{"id":5931,"date":"2023-03-15T15:46:35","date_gmt":"2023-03-15T14:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5931"},"modified":"2023-03-26T13:38:06","modified_gmt":"2023-03-26T11:38:06","slug":"menti-bilingui-da-offrire-al-mercato-del-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/menti-bilingui-da-offrire-al-mercato-del-lavoro\/","title":{"rendered":"Menti bilingui da offrire al mercato del lavoro"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #d40000; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"> Scontro ai voti, in Gran Consiglio, sul tedesco in Prima Media: ha prevalso, una volta di pi\u00f9, un\u2019idea \u201cstrumentale\u201d di formazione scolastica, tutta orientata verso gli sbocchi professionali<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5928\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch-710x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"684\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch-710x1024.jpg 710w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch-208x300.jpg 208w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch-768x1108.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch-600x865.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Wir-sprechen-Deutsch.jpg 895w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p>Da almeno un paio di decenni la scuola pubblica sta subendo una strisciante trasformazione di senso, senza che qualcuno si alzi e dica cip. Da Istituzione dello Stato che intende promuovere <em>lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare sempre pi\u00f9 le istanze di giustizia e di libert\u00e0<\/em> sta diventando sempre pi\u00f9 un servizio genuflesso in favore dell\u2019economia e del mondo del lavoro. Scriveva un gruppo di parlamentari in una mozione intitolata <em>Anticipiamo l\u2019insegnamento del tedesco (2017):<\/em> <em>Anticipare lo studio del tedesco permette ai ragazzi di crescere con una \u201cmente bilingue\u201d. Ci\u00f2 presenta numerosi vantaggi e in primis sul mercato del lavoro.<\/em><\/p>\n<p>In primis, come dicono loro, conviene precisare che la regola della \u201cmente bilingue\u201d \u00e8 il bilinguismo precoce, vale a dire l\u2019esposizione a due (o pi\u00f9) lingue in tenerissima et\u00e0, di regola entro i tre anni, e non certo in un ambiente cos\u00ec formale e giudicante come la scuola.<\/p>\n<p>Invece il rimando al mondo del lavoro ha radici pi\u00f9 lontane. Tanto per citarne uno che mi ero segnato, nel 2002 il presidente (PLR) della commissione scolastica del Gran Consiglio aveva dichiarato a un domenicale che, secondo lui, <em>a decidere quali lingue si devono studiare a scuola non dovrebbe essere lo Stato n\u00e9 il Dipartimento, bens\u00ec la societ\u00e0, il mercato.<\/em> In quel medesimo ordine di idee si espresse pure il leghista Lorenzo Quadri durante la campagna per le elezioni cantonali del 2011: <em>La scuola non potr\u00e0 esimersi da un riorientamento nell\u2019ottica di quelle che sono le richieste del mercato del lavoro. \u00c8 evidente che le professioni \u201cd\u2019ufficio\u201d sono sature. Mancano risorse nell\u2019artigianato, nell\u2019edilizia, nel sociosanitario. Altra misura necessaria: si metta il numero chiuso alle formazioni \u201cletterarie\u201d ed \u201cartistiche\u201d prive di sbocchi professionali.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 successo nuovamente il 13 marzo scorso, quando il Parlamento ha approvato, con 46 voti favorevoli (PLR, Lega e UDC) e 41 contrari, l\u2019anticipo dell\u2019insegnamento del tedesco in prima media entro l\u2019anno scolastico 2025\/2026.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 successo nei primi anni di questo secolo, quando il francese, fin l\u00ec lingua seconda \u2013 a decretare la selezione tra livelli A e B assieme alla matematica \u2013 fu svalutato e retrocesso per far posto all\u2019inglese, mentre il tedesco fu promosso a partner della matematica, come nota da livelli A e B. Il francese, da par suo, fu potenziato nella scuola elementare e cess\u00f2 di essere materia obbligatoria a partire dalla III media.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che tra le varie dichiarazioni a sostegno di una scelta di questo genere non pu\u00f2 mancare il tema della coesione nazionale, che imporrebbe prioritariamente di conoscere la Svizzera al di l\u00e0 del conoscerne la lingua. Ma ci\u00f2 obbligherebbe a ripristinare il giusto spazio allo studio della storia e della geografia, la conoscenza essenziale delle letterature e delle culture di riferimento. Cos\u00ec la scuola potrebbe pure farsi carico, lungo i quattro anni della scuola media, di predisporre delle impagabili occasioni di incontro, di studio e di scambio con studenti di regioni e cantoni ai quattro angoli del Paese.<\/p>\n<p>Quindi, pi\u00f9 che anticipare l\u2019insegnamento delle lingue nazionali e aumentarne le ore \u2013 le lingue seconde, quando sono caricate a test e note scolastiche, sono assai spesso armi letali\u2026 \u2013 converrebbe aumentare sostanzialmente (quantit\u00e0 e qualit\u00e0) i soggiorni linguistici sin dall\u2019et\u00e0 pi\u00f9 tenera. Senza poi scordare che prima del tedesco i confederati imparano e parlano lo Schwyzerd\u00fctsch. E continuano anche dopo.<\/p>\n<p>Infine sar\u00e0 interessante vedere come questo anticipo dell\u2019insegnamento del tedesco, che in realt\u00e0 \u00e8 anche un concreto aumento di ore, sar\u00e0 organizzato dentro una griglia oraria settimanale gi\u00e0 molto affollata e stancante. Qualche disciplina ci lascer\u00e0 le penne, e sappiamo bene come le lobby di materia difendano coi denti la loro dotazione oraria.<\/p>\n<p>Naturalmente la questione delle lingue della scuola non \u00e8 terminata nella tarda serata del 13 marzo. La \u201ctrattanda\u201d comprendeva pure un modifica della Legge della scuola a favore delle scuole private (ma non solo). In buona sostanza si proponeva di permettere lo svolgimento delle lezioni in un\u2019altra lingua nazionale svizzera o in inglese, al posto dell\u2019obbligo previsto attualmente: \u00abAgli allievi in et\u00e0 d\u2019obbligo scolastico l\u2019insegnamento dev\u2019essere impartito in lingua italiana\u00bb. L\u2019iniziativa parlamentare \u00e8 stata ritirata \u00aballa luce delle resistenze delle ultime settimane\u00bb, ha motivato il primo firmatario della proposta.<\/p>\n<p>Tra le \u201cresistenze dell\u2019ultima settimana\u201d se n\u2019erano manifestate due piuttosto pesanti il giorno stesso: una da parte di Diego Erba, coordinatore del Forum per l\u2019italiano in Svizzera <em>(<a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Il-veleno-sta-nella-coda-Erba-13-03-2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il veleno sta nella coda<\/a>,<\/em> su La Regione); l\u2019altra firmata da Manuele Bertoli, direttore del DECS <em>(<a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Svendita-identita-Bertoli-13-03-2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La svendita della propria identit\u00e0<\/a>,<\/em> sul Corriere del Ticino). \u00abDa presidente del Forum per l\u2019italiano \u2013 ha sottolineato il ministro \u2013 in Svizzera ho difeso, con altri, l\u2019italianit\u00e0 in tutto il Paese, ma non credevo di dover arrivare al punto di doverla difendere anche in Ticino. Oltretutto in nome di una commercializzazione della scuola, perch\u00e9 non si vedono all\u2019orizzonte soggetti senza scopo di lucro interessati particolarmente ad offrire questi curricoli\u00bb.<\/p>\n<p>Pamini ha assicurato: \u00abNella prossima legislatura faremo una nuova proposta, riservandoci la via dell\u2019iniziativa popolare, perch\u00e9 siamo stufi di questo approccio statalista e monoculturale\u00bb. O tempora, o mores.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/menti-bilingui-da-offrire-al-mercato-del-lavoro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"5\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-300x3.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-768x8.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-600x7.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1536x17.jpg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg 1544w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/poteri\/gc\/attivita\/ordine-del-giorno\/dettaglio?user_gcparlamento_pi9%5bodgId%5d=8762&amp;user_gcparlamento_pi9%5bref%5d=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui<\/a><\/strong> si trovano le informazioni e i documenti relativi alla <em>\u201cTrattanda n\u00b0 11\u201d<\/em> dell\u2019ordine del giorno della seduta del Gran consiglio di luned\u00ec 13 marzo 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scontro ai voti, in Gran Consiglio, sul tedesco in Prima Media: ha prevalso, una volta di pi\u00f9, un\u2019idea \u201cstrumentale\u201d di formazione scolastica, tutta orientata verso gli sbocchi professionali Da almeno un paio di decenni la scuola pubblica sta subendo una strisciante trasformazione di senso, senza che qualcuno si alzi e dica cip. 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