{"id":569,"date":"2008-12-23T22:05:17","date_gmt":"2008-12-23T23:05:17","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=569"},"modified":"2008-12-23T22:05:17","modified_gmt":"2008-12-23T23:05:17","slug":"ha-ancora-senso-parlare-di-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ha-ancora-senso-parlare-di-scuola\/","title":{"rendered":"Ha ancora senso parlare di scuola?"},"content":{"rendered":"<p>La scuola, si sa, \u00e8 una macchina complessa, che diventa sempre pi\u00f9 complicata man mano che il tempo passa. Al di l\u00e0 del motto che vedrebbe confinati i suoi compiti al \u201csemplice\u201d insegnare a leggere, scrivere e far di conto, essa \u00e8 invece un\u2019istituzione che, dalla scuola dell\u2019infanzia su su fino all\u2019universit\u00e0, tende a educare, istruire, formare, aggiornare, plasmare attitudini e mentalit\u00e0. Da sempre, direi, \u00e8 al centro di controversie e contestazioni alle quali partecipiamo un po\u2019 tutti. Se \u00e8 spesso francamente difficile discettare, che so?, di inflazione, di rapporti internazionali o di conflitti interreligiosi, pi\u00f9 agevole sembrerebbe la possibilit\u00e0 di dire la propria, magari alzando la voce, sulla nostra scuola: tutti l\u2019abbiamo frequentata e moltissimi ne subiscono quotidianamente l\u2019influenza, vuoi perch\u00e9 hanno dei figli che la frequentano, vuoi perch\u00e9 la scuola ha ricadute su molti aspetti della societ\u00e0.<br \/>\nMa chi comanda la scuola? Chi determina i suoi obiettivi, i suoi orientamenti, i suoi modi di fare e di essere? Uno, nessuno e centomila, verrebbe da dire. E in effetti \u00e8 quasi sempre impossibile capire chi \u00e8 il direttore d\u2019orchestra, il regista, l\u2019autore. Numerosi contesti e innumerevoli attori influenzano le decisioni che guidano quest\u2019istituzione dalle mille sfaccettature. Basti pensare ai cambiamenti di volta in volta indotti dalla demografia, dall\u2019economia, dall\u2019ideologia, dal contesto storico. Dall\u2019infatuazione del momento. Prendiamo un esempio: si pensi a quante volte il nostro parlamento vota nuovi compiti facendo sua questa mozione o quell\u2019interpellanza, suggerita da pressioni popolari o da guizzi individuali. Lo stesso capita negli infiniti consessi che si occupano in un modo o nell\u2019altro di scuola. D\u2019altra parte chi non ha mai pensato, di fronte a un nuovo problema sociale o al solito bulletto che sparge attorno a s\u00e9 ogni sorta di rifiuti, che potrebbe pensarci la scuola (variante: che ai miei tempi ci pensava la scuola)? E allora ha ancora senso riflettere sulla scuola, sulla nostra scuola, e tentare di influenzare un dibattito perenne che assai raramente mette tutti d\u2019accordo?<br \/>\nFabio Pusterla, poeta, traduttore, critico letterario e insegnante, lo ha fatto per un paio d\u2019anni curando, sul settimanale \u00abAzione\u00bb, la deliziosa rubrica \u00abSottobanco\u00bb. Perch\u00e9 lo ha fatto? Perch\u00e9 gli \u00ab\u2026 sembrava che il dialogo tra mondo della scuola e societ\u00e0 civile si fosse, se non del tutto interrotto, almeno notevolmente attenuato\u00bb; e perch\u00e9 riteneva \u00abche l\u2019unico modo per difendere la scuola, e per farla crescere, fosse quello di riaccendere un dibattito serio, critico ma non prevenuto, attorno a quella parte cos\u00ec importante della vita di tutti noi che si spende nelle aule scolastiche\u00bb. Ora quelle trentotto puntate della sua rubrica sono state raggruppate in un volumetto dall\u2019editore Casagrande con un titolo accattivante: \u00abUna goccia di splendore &#8211; Riflessioni sulla scuola, nonostante tutto\u00bb. Pusterla parla di una scuola che conosce bene. Il suo pulpito \u00e8 la sua aula, nella quale da qualche lustro passano tanti adolescenti. La scuola che racconta, che difende e che critica \u00e8 una scuola che cerca di andare all\u2019essenza delle cose, facendosene puntualmente un baffo dei grandi progetti e delle riforme strombazzate a ogni pi\u00e8 sospinto da chi crede di aver trovato la pietra filosofale che metter\u00e0 tutti d\u2019accordo e risolver\u00e0 ogni problema, anche il pi\u00f9 controverso. Lo sguardo candido di Pusterla ci restituisce una scuola pulsante, pur crogiuolo di tutte le umane difficolt\u00e0 dell\u2019oggi incarnate dai suoi giovani allievi. A volte sarcastico, altre sommesso e intimo, sempre coerente e lucido, questo \u00abGocce di splendore\u00bb \u00e8 un libro che consiglio con tutto il cuore agli addetti ai lavori, ai politici, ai genitori, agli studenti, ai sindacalisti e a tutti gli apprendisti stregoni di questo iperbolico cantone. Perch\u00e9 vale ancora la pena difendere questa preziosa istituzione. Nonostante tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola, si sa, \u00e8 una macchina complessa, che diventa sempre pi\u00f9 complicata man mano che il tempo passa. 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