{"id":567,"date":"2008-12-11T20:03:37","date_gmt":"2008-12-11T21:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=567"},"modified":"2017-10-12T16:21:45","modified_gmt":"2017-10-12T14:21:45","slug":"etica-ed-estetica-tra-crescita-culturale-e-intellettuale-la-fatica-di-crescere-e-di-imparare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/etica-ed-estetica-tra-crescita-culturale-e-intellettuale-la-fatica-di-crescere-e-di-imparare\/","title":{"rendered":"La fatica di crescere e di imparare"},"content":{"rendered":"<p>Il vescovo di Lugano ha pubblicato recentemente una sua riflessione \u2013 \u00abSessualit\u00e0 ed ethos\u00bb, sul Giornale del Popolo del 22 novembre \u2013 partendo dalle linee guida per l\u2019educazione sessuale nelle scuole, recentemente approvate dal DECS. Monsignor Grampa pone essenzialmente la sua attenzione sul rapporto tra uomini e donne, con particolare riferimento alla famiglia e al matrimonio, oggid\u00ec calati in un contesto che sempre pi\u00f9 \u00abmette a dura prova la tenuta delle relazioni affettive e ancora di pi\u00f9 la loro forza generativa e benefica\u00bb. Il suo ragionamento travalica gli stretti paletti del cattolicesimo e dei precetti della Chiesa, per coinvolgere invece alcuni aspetti determinanti che hanno ricadute, a volte drammatiche, sull\u2019intera societ\u00e0 civile. Scrive Don Mino: \u00ab\u00c8 quantomeno curioso, se non inquietante, osservare come il mondo moderno, cos\u00ec attento a promuovere la crescita intellettuale delle nuove generazioni, cos\u00ec aperto all\u2019investimento di energie sul piano culturale, si accontenti di formare personalit\u00e0 che pur essendo cognitivamente evolute, sono affettivamente incistate in uno stadio evolutivo infantile, in un\u2019affettivit\u00e0 primordiale e incontrollata, spesso fonte di sofferenza, se non di vera e propria patologia relazionale. Il mondo degli affetti chiede dunque di essere formato e per cos\u00ec dire \u201craffinato\u201d da un lavoro educativo, non meno lungo e impegnativo di quello richiesto per la formazione delle menti e delle cognizioni\u00bb.<br \/>\nAvrei qualcosa da obiettare sulla presunta attenzione del mondo moderno alla promozione della crescita intellettuale e culturale dei giovani e della societ\u00e0 tutta; mi verrebbe da dire che si tratta di un\u2019attenzione di facciata, con dichiarazioni roboanti nei testi che fanno il corpus legislativo della scuola, ma che assai di frequente non si schiodano dalla mera enunciazione, un po\u2019 per difficolt\u00e0 oggettive, un po\u2019 per l\u2019attitudine \u201cmoderna\u201d di assegnare alla scuola sempre nuovi compiti e un altro po\u2019, infine, per una certa ignavia. Fatto sta che la scuola contemporanea \u00e8 tanto selettiva quanto lo era una volta. E la selezione scolastica \u00e8 tutt\u2019altro che cieca: sa benissimo quali ceti trafiggere. Il problema \u00e8 che chi perde la scommessa scolastica \u2013 perch\u00e9 spesso proprio di azzardo si tratta \u2013 si ritrova con un pugno di mosche e sprovvisto di quegli attrezzi intellettuali che forgiano il pensiero e offrono la capacit\u00e0 di affrontare il mondo, non solo quello del lavoro: strumenti che un approccio umanistico all\u2019educazione sarebbe in grado di fornire, mentre \u00e8 assai lontano da quell\u2019orientamento utilitaristico della scuola odierna, secondo cui, per far bene, servono la conoscenza (approssimativa\u2026) di alcune lingue (italiano compreso\u2026) e un bagaglio di formulette e nozioni scientifiche da applicare e ricordare durante gli immancabili test.<br \/>\nCrescere e imparare sono percorsi difficili e, soprattutto, faticosi. E allora perch\u00e9 ostinarsi a percorrere questa strada disseminata di specchietti per le allodole? Servirebbe invece una scuola che sapesse portare in primo piano i valori etici ed estetici della nostra societ\u00e0, attraverso la conquista di competenze e ideali insostituibili. In altre parole, converrebbe dedicarsi con maggior impegno alla conoscenza della lingua italiana e della sua cultura di riferimento, alla storia, alle arti, alla speculazione intellettuale \u2013 tutte \u201cdiscipline\u201d fortemente marcate dalla presenza dell\u2019Uomo \u2013 standosene il pi\u00f9 possibile alla larga dall\u2019invasiva paccottiglia che infarcisce le moderne tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione: ci\u00f2 che, volesse il cielo!, consentirebbe pure di salvare la capacit\u00e0 di pensare in maniera logica e sequenziale. Poi sia chiaro: i rapporti sociali che caratterizzano l\u2019attualit\u00e0 sono scanditi e determinati dalla \u00abcattiva maestra televisione\u00bb, sempre pi\u00f9 in bilico tra progetto culturale ed esortazione al consumo e alle mode vanesie. Forse per la scuola una piccola retromarcia non sarebbe sconveniente, con l\u2019intento di scostarsi dall\u2019ammucchiata di discipline affrontate con l\u2019inevitabile pressappochismo, tanto simile a internet e ai programmi televisivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vescovo di Lugano ha pubblicato recentemente una sua riflessione \u2013 \u00abSessualit\u00e0 ed ethos\u00bb, sul Giornale del Popolo del 22 novembre \u2013 partendo dalle linee guida per l\u2019educazione sessuale nelle scuole, recentemente approvate dal DECS. 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