{"id":609,"date":"2010-10-18T15:31:33","date_gmt":"2010-10-18T16:31:33","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=609"},"modified":"2017-01-15T13:11:24","modified_gmt":"2017-01-15T12:11:24","slug":"pc-e-internet-non-possono-colmare-le-lacune-culturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/pc-e-internet-non-possono-colmare-le-lacune-culturali\/","title":{"rendered":"PC e internet non possono colmare le lacune culturali"},"content":{"rendered":"<p>Il 98% degli allievi ticinesi tra gli 8 e i 15 anni usa il PC e il 92% bazzica anche internet. Ad eccezione di una misera percentuale, la maggior parte si considera almeno un discreto smanettatore del web e naviga da 15 minuti al giorno (11%) a pi\u00f9 di 5 ore (5.5%), con un 64% che vi resta quotidianamente da 1 a 3-4 ore, in alcuni momenti topici della giornata, tra mezzogiorno e prima di andare a letto. A parte la ricerca di informazioni, gran parte del tempo \u00e8 spesa per giocare, cercare immagini e filmati, chattare, entrare nei blog. Quasi tutti i ragazzi delle medie hanno gi\u00e0 sentito parlare dei rischi di internet, mentre pressappoco un terzo dei bambini delle elementari ammette di non sapere cosa \u00e8 meglio evitare. Sono solo alcuni dei dati, neanche cos\u00ec sorprendenti, che scaturiscono da un\u2019interessante ricerca svolta da Michele Mainardi e Lara Zgraggen, docenti alla SUPSI, pubblicata nel dicembre scorso (\u00abMinori e internet: indagine sui comportamenti dei minori in Internet e sull\u2019uso del PC nella Svizzera italiana\u00bb). Anche se le percentuali citate devono essere prese con le pinze, non credo che il quadro preciso sia in sostanza molto diverso da quello presentato. \u00c8 interessante notare come una tecnologia nata per lo studio, il lavoro e la ricerca sia diventata un mezzo di intrattenimento praticato in dosi imponenti, tanto che ci si potrebbe chiedere dove trovano il tempo, i nostri ragazzi, per studiare, leggere un libro, guardare un film in santa pace, stare a tavola con la propria famiglia, dormire, praticare dello sport o molto pi\u00f9 semplicemente oziare (e pensare e fantasticare, attivit\u00e0 utilissime quant\u2019altre mai in questa fase evolutiva).<br \/>\nQuanto alla scuola, confrontata con questo fenomeno, non sta con le mani in mano: da diversi anni si intensificano gli sforzi affinch\u00e9 le cosiddette TIC \u2013 Tecnologie dell\u2019Informazione e della Comunicazione \u2013 siano conosciute, non fosse che per educare a farne un uso responsabile. Tuttavia permane qualche dubbio, soprattutto nei confronti del rapporto tra l\u2019uso delle nuove tecnologie e i compiti fondamentali della scuola. Ad esempio, \u00e8 interessante osservare che i nostri ragazzi, in base al sondaggio citato, non usano il PC per scrivere, calcolare o schedare libri. L\u2019attivit\u00e0 di ricerca di informazioni, citata da pi\u00f9 della met\u00e0 degli interrogati, non va oltre la dichiarazione generica, ma si pu\u00f2 ipotizzare che le domande poste alla rete siano variegate ed eterogenee, con sicure scampagnate fuori dei pur vasti sentieri dello studio; tanto che \u00e8 diventato usuale trovare, nelle bibliografie che concludono le tesine, affollate liste di indirizzi www, che inducono per lo meno il dubbio che tra il copiare testi da Wikipedia con un clic, leggerli e conoscerli, non ci sia nessuna correlazione. Se cos\u00ec fosse \u2013 ma, personalmente, ho la netta sensazione che le cose stiano proprio cos\u00ec \u2013 saremmo di fronte a un\u2019enorme fanfaluca, col vestito della festa per nascondere le vergogne. Oltre a ci\u00f2 ci si potrebbe chiedere se il gran dispendio di energie profuso dalla scuola nell\u2019ambito delle nuove tecnologie non si riduca, per sintetizzare, a una legittimazione del loro uso (indiscriminato), corredato da qualche precetto che consenta di prevenire i rischi e di censurare gli aspetti pi\u00f9 biechi del web. Per certi versi quest\u2019attitudine della scuola ricorda quella di quarant\u2019anni fa riguardo alla televisione. Da una parte si rendevano attenti i genitori sui rischi di una fruizione incontrollata nei tempi e nei contenuti; dall\u2019altra si riteneva utile e doverosa l\u2019educazione alla comprensione dei linguaggi audiovisivi. A occhio e croce mi pare di poter dire che nessuno dei due traguardi \u00e8 stato raggiunto. Vedremo dunque come finir\u00e0 questa nuova avventura. Si deve pur rammentare che per cercare informazioni in rete bisogna sapere bene cosa si vuole; cos\u00ec come per scrivere con i potentissimi elaboratori di testo a disposizione occorre sapere scrivere: nell\u2019uno come nell\u2019atro caso, PC e internet non possono colmare lacune tecniche e culturali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 98% degli allievi ticinesi tra gli 8 e i 15 anni usa il PC e il 92% bazzica anche internet. 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