{"id":603,"date":"2009-11-17T15:29:36","date_gmt":"2009-11-17T16:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=603"},"modified":"2017-04-26T12:52:11","modified_gmt":"2017-04-26T10:52:11","slug":"di-educazione-crocifissi-e-minareti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/di-educazione-crocifissi-e-minareti\/","title":{"rendered":"Di educazione, crocifissi e minareti"},"content":{"rendered":"<p>Siamo in piena campagna per il voto sull\u2019iniziativa \u00abContro l\u2019edificazione dei minareti\u00bb, una consultazione dai toni chiaramente xenofobi e nazionalisti: se ne sentono un po\u2019 di tutti i colori e non \u00e8 chiaro come faranno i cittadini a infilare nell\u2019urna un s\u00ec o un no meditato e convinto. Neanche a farlo apposta in Italia \u00e8 scoppiata la polemica sui crocifissi, dopo che la corte europea dei diritti dell\u2019uomo ha ravvisato nella loro presenza nelle aule scolastiche \u00abuna violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni\u00bb e un\u2019inosservanza della \u00ablibert\u00e0 di religione degli alunni\u00bb. I due argomenti non hanno nulla in comune l\u2019uno con l\u2019altro, se non un vago richiamo alla religione, che il caso ha dato contemporaneamente in pasto all\u2019opinione pubblica. Eppure se ne stanno leggendo di cotte e di crude, in un miscuglio di \u201copinioni\u201d per lo pi\u00f9 campate in aria e condite di frasi fatte, pregiudizi, aria fritta e chiusura allo stato puro. Fanno addirittura sorridere i tanti articoli firmati dalle migliori penne del Paese &#8211; seri, fondati, motivati e corredati di dotte citazioni &#8211; che tentano di far riflettere il popolo svizzero sulla pretestuosit\u00e0 dell\u2019iniziativa anti Islam: basta leggere un qualsiasi blog, senza disdegnare le sempre affollate rubriche dei lettori, per rendersi conto di come molti non siano probabilmente nemmeno in grado di decifrare e, soprattutto, di capire molte di queste argomentazioni. Dunque, come spesso accade, anche stavolta il popolo sovrano decider\u00e0 di pancia, alla faccia di chi reputa che nell\u2019epoca dell\u2019istruzione di massa e della democratizzazione degli studi l\u2019essere andati a lungo a scuola possa configurarsi come una garanzia di cultura e di capacit\u00e0 di costruirsi un\u2019opinione plausibile e ragionata. Cos\u00ec c\u2019\u00e8 chi voter\u00e0 contro l\u2019edificazione dei minareti perch\u00e9 s\u2019immagina il muezzin che si sgola a un tiro di schioppo dalla sua finestra e chi vede gi\u00e0 le (nostre) donne al supermercato col burqa; e poi, chiss\u00e0?, magari in un futuro non lontano i nostri figli dovranno studiare il Corano a scuola, all\u2019ombra della mezzaluna che avr\u00e0 fatalmente sostituito il crocifisso (dapprima bandito dai burocrati di Strasburgo). Baggianate, che per\u00f2 hanno fatto breccia nella mente di molte persone.<br \/>\nC\u2019entra qualcosa la scuola, in tutto questo? Direttamente forse no. Sotto sotto certamente s\u00ec. Da un po\u2019 di anni a questa parte, la \u00abvisione pluralistica storicamente radicata nella realt\u00e0 del Paese\u00bb di cui parla la nostra legge della scuola \u00e8 stata travolta dalle lingue, dalle nuove tecnologie e da un eccesso di scienze esatte. \u00c8 vero che gi\u00e0 negli anni \u201970 la Svizzera conobbe da vicino consultazioni popolari che andavano a solleticare i nostri istinti pi\u00f9 egoisti: ma il dibattito attorno alle proposte dell\u2019Azione nazionale contro la forte presenza di Gastarbeiter fu un momento di confronto serio e legittimo, partito da un problema concreto, tra chi sosteneva che la barca era piena e chi faceva notare come l\u2019importazione di braccia aveva portato con s\u00e9 degli uomini. Altro che burqa e muezzin e mezza luna. Che fare dunque? Naturalmente, come sempre, le questioni sono complesse e non vi sono dietro l\u2019angolo soluzioni magiche e alla buona. Almeno a questo livello, per\u00f2, la politica scolastica degli ultimi decenni \u00e8 se non altro una parziale disfatta. E allora \u00e8 il momento che gli Stati sanciscano coi fatti che l\u2019assoluta padronanza della lingua materna &#8211; la lingua per pensare e ragionare &#8211; \u00e8 pi\u00f9 importante di un po\u2019 di tedesco, un pizzico di francese e inglese quanto basta; che lo studio della storia \u00e8 fondamentale per gli individui e per la Societ\u00e0; che le discipline umanistiche sono l\u2019indispensabile strada da percorrere per educare sul serio \u00abpersone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare sempre pi\u00f9 le istanze di giustizia e di libert\u00e0\u00bb. \u00c8, questa, una scelta indifferibile, anche per consentire a chiunque di districarsi in modo sensato nella marea di tesi che giornalmente ci sommergono in maniera compulsiva: non solo la televisione, oggi, \u00e8 una cattiva maestra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo in piena campagna per il voto sull\u2019iniziativa \u00abContro l\u2019edificazione dei minareti\u00bb, una consultazione dai toni chiaramente xenofobi e nazionalisti: se ne sentono un po\u2019 di tutti i colori e non \u00e8 chiaro come faranno i cittadini a infilare nell\u2019urna un s\u00ec o un no meditato e convinto. 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