{"id":5975,"date":"2023-04-28T21:45:27","date_gmt":"2023-04-28T19:45:27","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=5975"},"modified":"2023-04-29T16:41:53","modified_gmt":"2023-04-29T14:41:53","slug":"la-scuola-come-cantiere-davvero-sperimentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-come-cantiere-davvero-sperimentale\/","title":{"rendered":"La scuola come cantiere davvero sperimentale"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #8c2110; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\"> Un luogo dove si eserciti la cooperazione, la comunicazione, la creativit\u00e0, l\u2019autonomia dell\u2019allievo, con maestri normali: n\u00e9 eroi n\u00e9 missionari<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Si dice che la scuola sia un cantiere perennemente aperto \u2013 <em>semper reformanda,<\/em> ha scritto qui Saverio Snider <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-le-riforme-e-la-trappola-dellindividualismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qualche giorno fa<\/a>. \u00c8 una visione che tiene duro almeno da mezzo secolo. Parrebbe, insomma, una sorta di <em>Sagrada Fam\u00edlia,<\/em> ma senza data di scadenza.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 difficile capire quando fu aperto il cantiere della scuola contemporanea, mentre si sa che l\u2019obbligo di frequentarla rimanda a inizio \u2019800. Oggi non le sfugge praticamente nessuno: tra i quattro e i quindici anni un allievo che non ripete neanche una classe trascorre a scuola ben pi\u00f9 di diecimila ore, senza contare i compiti a casa. Ha scritto Philippe Perrenoud, sociologo ginevrino, che se la medicina potesse occuparsi della popolazione anche solo per una porzione infinitesimale del tempo della scuola, non le si perdonerebbe nemmeno un raffreddore.<\/p>\n<p>Il cantiere \u00e8 sempre aperto, ma a me pare che dietro le narrazioni, gli studi e i rapporti, questa scuola continua ad assomigliare maledettamente a quella che avevo frequentato negli anni \u201960. Ci sono un sacco di riforme pi\u00f9 amministrative che pedagogiche, tant\u2019\u00e8 che il modello pedagogico ancor oggi egemonico \u00e8 anche quello pi\u00f9 conosciuto: lezione ex cathedra (la lezione resta ex cathedra anche laddove l\u2019insegnante passeggia tra i banchi) + esercizi applicativi (sovente da svolgere a casa propria) \u21fe valutazione.<\/p>\n<p>A parte questo piccolo appunto, l\u2019articolo di Snider \u00e8 interessante, bench\u00e9 finir\u00e0 probabilmente anch\u2019esso, come tanti altri, nel cassetto delle buone riflessioni. Naturalmente ne \u00e8 consapevole, tanto che, scrive: \u201c<em>ricette non ne ho, se non quella di riuscire a cambiare la testa della maggioranza delle persone, impresa che, pensando alla scuola, nemmeno a quella eccezionale ed esemplare personalit\u00e0 che fu don Milani riusc\u00ec ai suoi tempi\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Don Lorenzo \u00e8 stato un personaggio importante. La sua \u00abLettera a una professoressa\u00bb fu oggetto di citazioni e censure. Si citava ci\u00f2 che faceva comodo, confidando che tra citarla e leggerla poteva esserci un mare. Si parlava volentieri della sua scuola, nata da alcuni contrasti con la Curia di Firenze, che lo allontan\u00f2 mandandolo a Barbiana, paesello sperduto della Toscana.<\/p>\n<p>Cos\u00ec don Milani diventa un modello da imitare, bench\u00e9 il contesto stesso in cui si svolse l\u2019esperienza pedagogica del priore toscano sia unico e forse irripetibile. La sua visione di scuola prevede esplicitamente che il maestro \u00e8 e deve essere un missionario, una sorta di eroe e di martire: <em>\u00abLa scuola a pieno tempo presume una famiglia che non intralcia. Per esempio quella di due insegnanti, marito e moglie, che avessero dentro la scuola una casa aperta a tutti e senza orario. L\u2019altra soluzione \u00e8 il celibato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra storia affascinante, iniziata nel 1920 e che dura tutt\u2019ora. \u00c8 la storia di C\u00e9lestin Freinet (1896-1966), che sceglie di fare il maestro e vuole riformare la scuola partendo dai suoi pessimi ricordi di alunno. Nella scuola del suo villaggio, nelle Alpi marittime francesi, c\u2019era un solo libro di lettura per tutta la classe, si ricevevano tutti le stesse lezioni frontali, a cui si doveva rispondere con la capacit\u00e0 mnemonica, per imparare quelle nozioni e saperle ripetere<em>.<\/em><\/p>\n<p>A partire da quel suo primo anno di scuola, Freinet diede vita a una pedagogia basata sulla costruzione del sapere attraverso la sperimentazione, la cooperazione, la comunicazione, la creativit\u00e0, l\u2019autonomia. Siamo nel campo della <em>scuola attiva,<\/em> in cui l\u2019insegnante ha un ruolo centrale e nel contempo discosto. \u00c8 lui che provoca i processi di apprendimento, che favorisce la cooperazione e la collaborazione, anche per rafforzare la forza e le opportunit\u00e0 offerte dal gruppo, in un contesto che fa a pugni con la competizione per essere il primo della classe. Secondo Freinet si impara a parlare parlando e a camminare camminando, cos\u00ec come si acquisisce la conoscenza sperimentando, in un modo che lui chiama \u00abnaturale\u00bb. Nella sua classe ci sono diversi laboratori: per il lavoro manuale di base (allevamento, lavoro dei campi, falegnameria, costruzioni\u2026) e per le attivit\u00e0 pi\u00f9 evolute, socializzate e intellettualizzate (ricerca, conoscenza, documentazione; sperimentazione; creazione, espressione e comunicazione grafica e artistica)<em>.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5974 size-full\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Limprimerie-a-lecole.jpeg\" alt=\"\" width=\"773\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Limprimerie-a-lecole.jpeg 773w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Limprimerie-a-lecole-300x193.jpeg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Limprimerie-a-lecole-768x495.jpeg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/Limprimerie-a-lecole-600x387.jpeg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px\" \/><\/p>\n<p>Assai nota \u00e8 la sua invenzione della tipografia scolastica, che compare nella scuola dove insegnava gi\u00e0 nei primi anni \u201920, una moderna tecnologia per imparare a scrivere e a comunicare. Porta a scuola i caratteri mobili coi quali ogni allievo scrive le sue frasi. I testi venivano poi stampati con una pressa e diventavano il giornalino. Molte, come si pu\u00f2 intuire, sono le competenze messe in gioco e, nel contempo, si sviluppa il senso di collaborazione reciproca<em>.<\/em><\/p>\n<p>Nel corso degli anni le sue tecniche si svilupperanno e, attraverso il giornalino e la corrispondenza scolastica, coinvolgeranno altri maestri incuriositi e affascinati da questa pedagogia cos\u00ec diversa. A partire dagli anni \u201950 la corrispondenza tra scuole e lo scambio di giornalini riguard\u00f2 un numero crescente di maestri, tanto che nel 1957 fu istituita la <em>Federazione Internazionale dei Movimenti di Scuola Moderna,<\/em> alla quale seguirono negli anni altre importanti associazione sparse nel mondo \u2013 da noi, ad esempio, CEMEA Ticino.<\/p>\n<p>L\u2019approccio di Freinet alla scuola \u00e8 naturale, popolare, attivo, umanista nel senso pi\u00f9 esteso e liberale del termine. Converrebbe conoscere bene i lavori di C\u00e9lestin Freinet e dei suoi epigoni, che hanno disegnato una scuola idealista ma non utopica, fatta da professionisti preparati, laici e intellettualmente liberi<em>.<\/em><\/p>\n<p>Maestri normali, n\u00e9 eroi n\u00e9 missionari<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-come-cantiere-davvero-sperimentale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=474%2C5&amp;ssl=1\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1024%2C11&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=300%2C3&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=768%2C8&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=600%2C7&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1536%2C17&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=1544&amp;ssl=1 1544w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=948&amp;ssl=1 948w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=1422&amp;ssl=1 1422w\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"5\" data-attachment-id=\"5151\" data-permalink=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=5151\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=1544%2C17&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1544,17\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Linea doppia verde\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=300%2C3&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=474%2C5&amp;ssl=1\" \/><\/strong><\/p>\n<p>La citazione di don Milani \u00e8 tratta da <em>Lettera a una professoressa, <\/em>1967, Libreria editrice fiorentina, p. 86<\/p>\n<h5><strong>Altri riferimenti:<\/strong><\/h5>\n<p>C\u00c9LESTIN FREINET, <em>La scuola moderna \u2013 Guida pratica per l\u2019organizzazione materiale, tecnica e pedagogica della scuola popolare, <\/em>trad. it. di Enrico Bottero, 2022, Trieste: Asterios Editore<\/p>\n<p>PHILIPPE PERRENOUD, <em>La p\u00e9dagogie \u00e0 l\u2019\u00e9cole des diff\u00e9rences &#8211; Fragments d\u2019une sociologie de l\u2019\u00e9chec,<\/em> 1995, Paris: ESF \u00e9diteur<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/convergences-educnouv.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Convergence(s) pour l\u2019Education Nouvelle<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un luogo dove si eserciti la cooperazione, la comunicazione, la creativit\u00e0, l\u2019autonomia dell\u2019allievo, con maestri normali: n\u00e9 eroi n\u00e9 missionari Si dice che la scuola sia un cantiere perennemente aperto \u2013 semper reformanda, ha scritto qui Saverio Snider qualche giorno fa. \u00c8 una visione che tiene duro almeno da mezzo secolo. 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