{"id":611,"date":"2010-10-26T15:32:13","date_gmt":"2010-10-26T16:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=611"},"modified":"2016-04-16T16:34:17","modified_gmt":"2016-04-16T14:34:17","slug":"harmos-come-sara-la-nuova-scuola-dellinfanzia-ticinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/harmos-come-sara-la-nuova-scuola-dellinfanzia-ticinese\/","title":{"rendered":"HarmoS: come sar\u00e0 la nuova scuola dell\u2019infanzia ticinese?"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche settimana sono comparsi tra le lettere dei lettori alcuni scritti pervasi di preoccupazione e disappunto per una delle riforme che saranno realt\u00e0, anche nel nostro cantone, con l\u2019entrata in vigore del concordato sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria, pi\u00f9 noto con l\u2019acronimo HarmoS. Tra le misure che tenteranno di omologare la scuola obbligatoria nell\u2019intera Elvezia, vi \u00e8 l\u2019et\u00e0 d\u2019inizio della scuola obbligatoria, che non sar\u00e0 pi\u00f9 fissata a sei o sette anni a dipendenza dei diversi cantoni, bens\u00ec a quattro anni per tutti. Sino ad oggi i Cantoni che hanno aderito al concordato sono solo undici. Non bisogna per\u00f2 scordare che nel 2006 il popolo svizzero aveva accettato, forse un po\u2019 troppo a cuor leggero, i nuovi articoli costituzionali sulla formazione, con una forte maggioranza dell\u201986%. Ci\u00f2 significa che oggi i Cantoni sono tenuti dalla Costituzione a regolamentare in maniera uniforme certi aspetti fondamentali di questo sistema. Per la cronaca, il Gran Consiglio aveva votato la nostra adesione nel febbraio scorso; in assenza di referendum, l\u2019adesione ticinese ad HarmoS \u00e8 dunque definitivo. Dal punto di vista formale, perci\u00f2, le lamentele di oggi sono a dir poco tardive, cos\u00ec che entro il 2015 si decoller\u00e0.<br \/>\nNella sostanza, invece, le preoccupazioni sono legittime e opportune, anche perch\u00e9, al momento attuale, l\u2019anticipo di due anni dell\u2019et\u00e0 d\u2019inizio della scuola obbligatoria resta un oggetto misterioso di cui si conosce un unico elemento: la scuola sar\u00e0 obbligatoria per tutti i bambini che avranno compiuto il quarto anno di et\u00e0 entro il 31 luglio. Tutto il resto \u00e8 ignoto al di fuori delle segrete stanze dipartimentali. \u00c8 ovvio che per il Ticino questo cambiamento sar\u00e0 un po\u2019 meno sconvolgente rispetto a quei cantoni che attendevano l\u2019et\u00e0 di sette anni, una scadenza vissuta quasi in modo dogmatico da tanti genitori confederati, tanto che, quando giungevano nel nostro cantone, non c\u2019era verso di convincerli che la nostra partenza a sei anni non generava chiss\u00e0 quali sconquassi psichiatrici. L\u2019inquietudine odierna contro la nuova et\u00e0 d\u2019inizio, tuttavia, non prende di mira gli scopi fondamentali dell\u2019accordo intercantonale, ma \u00e8 vissuto da alcuni genitori come un\u2019insopportabile ingerenza dello Stato, che si vuole appropriare di bambini cos\u00ec piccoli togliendoli alla famiglia e impedendone di riflesso un\u2019educazione secondo ritmi e modalit\u00e0 caratteristiche ed esclusive.<br \/>\nSarebbe opportuno che il nostro DECS cominciasse a svelare le sue carte, descrivendo almeno per sommi capi come sar\u00e0 la nuova \u201cscuola dell\u2019infanzia\u201d obbligatoria a partire dai quattro anni. Sar\u00e0 interessante sapere, ad esempio, quali tempi avr\u00e0, sia a livello di durata dell\u2019anno scolastico che di orario giornaliero. Eppoi i genitori vorranno conoscere quali saranno i contenuti della nuova scuola e se anche l\u00ec vi saranno i \u201cgiudizi\u201d, le note scolastiche, i test e le (a quel punto) inevitabili bocciature. E ancora: come saranno formate o aggiornate le maestre e quale grado di armonizzazione \u2013 questo s\u00ec importantissimo \u2013 caratterizzer\u00e0 il passaggio alla scuola elementare. Se tutti questi aspetti non saranno chiariti, oppure se, peggio ancora, si sar\u00e0 costretti a mandare i propri figli a scuola a quattro anni nell\u2019identica scuola dell\u2019infanzia odierna, allora avranno avuto ragione gli scettici e i contrari di oggi, perch\u00e9 della riforma rester\u00e0 solo l\u2019aspetto coatto. \u00c8 infatti vero, da un lato, che gi\u00e0 oggi la scuola dell\u2019infanzia \u00e8 frequentata da una percentuale altissima di bambini di quattro e cinque anni; ma proprio perch\u00e9 si tratta di una scuola facoltativa, essa \u00e8 caratterizzata, almeno nella pratica quotidiana, da innumerevoli libert\u00e0 riguardo alla sua durata e ai suoi programmi. Se HarmoS rappresenta una formidabile opportunit\u00e0 per migliorare tutta la nostra scuola, converr\u00e0 cominciare proprio dalle novit\u00e0: che siano straordinarie, concrete, conosciute per tempo e, alla fine, condivise.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche settimana sono comparsi tra le lettere dei lettori alcuni scritti pervasi di preoccupazione e disappunto per una delle riforme che saranno realt\u00e0, anche nel nostro cantone, con l\u2019entrata in vigore del concordato sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria, pi\u00f9 noto con l\u2019acronimo HarmoS. 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