{"id":589,"date":"2009-03-17T15:22:09","date_gmt":"2009-03-17T16:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=589"},"modified":"2009-03-17T15:22:09","modified_gmt":"2009-03-17T16:22:09","slug":"troppa-pedagogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/troppa-pedagogia\/","title":{"rendered":"Troppa pedagogia!"},"content":{"rendered":"<p>\u00abA mio modo di vedere nella scuola ticinese c\u2019\u00e8 un eccesso di pedagogia. I docenti si sono trasformati in assistenti sociali, attenti solo alle dinamiche relazionali. L\u2019istruzione strettamente detta viene sempre meno\u00bb. Questo \u00e8 il concetto di pedagogia secondo il professor Danilo Boggini, presidente di quel collegio dei docenti del liceo di Bellinzona che nei giorni scorsi ha lanciato il suo \u00abAppello per la scuola\u00bb, affinch\u00e9 i genitori di questo cantone possano \u00ab\u2026 essere compiutamente informati in merito alla scuola che frequentano i nostri figli\u00bb. Ohib\u00f2! Che la scienza di Socrate e Quintiliano, di Rousseau e Pestalozzi, di Freinet e don Milani diventi uno strumento per trasformare gli insegnanti in assistenti sociali, non \u00e8 solo una bufala, ma una sparata che deve far riflettere. \u00c8 ovvio che il pulpito dal quale scende la predica ha la sua importanza. E il pulpito, in questo caso, \u00e8 quello del liceo, una scuola post-obbligatoria che, giustamente o meno, ha tassi di selezione particolarmente elevati, soprattutto durante il primo biennio. Il che, di per s\u00e9, non deve scandalizzare. Si potrebbero dire tante cose sull\u2019impostazione di fondo dell\u2019appello bellinzonese, ed altri lo stanno facendo meglio di me. Ma non si possono nemmeno sottacere talune contraddizioni.<br \/>\nAd esempio non sta in piedi affermare da una parte che, per colpa dei tagli ai bilanci, \u00abnon ci sono pi\u00f9 risorse sufficienti per un\u2019offerta adeguata di corsi di sostegno e di recupero\u00bb e, dall\u2019altra, dire che sarebbe necessario diminuire drasticamente il numero degli studenti liceali. Nessuno pretende che il liceo, scuola che avvia a studi terziari, debba dotarsi del sostegno pedagogico o di altri approcci tipici della scuola dell\u2019obbligo. \u00c8 forse utile ricordare che c\u2019\u00e8 una sostanziale differenza tra sostegno pedagogico e recupero: il primo \u00e8 materia da specialisti dell\u2019apprendimento ed \u00e8 una tipica struttura della scuola dell\u2019obbligo. Il secondo, pi\u00f9 semplicemente, \u00e8 un modo per dare una mano a chi, di tanto in tanto, fa fatica a seguire qualche insegnamento specifico: e nella scuola elementare fa parte dei normali compiti dell\u2019insegnante, senza bisogno di monte-ore. Tuttavia anche il liceo ha bisogno della sua specifica pedagogia: per insegnare non \u00e8 sufficiente \u201csapere le cose\u201d. Insegnare, per contro, significa fornire nozioni teoriche o elementi pratici affinch\u00e9 l\u2019allievo impari, costruisca nuove competenze, le arricchisca, diventi un cittadino curioso, consapevole, partecipativo. E ancora, la pedagogia ci soccorre nel momento della valutazione: le note \u2013 purtroppo \u2013 sono spesso un cocktail di soggettivit\u00e0 e convinzioni del tutto personali e raramente esplicitate. Dimostrare delle competenze o delle conoscenze non significa limitarsi a restituire nozioni a memoria, col bel risultato che, ogni tanto, non sono i migliori a proseguire, bens\u00ec i pi\u00f9 furbi o fortunati.<br \/>\nSe per\u00f2 volessimo fare a meno della pedagogia, potremmo muoverci come quel liceo svizzero-tedesco che, nel 2004, aveva lanciato un progetto pilota: lezioni senza docente per promuovere l\u2019apprendimento individuale; gli allievi ricevono una lista di \u201ccose da sapere\u201d e devono sbrogliarsela da soli. Gli insegnanti saranno presenti per assisterli solo per un\u2019ora settimanale (invece delle odierne tre o quattro), salvo ovviamente essere raggiungibili tramite posta elettronica. A quel punto sarebbe sufficiente organizzare due o tre sessioni d\u2019esame, prendendo due piccioni con una sola fava: da una parte si risparmierebbero un bel po\u2019 di milioni, dall\u2019altra si omologherebbero le valutazioni, senza pi\u00f9 perverse differenze da un metro di giudizio all\u2019altro. A ben pensarci \u00e8 ben pi\u00f9 affascinante vagheggiare un liceo rispettoso, serio, rigoroso, dove il maggior numero possibile di studenti acquisisce il maggior numero possibile di conoscenze e di competenze. Anche perch\u00e9, come ha scritto don Lorenzo Milani, \u00abBocciare \u00e8 come sparare in un cespuglio. Forse era un ragazzo, forse una lepre. Si vedr\u00e0 a comodo\u00bb. E aggiungeva: \u00abLa scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde\u00bb. Anche questa \u00e8 pedagogia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abA mio modo di vedere nella scuola ticinese c\u2019\u00e8 un eccesso di pedagogia. 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