{"id":585,"date":"2009-02-02T15:20:45","date_gmt":"2009-02-02T16:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=585"},"modified":"2009-02-02T15:20:45","modified_gmt":"2009-02-02T16:20:45","slug":"educare-un-giovane-non-e-come-asfaltare-una-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/educare-un-giovane-non-e-come-asfaltare-una-strada\/","title":{"rendered":"Educare un giovane non \u00e8 come asfaltare una strada"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi la stampa ha dato un certo risalto agli esiti di una ricerca condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Friborgo che ha tenuto in considerazione oltre 5\u2019000 iscritti di sessanta licei svizzeri. Per quanto riguarda i quattro licei ticinesi gli esiti sarebbero scadenti. Ha scritto il Corriere del Ticino, citando l\u2019ATS: \u00abUna nuova classifica vede gli studenti ticinesi fra gli ultimi della classe. Questa volta nel mirino ci sono gli ex liceali che fra il 2004 e il 2007 hanno affrontato la prima serie di esami al Politecnico federale di Zurigo. In particolare, il liceo di Bellinzona si \u00e8 classificato al penultimo posto (\u2026). Lo rivela uno studio (\u2026) che ha stilato una classifica dei licei in base ai risultati ottenuti dagli studenti neoiscritti nel corso del quadriennio in esame\u00bb. Ultimi della classe?<br \/>\nIl liceo di Locarno e quello di Mendrisio hanno riportato una media di 4.3 e 4.2; il miglior liceo svizzero \u2013 il Rychenberg di Winterthur \u2013 \u00e8 a 4.6, cio\u00e8 tre decimi di punto in pi\u00f9 di Locarno. Senza aver letto lo studio, il men che si possa dire \u00e8 che si sia voluto sbattere il mostro in prima pagina con un po\u2019 di disinvoltura, e forse con scopi non del tutto cristallini. Molte cose si potrebbero aggiungere, sulla scorta delle poche e sicuramente parziali informazioni riportate dai media. Ad esempio che se i liceali locarnesi avessero potuto affrontare gli esami del politecnico in italiano, magari avrebbero anche battuto i pi\u00f9 blasonati coetanei del distretto zurighese, che hanno pure l\u2019indubbio vantaggio di avere il politecnico dietro l\u2019angolo. Non si scordi che per gli studenti ticinesi l\u2019avventura in un ateneo svizzero comporta qualche intralcio supplementare, quali il metter su casa e l\u2019acquisire competenze linguistiche che superano di gran lunga il tedesco o il francese scolastico (per sorvolare sullo Schwitzerd\u00fctsch).<br \/>\nQuella di misurare le scuole a suon di risultati \u00e8 una moda dei nostri tempi. Ma i risultati \u2013 vale a dire quanto e cosa le scuole hanno insegnato e gli allievi hanno imparato \u2013 non sono l\u2019unico parametro utile per definire la qualit\u00e0 di una scuola. Il famoso PISA, ad esempio, non si limita alle medie aritmetiche, ma scava a fondo sulla loro dispersione. La miglior scuola del mondo secondo PISA \u00e8 caratterizzata s\u00ec da una media elevata, ma soprattutto dal fatto che una percentuale considerevole di allievi ottiene ottimi esiti. Cos\u00ec, tanto per capirci, nel rilevamento del 2000 incentrato sulle capacit\u00e0 di lettura, il 18% di allievi finlandesi si era accasato nel livello pi\u00f9 alto e solo il 2% in quello pi\u00f9 basso; per contro gli allievi messicani nella fascia alta erano solo l\u20191% e quelli nel sottoscala il 16%.<br \/>\nPuntare a mettere in classifica le scuole a suon di risultati \u00e8 un modo pericoloso per affrontare il problemi dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione. La finalit\u00e0 principale della scuola \u00e8 quella di crescere dei cittadini, non quella di selezionare le \u00e9lite. E allora, per tornare ai nostri licei, occorrerebbe chiedersi come mai dopo la scuola dell\u2019obbligo un numero imponente di quindicenni sceglie la strada che porta alla maturit\u00e0, salvo poi incappare in un altrettanto imponente fallimento durante i primi due anni del liceo: circa un terzo degli studenti non ce la fa. C\u2019\u00e8 di sicuro un problema di orientamento al termine della scuola dell\u2019obbligo; nel contempo, non sappiamo dove finiscano i caduti del liceo e quelli che, ancor prima, non raggiungono neanche i livelli minimi per tentare la strada degli studi. Nell\u2019ottica della formazione di tutti i futuri cittadini, dunque, risulta di fondamentale importanza lo sforzo dello Stato affinch\u00e9 la sua scuola sappia portare ogni allievo a dare il massimo delle sue capacit\u00e0. Impegnarsi soltanto per i cervelli migliori, lasciando tutti gli altri al caso, \u00e8 una politica che ha costi sociali molto elevati gi\u00e0 a medio termine. Piuttosto che stilare classifiche converrebbe pensare a una scuola che sappia portare ognuno al limite estremo delle sue possibilit\u00e0: perch\u00e9 la Scuola \u00e8 un\u2019Istituzione e non un qualsiasi servizio del quale \u00e8 facile calcolare all\u2019istante costi e benefici. Formare un cittadino consapevole, insomma, non \u00e8 come asfaltare una strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi la stampa ha dato un certo risalto agli esiti di una ricerca condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Friborgo che ha tenuto in considerazione oltre 5\u2019000 iscritti di sessanta licei svizzeri. Per quanto riguarda i quattro licei ticinesi gli esiti sarebbero scadenti. 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