{"id":6103,"date":"2023-09-15T15:58:51","date_gmt":"2023-09-15T13:58:51","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6103"},"modified":"2024-08-10T22:04:47","modified_gmt":"2024-08-10T20:04:47","slug":"i-docenti-non-vendono-scarpe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/i-docenti-non-vendono-scarpe\/","title":{"rendered":"I docenti non vendono scarpe"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #ddc283; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #000000;\"> Le ingerenze e le pressioni delle famiglie sugli insegnanti sono frutto di un\u2019idea mercantile di scuola fatta di concorrenza fra istituti e fra allievi. Ma la scuola pubblica \u00e8 un\u2019altra cosa<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Pochi giorni fa mi \u00e8 saltato all\u2019occhio un titolo incredibile su un giornale francese: <a href=\"https:\/\/www.slate.fr\/story\/252498\/neuilly-sur-seine-profs-subissent-ingerence-parents-eleves-ecole\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00c0 Neuilly-sur-Seine, les profs ont le sentiment d\u2019\u00eatre \u00ables employ\u00e9s des parents d\u2019\u00e9l\u00e8ves\u00bb<\/a>. Anticipa l\u2019occhiello: <em>Nell\u2019opulenta citt\u00e0 dell\u2019Hauts-de-Seine, le famiglie hanno preso l\u2019abitudine di richiedere molto al team pedagogico e di intromettersi negli affari della scuola. A volte, anche in modo eccessivo.<\/em><\/p>\n<p>Racconta Julie, insegnante di scuola elementare: \u00abCi\u00f2 che all\u2019inizio sembra voglia di collaborare si rivela poi un\u2019ingerenza. A Neuilly i genitori sono molto invadenti. Si permettono di suggerirmi idee per le lezioni, di richiedere servizi o di commentare l\u2019avanzamento del programma in un modo che mi fa sentire la loro domestica\u00bb. Aggiunge L\u00e9a: \u00abDobbiamo costantemente giustificarci con i genitori, tranquillizzarli se la classe accanto non \u00e8 allo stesso punto del programma. Non hanno fiducia e alcuni si comportano come se tutto fosse dovuto. Ho l\u2019impressione di lavorare per loro pi\u00f9 che per i miei alunni. \u00c8 spossante\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuando sono arrivata a Neuilly, la prima cosa che mi hanno detto \u00e8 stata: \u2018Fai attenzione ai genitori, perch\u00e9 met\u00e0 di loro conosce il sindaco e l\u2019altra met\u00e0 conosce l\u2019ispettrice\u00bb, ricorda L\u00e9a. Insomma, si pu\u00f2 immaginare la situazione, che genera un clima di lavoro energivoro e frustrante.<\/p>\n<p>Non conosco direttamente situazioni simili nel nostro Cantone, ma qualche episodio l\u2019ho pur percepito gi\u00e0 qualche anno fa, cos\u00ec come in tempi pi\u00f9 recenti ho sentito insegnanti che citano proprio il comportamento arrogante di alcuni genitori come fattore di stress. So di chi ha gettato la spugna e ha cambiato aria, proprio nel senso di abbandonare la scuola e fare altro. E sono numerosi i docenti impazienti di andare in pensione il prima possibile.<\/p>\n<p>Se ne parla poco, se non tra colleghi e nei corridoi. Eppure, per dirne una, la difficolt\u00e0 nel trovare insegnanti \u00e8 evidente. Ne avevo scritto poco tempo fa (<a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-come-istituzione-non-come-servizio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La scuola come istituzione, non come servizio<\/a>), e gi\u00e0 in quell\u2019articolo si intravedevano comportamenti prepotenti che ritroviamo oggi nel servizio sulla scuola di Neuilly-sur-Seine, cittadina di 60 mila abitanti alle porte di Parigi, \u00abuno dei luoghi di residenza preferiti dall\u2019affermata e ricca borghesia francese\u00bb, come la descrive la solita Wikipedia. Ed \u00e8 proprio con l\u2019ostilit\u00e0 di alcune famiglie che si confrontano sempre pi\u00f9 spesso i docenti della scuola dell\u2019obbligo.<\/p>\n<p>Ancorch\u00e9 in altri anni, la scuola, da parte di chi ci lavora, godeva di un\u2019ottima reputazione; oggi sono probabilmente tante le cause della disaffezione, o peggio. Sullo sfondo c\u2019\u00e8 sicuramente la forte pressione sulla scuola affinch\u00e9 risponda alle pi\u00f9 fantasiose richieste formative a un alto livello di competenza, ci\u00f2 che fa a pugni con la preminenza del principio, nella scuola dell\u2019obbligo, di non occuparsi solo dei suoi allievi pi\u00f9 fortunati. Per la scuola e per i suoi insegnanti ci sono cos\u00ec il piano di studio della scuola dell\u2019obbligo, oltre 200 pagine fitte; il percorso formativo richiesto a maestri e professori, sempre pi\u00f9 in bilico tra <a href=\"https:\/\/www.supsi.ch\/it\/web\/dfa\/bachelor-master-diploma-panoramica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le promesse del DFA<\/a> e le tante realt\u00e0 che si incontrano in classe; la situazione socio-geografica in cui operano gli insegnanti, quasi 150 sedi di scuola comunale e 36 istituti di scuola media; la marea di compiti che fa parte del loro <em>cahier des charges<\/em>, non sempre del tutto pertinenti con la pedagogia e la didattica.<\/p>\n<p>Insomma, mi pare che sia sempre pi\u00f9 indifferibile la necessit\u00e0 di mettere mano a tutto l\u2019impianto che regge la pubblica educazione \u2013 s\u00ec, uso volutamente questo bel sostantivo, Educazione, bench\u00e9 sempre pi\u00f9 spesso, gi\u00e0 nell\u2019aula del parlamento, si sottintenda che la scuola deve \u201climitarsi\u201d a istruire \u2013 si veda al proposito anche la recente <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/in-agenda-il-peggio-della-politica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>querelle<\/em> sull\u2019agenda<\/a>.<\/p>\n<p>Invece ai piani alti della politica scolastica si mette in scena, anno dopo anno, l\u2019obsoleto teatrino delle riforme-cerotto e del numero di allievi per classe: e pensare che la legge-quadro della scuola ticinese risale al 1990, e per certi versi \u00e8 figlia di una legge settoriale, quella della scuola media, che l\u2019anno prossimo compir\u00e0 giusto giusto mezzo secolo.<\/p>\n<p>\u00abGli anni 2000 \u00ad\u2013 ha dichiarato il pedagogista francese Philippe Meirieu agli autori dell\u2019articolo su Neuilly-sur-Seine \u2013 hanno segnato l\u2019arrivo delle prime indagini comparative internazionali, delle classifiche e del Programma internazionale per la valutazione degli studenti (PISA). Progressivamente, il paradigma democratico che regolava il servizio pubblico scolastico e che richiedeva che tutti fossero trattati allo stesso modo, \u00e8 stato sostituito da un paradigma mercantile che promuove la competizione tra istituzioni e individui. La scuola \u00e8 diventata un mercato e l\u2019obbligo di fornire mezzi \u00e8 diventato l\u2019obbligo di ottenere risultati. Questo ha portato alcune famiglie a pensare che i docenti dovessero essere sottoposti alla stessa concorrenza dei venditori di scarpe e che l\u2019istituzione scolastica dovesse rendere conto molto accuratamente del trattamento individuale riservato ai loro figli\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle laiche <em>Tavole della legge<\/em> della nostra scuola si stabilisce che essa mira a <em>crescere persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare sempre pi\u00f9 le istanze di giustizia e di libert\u00e0,<\/em> in collaborazione con le famiglie \u2013 c\u2019\u00e8 scritto proprio <em>collaborazione,<\/em> non <em>collaborazionismo.<\/em> Si specifica poi che le famiglie sono un organo <em>consultivo <\/em>\u2013 cio\u00e8 non sono le famiglie che fanno e disfano. Sembrerebbe invece che pi\u00f9 nessuno se ne ricordi, tanto da chiedersi se siano ancora in molti a pensarle cos\u00ec, le finalit\u00e0 della scuola, e se questi principi abbiano ancora un posto speciale nella cassetta degli attrezzi dei nuovi insegnanti.<\/p>\n<p>Continuo a credere, ed \u00e8 una delle certezze che conservo da prima di avere il diritto di voto, che la scuola pubblica e obbligatoria sia un cardine della democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/i-docenti-non-vendono-scarpe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"5\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1024x11.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-300x3.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-768x8.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-600x7.jpg 600w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde-1536x17.jpg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg 1544w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>Philippe Meirieu, in collaborazione con Daniel Hameline, aveva pubblicato curato e pubblicato nel 2010 un\u2019interessante contributo dedicato <em>Aux parents d\u2019\u00e9l\u00e8ves qui ne liront jamais ce livre. \u00c0 leurs enfants:<\/em> <strong>L\u2019\u00c9cole et les parents: la grande explication. <\/strong>Per certi versi \u00e8 obsoleto, ma vi si possono ancora trovare diverse ottime spiegazioni. Il libro \u00e8 esaurito, ma nel sito del prof. Meirieu si trova <a href=\"https:\/\/www.meirieu.com\/LIVRESEPUISES\/ecoleetparents.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una versione scaricabile gratuitamente<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ingerenze e le pressioni delle famiglie sugli insegnanti sono frutto di un\u2019idea mercantile di scuola fatta di concorrenza fra istituti e fra allievi. 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