{"id":6065,"date":"2023-08-10T18:30:16","date_gmt":"2023-08-10T16:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6065"},"modified":"2023-08-10T18:30:16","modified_gmt":"2023-08-10T16:30:16","slug":"xenofobia-razzismo-e-rispetto-fra-i-banchi-di-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/xenofobia-razzismo-e-rispetto-fra-i-banchi-di-scuola\/","title":{"rendered":"Xenofobia, razzismo e rispetto fra i banchi di scuola"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #000000; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #da3a30;\"> Discriminazioni e diritti calpestati passano pi\u00f9 o meno sotterraneamente ogni giorno fra i gesti e le parole di allievi, docenti e famiglie. Urge una nuova sensibilit\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il Codice penale svizzero si occupa dettagliatamente, ormai da trent\u2019anni, di <em>Discriminazione e incitamento all\u2019odio.<\/em> Lo fa con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.fedlex.admin.ch\/eli\/cc\/54\/757_781_799\/it#book_2\/tit_12\/lvl_u9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">art. 261<sup>bis<\/sup><\/a>, che tratta di razzismo, xenofobia e dintorni: sarebbe utile leggerlo a scuola, assieme alla Costituzione, e spiegarlo a insegnanti, alunni e genitori; e rinfrescarne regolarmente la memoria.<\/p>\n<p>Simonetta Caratti, su <a href=\"https:\/\/www.laregione.ch\/opinioni\/commento\/1682532\/razzismo-scuola-pregiudizi-paese-unicorni-stranieri\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">laRegione<\/a> del 17 luglio, ha pubblicato un commento particolarmente interessante. \u00abImparare cos\u2019\u00e8 il razzismo sin da piccoli, evita di diventare adulti discriminatori. \u00c8 una sfida che riguarda l\u2019intera societ\u00e0, in particolare la scuola, dove si stanno moltiplicando le segnalazioni di casi di razzismo, soprattutto verso persone afrodiscendenti\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec continua: \u00abChe ci sia chi gira la testa dall\u2019altra parte \u00e8 deludente. L\u2019apertura si insegna con l\u2019esempio quotidiano di tolleranza, prendendo posizione e condannando apertamente i comportamenti razzisti. Specialmente docenti, direttori e chi sta sopra. L\u2019esempio deve venire dall\u2019alto in una societ\u00e0 che \u00e8 permeata da un razzismo strutturale. Se un ragazzino cresce a pane e pregiudizi, c\u2019\u00e8 da sperare che in classe incontri un adulto che sappia mostrargli altri punti di vista, che allarghi il suo angusto modo di giudicare, che lo renda attento alle parole divisive che feriscono\u00bb.<\/p>\n<p>Purtroppo l\u2019educazione alla tolleranza, all\u2019empatia, al rispetto, al diritto, alla democrazia \u00e8 un po\u2019 come l\u2019educazione civica. Certo, la si pu\u00f2 confinare dentro una materia scolastica, coi suoi test e gli immarcescibili voti impressi sul libretto: come ha fatto recentemente il nostro Cantone. Ma, sin qua, non si vedono, neanche di sfuggita, risultati di qualche tipo; non fosse cos\u00ec, non saremmo qui a parlare di razzismo.<\/p>\n<p>Negli anni \u201980 del secolo passato la scuola del nostro Cantone fu confrontata per la prima volta con un\u2019immigrazione che non parlava italiano. Oddio, l\u2019affermazione \u00e8 vera solo fino a un certo punto, perch\u00e9 <em>prima<\/em> c\u2019era stato un altro fenomeno migratorio che parlava tedesco, ma non erano <em>Gastarbeiter.<\/em> Per i migranti germanofoni del secondo dopoguerra, spesso ricchi e c\u00f3lti, si cre\u00f2 il primo servizio per gli alloglotti. La Legge della scuola del 1958 si era occupata di loro, e cos\u00ec aveva statuito: <em>Il comune pu\u00f2 istituire corsi preparatori di lingua italiana destinati agli allievi di altra lingua che non sono in grado di seguire normalmente le lezioni comuni<\/em> (art. 94, Corsi per allievi d\u2019altra lingua).<\/p>\n<p>Giunsero, negli anni seguenti, bresciani, bergamaschi, vigezzini, ma parlavano italiano. Durante il boom economico, che fu anche il boom di quella speculazione edilizia che, d\u2019altra parte, continua imperterrita, i migranti in Svizzera erano per lo pi\u00f9 italiani del meridione, che i predecessori lombardo-veneto-piemontesi chiamavano terroni. Nel resto della Svizzera squill\u00f2 l\u2019allarme, e nel giugno del 1970 il popolo svizzero and\u00f2 alle urne per esprimere il proprio parere sulla campagna contro l\u2019inforestierimento, promossa da James Schwarzenbach, politico di estrema destra: tra <em>La barca \u00e8 piena<\/em> e <em>Cercavamo braccia, sono arrivati uomini.<\/em> La proposta fu respinta dal 54% dei votanti.<\/p>\n<p>Poi cominciarono a confluire in Ticino altre famiglie, provenienti da diverse parti dell\u2019Europa e del mondo, chi per motivi economici, chi per ragioni di guerra e di sopraffazione. E non parlavano italiano. I numeri esplosero a macchia di leopardo in alcuni centri ticinesi. Gi\u00e0 nel 1983 si riscopr\u00ec quell\u2019art. 94 della legge scolastica per mettere in piedi i primi corsi per i nuovi alloglotti. A Locarno, nell\u2019ultimo decennio del \u2019900, si registrarono percentuali attorno al 20%. Erano famiglie di rifugiati e lavoratori ai quali non mancava solo la lingua italiana. Erano storie di sofferenza e di emarginazione, che le fragili proposte interculturali non riuscivano a scalfire, cos\u00ec come si era disarmati di fronte al clima razzista e xenofobo che strisciava in un <em>mainstream<\/em> neanche tanto velato.<\/p>\n<p>E allora: ha ragione Simonetta Caratti? Certo. Ci sono tante \u201ccose\u201d che si possono fare a scuola, sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, a partire dalla condanna ferma e rigorosa di chi osa voltare la testa dall\u2019altra parte di fronte a ogni episodio di discriminazione pi\u00f9 o meno palese. Ma di ci\u00f2 di cui parla il 261<sup>bis <\/sup>del Codice penale ci sono occasioni a iosa, a scuola, per parlare, fare cultura, educare. Di ci\u00f2 che il codice penale dovrebbe punire sono piene le arti \u2013 la letteratura, la poesia, la musica, la pittura, la religione, il teatro, il cinema. Ci sono i piccoli e grandi episodi della quotidianit\u00e0, che si possono spiegare e commentare: anche quella dei giornali, dei TG, dei settimanali, dei social (si vedano, <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/nel-mio-sangue-circola-sangue-delle-camicie-nere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in questa sede<\/a> le esternazioni social dentro un gruppo Facebook privato di sostenitori di Lega e Udc).<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se i giovani formati o abilitati dalla SUPSI per insegnare nelle nostre scuole conoscono \u2013 per citarne uno non a caso \u2013 i lavori di <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=731\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Janusz Korczak<\/a>, pedagogista, scrittore e medico polacco che fa parte a buon diritto della storia della scuola e dell\u2019educazione? Ha scritto Erri De Luca: <em>\u00abPassai per via Krochmalna, dove abitavano i Singer, e per via Sliska, dove c\u2019era l\u2019orfanotrofio diretto da Janusz Korczak, che s\u2019incammin\u00f2 coi suoi centonovantadue bambini allineati verso i vagoni aperti della Umschlagplatz. Se riferiti a persone, i numeri vanno scritti per me in lettere. Le cifre vanno bene per ogni contabilit\u00e0, tranne che per le vite umane. Per loro ci vogliono le lettere: centonovantadue bambini. Con quella schiera disciplinata e muta Korczak entr\u00f2 nudo nei tre recinti concentrici del campo di Treblinka fino agli stanzoni dell\u2019asfissia\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Poi, naturalmente, servono modelli significativi: in famiglia, a scuola, nella politica, in radio, in TV, su giornali, portali e blog. Oggi pi\u00f9 di ieri il consenso attorno ai valori etici da trasmettere attraverso l\u2019esperienza e la conoscenza non ruota pi\u00f9 attorno a un modello riconosciuto di Societ\u00e0 civile. La scuola, quindi, sembra assomigliare sempre meno al Paese in cui opera: ma tant\u2019\u00e8, la confusione \u00e8 universale. Cos\u00ec ci si potrebbe chiedere, credo legittimamente, se nel Piano di studio della nostra scuola ci sia spazio per quel che taluni considerano argomenti di nessuna importanza: la xenofobia, il razzismo, il rispetto. Il diritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=474%2C5&amp;ssl=1\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1024%2C11&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=300%2C3&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=768%2C8&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=600%2C7&amp;ssl=1 600w, 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umanissimo film che dovrebbe far parte della formazione di ogni giovane.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=474%2C5&amp;ssl=1\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1024%2C11&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=300%2C3&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=768%2C8&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=600%2C7&amp;ssl=1 600w, 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