{"id":619,"date":"2010-04-17T15:35:30","date_gmt":"2010-04-17T16:35:30","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=619"},"modified":"2016-04-16T16:39:47","modified_gmt":"2016-04-16T14:39:47","slug":"armonizzazione-scolastica-alla-ticinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/armonizzazione-scolastica-alla-ticinese\/","title":{"rendered":"Armonizzazione scolastica alla ticinese"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 plausibile ritenere che l\u2019accordo intercantonale sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria, pi\u00f9 noto come HarmoS, diventer\u00e0 del tutto operativo a partire dal 2016. Come riferisce la CDPE, la conferenza dei direttori dei dipartimenti dell\u2019educazione di tutta la Svizzera, HarmoS entrer\u00e0 in vigore a partire dal momento in cui sar\u00e0 stato ratificato da dieci Cantoni e si applicher\u00e0 quindi a quelli che l\u2019avranno accettato. A quel punto i Cantoni avranno sei anni per adattare le loro strutture (limiti di et\u00e0 per accedere alla scuola, durata del grado di insegnamento) e per mettere in pratica gli standard di formazione. Tenuto conto che le adesioni sono gi\u00e0 state dodici, manca dunque poco, molto poco, all\u2019orario di partenza. Cosa stia facendo il nostro Dipartimento in vista dell\u2019accordo \u00e8 ancora, almeno per il momento, un enigma. Si sa solo che il limite di et\u00e0 per accedere alla scuola sar\u00e0 gradualmente ridotto di un mese all\u2019anno, cos\u00ec da passare, entro l\u2019anno scolastico 2016\/17, dall\u2019attuale 31 dicembre al 31 luglio patteggiato. Poca cosa, insomma.<br \/>\nIntanto lo scorso 31 marzo, a Bellinzona, vi \u00e8 stato un incontro di presentazione e discussione degli standard di formazione. Essi \u00abdescrivono le competenze fondamentali che i nostri giovani devono acquisire nella lingua di scolarizzazione, nelle lingue straniere, in matematica e scienze naturali, indipendentemente da dove vanno a scuola. Gli standard di formazione equivalgono pertanto a obiettivi d\u2019insegnamento nazionali\u00bb. Da Berna \u00e8 giunto in quel di Bellinzona Olivier Maradan, il segretario aggiunto della CDPE, che in una cinquantina di minuti ha illustrato i punti essenziali degli standard in consultazione, sintetizzati in una documentazione che sfiora le quattrocento pagine. Poi i partecipanti a quel pomeriggio &#8211; associazioni di insegnanti e di direttori di scuole, organizzazioni dei genitori, rappresentanti dei settori scolastici post-obbligatori, associazioni di datori di lavoro e di lavoratori e altri ancora &#8211; hanno potuto tentare una prima entrata in materia, ripartiti in gruppi che si sono alternati con alcuni funzionari del nostro dipartimento. Questi avrebbero dovuto chiarire, spiegare, rispondere almeno ai quesiti pi\u00f9 immediati. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, perch\u00e9, in realt\u00e0, ho avuto almeno l\u2019impressione che gli \u201cinviati speciali\u201d del DECS non padroneggiassero del tutto il ponderoso dossier, tanto da non riuscire a soddisfare in modo dignitoso le tante legittime preoccupazioni: a eccezione, pare, della tappa gestita dallo stesso Maradan, che mi \u00e8 stata negata dal preciso piano di rotazione. Ora tutti i partecipanti, cos\u00ec come i dipartimenti cantonali, avranno tempo &#8211; si fa ovviamente per dire &#8211; fino al 31 luglio per consegnare la loro presa di posizione al segretariato generale della CDPE, che coordina l\u2019attivazione di HarmoS.<br \/>\nA questo punto, per\u00f2, la situazione \u00e8 inquietante. Senza entrare nel merito, almeno per ora, di questi nuovi obiettivi d\u2019insegnamento nazionali, ci si pu\u00f2 chiedere come si intenda procedere per accordare i programmi dell\u2019odierna scuola dell\u2019obbligo con gli standard, senza scordare che per i primi due anni della nuova obbligatoriet\u00e0 &#8211; cio\u00e8 dai quattro ai cinque anni &#8211; non c\u2019\u00e8 nulla da accordare, ma tutto da creare. A meno che il piano segreto non sia quello di lasciar tutto com\u2019\u00e8, delegando poi ai singoli istituti scolastici il compito di trovare le strade migliori per adeguarsi ai nuovi obiettivi. A quel punto, insomma, ci verrebbe servito un accordo nazionale in salsa ticinese, ci\u00f2 che non giustificherebbe tutto l\u2019inchiostro versato e le tante ore di lavoro prodotte in questi ultimi tre anni. Per farla breve, c\u2019\u00e8 da augurarsi che si tratti solo di un sospetto e che nelle segrete stanze del DECS si stia ideando e progettando nei pi\u00f9 minuti dettagli una nuova scuola, pi\u00f9 efficace e, soprattutto, pi\u00f9 armoniosa. Cos\u00ec come appaiono le cose, sembra che quasi tutto sia stato detto, mentre quasi tutto sia ancora da fare, in tempi brevissimi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 plausibile ritenere che l\u2019accordo intercantonale sull\u2019armonizzazione della scuola obbligatoria, pi\u00f9 noto come HarmoS, diventer\u00e0 del tutto operativo a partire dal 2016. 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