{"id":5954,"date":"2023-04-15T19:00:10","date_gmt":"2023-04-15T17:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5954"},"modified":"2023-04-15T19:06:12","modified_gmt":"2023-04-15T17:06:12","slug":"la-scuola-delle-pari-opportunita-e-della-differenziazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-delle-pari-opportunita-e-della-differenziazione\/","title":{"rendered":"La scuola delle pari opportunit\u00e0 e della differenziazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #002159; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"> Nell\u2019era di un piano di studio, autoritario e complesso, che finisce per trasformare la vita a scuola in un cimitero dell\u2019entusiasmo e della passione<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla si scuola, soprattutto di scuola dell\u2019obbligo, piace a molti sciacquarsi la bocca con le pari opportunit\u00e0 e la differenziazione. Quasi mai si riesce a capire cosa si intenda per differenziazione. Le pari opportunit\u00e0 che si vorrebbero a scuola, invece, sono pi\u00f9 esplicite. Di solito chi le evoca intende dire che a ogni allievo vengono garantite identiche condizioni di partenza: gli stessi programmi, gli stessi supporti didattici, gli stessi insegnanti (il prof. Zambelloni, una volta, osserv\u00f2 ironicamente che nella scuola coesistono insegnanti straordinariamente bravi e insegnanti normalmente bravi).<\/p>\n<p>Ad esempio, Sergio Morisoli, oggi parlamentare UDC, scrisse che \u00abOccorre garantire le stesse condizioni di partenza per tutti, ma non la parit\u00e0 di risultati. La scuola va differenziata, non siamo tutti uguali (CdT 12.08.2012)\u00bb. Circola una vignetta che, col dovuto cinismo, illustra questa diffusa versione delle pari opportunit\u00e0. Vi si vede un maestro, seduto alla cattedra, davanti a una classe un po\u2019 speciale: un corvo, uno scimpanz\u00e9, un marab\u00f9, un elefante, un pesce rosso nella sua boccia di vetro, una foca e un cane, e sullo sfondo un albero. <em>Bene<\/em> \u2013 dice il maestro \u2013 <em>adesso facciamo un esercizio. Il compito \u00e8 uguale per tutti: arrampicatevi sull\u2019albero\u00bb.<\/em> \u00c8 quel che succede a scuola. Un mese dopo l\u2019inizio dell\u2019anno scolastico c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi arranca, non capisce, resta indietro. Poi arriveranno gli specialisti, i genitori saranno convocati e sentiranno dirsi che il pargolo ha tante difficolt\u00e0. Magari a fine anno sar\u00e0 bocciato (oggi si dice \u00abrallentato\u00bb), e l\u2019anno dopo dovr\u00e0 rifare anche quel che aveva gi\u00e0 imparato.<\/p>\n<p>Su un numero speciale della rivista romanda <em>\u00c9ducateur<\/em> (febbraio 2012), dedicato ai cento anni di vita dell\u2019<em>Institut Jean-Jacques Rousseau<\/em> di Ginevra, il sociologo Walo Hutmacher pubblic\u00f2 un articolo dal titolo intrigante: <em>R\u00e9clamer l\u2019\u00e9galit\u00e9 des chances, c\u2019est s\u2019emp\u00eacher de viser l\u2019\u00e9galit\u00e9 des r\u00e9sultats a un niveau \u00e9lev\u00e9<\/em>. \u00abLe pari opportunit\u00e0 \u2013 scriveva \u2013 fanno parte della scuola pubblica. Ma \u00e8 un\u2019uguaglianza astratta, di maniera, perch\u00e9 presume, senza dirlo, che la scuola di base sia una gara, cos\u00ec che ha un senso solo in una scuola selettiva\u00bb.<\/p>\n<p>Rivolgendosi alla politica per contraddire quella sorta di <em>mainstream<\/em> che si \u00e8 appropriato di due parole \u2013 <em>pari opportunit\u00e0<\/em> \u2013 per farne un comodo alibi, continuava cos\u00ec: \u00abContrariamente a ci\u00f2 che dicono tutti i partiti, la politica non deve mirare alle pari opportunit\u00e0, ma puntare all\u2019equit\u00e0 dei risultati a livello elevato, allo scopo di creare buone capacit\u00e0 per affrontare le esigenze della vita sociale, civica ed economica. L\u2019equit\u00e0 dei risultati \u00e8 meno astratta delle pari opportunit\u00e0. In senso assoluto \u00e8 inarrivabile, ma si pu\u00f2 tentare con tenacia di avvicinarvisi. Bisogna per\u00f2 farne un\u2019ambiziosa meta politica. La logica della selezione estremizza le regole del gioco: per allievi e genitori che sono, loro malgrado, protagonisti di un processo di selezione, lo scopo principale non \u00e8 quello di imparare, bens\u00ec di \u201criuscire\u201d, di \u201cessere promosso\u201d. In questa logica i pi\u00f9 bravi si accontentano di \u201cgestire la loro media\u201d col minimo sforzo, mentre i pi\u00f9 deboli si scoraggiano davanti a ostacoli che ritengono di non poter superare\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019attuale <em>Piano di studio della scuola dell\u2019obbligo<\/em> richiama una dichiarazione d\u2019intenti della Conferenza intercantonale dell\u2019istruzione pubblica della Svizzera romanda e del Ticino, che, tra tante enunciazioni, afferma che \u00abLa Scuola pubblica assume compiti di educazione e di trasmissione di valori sociali, tra i quali <em>la promozione delle pari opportunit\u00e0<\/em> a livello di riuscita scolastica\u00bb. Un dichiarazione per lo meno ambigua, soprattutto alla luce delle quasi 300 pagine che dovrebbero contestualizzare gli obiettivi della scuola obbligatoria attraverso i \u00abpiani disciplinari\u00bb, le sue \u00abaree\u00bb e le sue materie.<\/p>\n<p>I programmi delle scuole obbligatorie del 1959 \u2013 Scuola elementare e maggiore, scuola di economia domestica e di avviamento professionale \u2013 di pagine ne avevano 74. E cos\u00ec introducevano il discorso: \u00abUn programma non pu\u00f2 essere che uno schema offerto all\u2019insegnante perch\u00e9 lo trasformi in cosa compiuta e viva\u00bb. Diciamo che c\u2019era una diversa stima degli insegnanti e dei loro allievi.<\/p>\n<p>Ora invece siamo confrontati con un piano di studi velleitario e illusorio, che ha bisogno, per funzionare in qualche modo, di tante figure professionali che si accalcano nelle aule, frammentano le competenze, diluiscono le responsabilit\u00e0. Nella scuola obbligatoria si possono incontrare i docenti di appoggio, di sostegno pedagogico, di lingua e integrazione degli alloglotti, oltre a logopedisti, psicomotricisti, psicologi, specialisti per la gestione dei casi difficili e operatrici pedagogiche per l\u2019integrazione.<\/p>\n<p>Permane, sullo sfondo, la solitudine del docente, che dovrebbe essere il vero regista di ci\u00f2 che succede nella sua aula. Invece quel Piano di studio, autoritario e complesso, finisce per trasformare la vita a scuola in un cimitero dell\u2019entusiasmo e della passione, per chi deve insegnare e per chi deve apprendere. Vedremo presto se ci saranno la volont\u00e0 politica e la capacit\u00e0 e di ricreare una scuola serena, in cui insegnare e imparare tornino a essere momenti da ricordare per tutta la vita con almeno un po\u2019 di piacere.<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-delle-pari-opportunita-e-della-differenziazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"5\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-300x3.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-768x8.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-600x7.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1536x17.jpg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg 1544w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>Nel mio blog si trovano numerosi articoli sul tema delle pari opportunit\u00e0 nella scuola. Alcuni sono stai pubblicati su giornali o riviste (soprattutto nella rubrica \u00abFuori dal&#8217;aula\u00bb, che ho firmato sul Corriere del Ticino per quasi vent&#8217;anni). Altri sono apparsi solo nel blog. Tra questi mi piace richiamare <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=2876\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cos\u2019hanno ancora di cos\u00ec rivoluzionario, oggi, le pari opportunit\u00e0?<\/a> (16.05.2016).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019era di un piano di studio, autoritario e complesso, che finisce per trasformare la vita a scuola in un cimitero dell\u2019entusiasmo e della passione Quando si parla si scuola, soprattutto di scuola dell\u2019obbligo, piace a molti sciacquarsi la bocca con le pari opportunit\u00e0 e la differenziazione. 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