, governata da un sistema molto centralizzato. \u00c8 solo a partire dal 1966 che la coalizione di sinistra andata al potere ha avviato una lunga successione di riforme, sotto lo slogan \u00abUna buona scuola per tutti\u00bb. A tutt\u2019oggi gli ingredienti di questa scuola da sogno sono presenti in gran quantit\u00e0. Spiccano alcuni pilastri concettuali. Si ritiene, nei fatti, che le basi essenziali per acquisire dei saperi e favorire una\u00a0 crescita armoniosa degli individui risieda in un ambiente scolastico rassicurante, in docenti premurosi e preoccupati di creare dei legami affettuosi e cordiali coi loro allievi, in modo che questi possano sviluppare una benefica autostima. Si reputa altres\u00ec che l\u2019esigenza di un forte richiamo ai valori morali e umanistici non debba ridursi a mera enunciazione legislativa, da sacrificare giorno dopo giorno sull\u2019altare della trasmissione di conoscenze e di competenze mirate all\u2019inserimento nel mondo del lavoro. Conseguentemente \u00abimparare senza stress\u00bb, nel rispetto totale di ogni allievo, si traduce in una scuola che rispetta i ritmi di apprendimento di ognuno: le note fanno la loro prima apparizione dopo i nove o dieci anni della scuola dell\u2019obbligo (Educazione fondamentale); la ripetizione di classe non esiste; accanto ad alcune discipline obbligatorie, ogni allievo ha un discreto margine di manovra per scegliere altre materie che completano il suo curricolo; le ore settimanali di lezione (di 45 minuti, come da noi) sono una ventina a 7 anni e arrivano a 30 con l\u2019accesso al liceo (anche le ore di studio a casa sono inferiori rispetto alla gran maggioranza degli altri paesi dell\u2019OCSE: 5 alla settimana, contro la media di 8 degli altri).<br \/>\nQueste e ben altre informazioni sono contenute in un\u2019inedita analisi del sistema scolastico finlandese pubblicata quest\u2019anno dalla casa editrice ESF, nella collezione \u00abP\u00e9dagogies\u00bb diretta da Philippe Meirieu. Si tratta del volume \u00abLa Finlande: un mod\u00e8le \u00e9ducatif pour la France? &#8211; Les secrets de la r\u00e9ussite\u00bb, di Paul Robert: \u00abuna lettura che si impone\u00bb, scrive Meirieu nella presentazione \u00abper chiunque voglia partecipare alla riflessione sull\u2019avvenire della nostra scuola. Se ne esce informati e pi\u00f9 lucidi. Anche rincuorati\u00bb. Poi, per non farsi troppe illusioni sulla facilit\u00e0 con cui si potrebbe immaginare di importare il modello alle nostre latitudini, conviene riflettere sulla citazione che apre il volume: \u00ab\u00c8 cos\u00ec poco facile nella vita raggiungere la felicit\u00e0, che uno, quanto pi\u00f9 affannosamente la cerca, tanto pi\u00f9 se ne allontana, per poco che esca di strada\u00bb (Seneca, De vita beata).<\/p>\n<p>Infine \u2013 \u00e8 pur giusto ricordarlo \u2013 non si pu\u00f2 sorvolare sulle due stragi che hanno sconvolto due scuole finlandesi nel novembre del 2007 e neanche un mese fa. Le notizie avevano colpito l\u2019opinione pubblica, certo di pi\u00f9 che se fossero giunte, che so?, dai soliti USA. Come dire che dalle schegge impazzite \u00e8 difficile difendersi e a volte sono proprio taluni sistemi scolastici, selettivi fino all\u2019esasperazione, a generare i killer. Non \u00e8 certo questo il caso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PAUL ROBERT, <i>La Finlande: un mod\u00e8le \u00e9ducatif pour la France? &#8211; Les secrets de la r\u00e9ussite,<\/i> 2008, ESF \u00c9diteur, ISBN 978-2-7101-1934-0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Finlandia ha una scuola da Oscar della pedagogia. 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