{"id":601,"date":"2009-10-20T15:28:15","date_gmt":"2009-10-20T16:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=601"},"modified":"2009-10-20T15:28:15","modified_gmt":"2009-10-20T16:28:15","slug":"per-fare-il-genitore-servono-soldi-non-mense-e-doposcuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/per-fare-il-genitore-servono-soldi-non-mense-e-doposcuola\/","title":{"rendered":"Per fare il genitore servono soldi, non mense e doposcuola"},"content":{"rendered":"<p>\u00abPi\u00f9 mense, pi\u00f9 doposcuola e pi\u00f9 sezioni di scuola d\u2019infanzia a orario prolungato per rispondere ai bisogni delle famiglie in tutto il Cantone\u00bb: \u00e8 un altro dei postulati sostanziali dell\u2019iniziativa \u00abAiutiamo le scuole comunali\u00bb, di cui ho gi\u00e0 scritto poco tempo fa (Corriere del 7 ottobre). La richiesta di potenziamento dell\u2019offerta para-scolastica \u00e8 un must assai recente. Per quanto riguarda il nostro Cantone si tratta di una rivendicazione che ha preso lo slancio dalla \u201cstorica\u201d votazione del 18 febbraio \u201901: chi non se ne ricorda? La campagna in vista del voto sul finanziamento pubblico della scuola privata era stata largamente dominata da questi temi, pi\u00f9 sociali che pedagogici, tanto da spingere il filosofo Franco Zambelloni a chiedersi se si votava per le mense o per la difesa di un programma repubblicano. La pretesa di chiedere alla scuola di occuparsi anche della pausa-pranzo e, appunto, del doposcuola \u00e8 uno di quegli argomenti che sembrano fare il pieno di consensi. Avenir Suisse \u2013 che si definisce think tank su argomenti economici e sociali \u2013 ne ha fatto un cavallo di battaglia gi\u00e0 da diversi anni; ma sulla stessa lunghezza d\u2019onda si collocano gli ambienti di sinistra che hanno lanciato l\u2019iniziativa di soccorso alle scuole comunali. Ha scritto Loredana Schlegel, tra i proponenti della raccolta firme, che mentre lo Stato brilla negli ultimi anni per la sua politica sparagnina, che vede sacrificati sull\u2019altare delle difficolt\u00e0 finanziarie un gran numero di bisogni, \u00ab\u2026 dalla societ\u00e0 sono emerse ulteriori richieste, [come] un maggior impegno pubblico nella creazione di quei servizi parascolastici (\u2026) che permettono ai genitori di conciliare famiglia e lavoro\u00bb (CdT, 15.10.09). Dunque: da destra a sinistra sono tutti compatti nel suggerire quegli accorgimenti che permetterebbero di ristabilire la serenit\u00e0 delle famiglie, a tutto vantaggio dell\u2019educazione dei futuri cittadini.<br \/>\nEppure c\u2019\u00e8 qualcosa che non quadra, in questo tutt\u2019altro che estemporaneo consenso politico. Sintetizzando al massimo, direi che i genitori che hanno necessit\u00e0 di mense e doposcuola non appartengono tutti alle stesse categorie sociali e, soprattutto, sono mossi da motivazioni abbastanza diverse. Ci sono coppie che, potendo lavorare in due, migliorano il budget familiare e possono permettersi qualche sfizio in pi\u00f9. Ci sono i genitori che, attraverso il lavoro, \u201csi realizzano\u201d. Altri ancora \u2013 e sono forse la maggioranza \u2013 non hanno scelta: con un solo salario e qualche figlio da crescere la fine del mese diventa un\u2019odissea di sofferenze e rinunce dolorose, di sogni irrealizzabili bench\u00e9 modesti. Nulla di riprovevole in chi sta bene e vuole star meglio, ci mancherebbe. Sono tuttavia convinto che molti genitori preferirebbero fare a meno delle mense e dei doposcuola, per poter crescere i propri figli senza troppi assilli, invece che incontrarsi di rado e trascorrere le giornate dietro la cassa del supermercato, o a sgrassare piatti e padelle dall\u2019alba al tramonto o, ancora, ad affannarsi con occupazioni che uno, se appena pu\u00f2, cede volentieri ad altri: per lo pi\u00f9 con salari assurdi. Si capisce quindi perch\u00e9 gli ambienti economici reclamino a gran voce mense, asili nido e affini. Un po\u2019 meno chiara, invece, \u00e8 la posizione di quelle frange politiche che cavalcano strenuamente il sostegno alle famiglie \u2013 la prima cellula educativa di una societ\u00e0 sana \u2013 ma sostengono nel contempo la necessit\u00e0 di quei servizi senza i quali non potremmo mandarle tutte a lavorare. L\u2019intervento avveduto dello Stato, al contrario, sarebbe quello di consentire alle mamme di fare le mamme e ai pap\u00e0 di fare i pap\u00e0.<br \/>\nQuanto al fatto che sia la scuola a doversi far carico delle sue pause, ci sarebbe molto da discutere. Di sicuro refezioni e corsi di doposcuola sottraggono importanti energie a molte direzioni scolastiche; e con i problemi educativi generati dalla societ\u00e0 odierna \u2013 non ultimo quello dei tanti bambini ragazzi e giovani che i genitori li vedono quando capita, magari stanchi morti e nervosi \u2013 sarebbe il caso di potersi occupare a tempo pieno di ci\u00f2 che la scuola \u00e8 veramente in grado di fare. Senza diversivi da societ\u00e0 ricca e irresponsabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPi\u00f9 mense, pi\u00f9 doposcuola e pi\u00f9 sezioni di scuola d\u2019infanzia a orario prolungato per rispondere ai bisogni delle famiglie in tutto il Cantone\u00bb: \u00e8 un altro dei postulati sostanziali dell\u2019iniziativa \u00abAiutiamo le scuole comunali\u00bb, di cui ho gi\u00e0 scritto poco tempo fa (Corriere del 7 ottobre). 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