{"id":621,"date":"2010-05-04T15:36:05","date_gmt":"2010-05-04T16:36:05","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=621"},"modified":"2015-11-16T16:04:53","modified_gmt":"2015-11-16T15:04:53","slug":"leducazione-civica-nei-tempi-della-scuola-supermercato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/leducazione-civica-nei-tempi-della-scuola-supermercato\/","title":{"rendered":"L\u2019educazione civica nei tempi della scuola-supermercato"},"content":{"rendered":"<p>Il filosofo Franco Zambelloni si \u00e8 soffermato recentemente sulla caduta libera del \u00absenso civico\u00bb nella nostra societ\u00e0 (\u00abil caff\u00e8\u00bb, 2.5.2010). Senza entrare nel merito delle \u00abtante cause che hanno concorso al deterioramento del civismo, perch\u00e9 sono tutte note\u00bb, Zambelloni osserva che il \u00abprevalere dei diritti e la dimenticanza dei doveri ha fatto eclissare la figura del cittadino. In sua sostituzione \u00e8 emersa la figura dell\u2019utente. Non \u00e8 un cambiamento da poco: per un cittadino lo Stato \u00e8 fonte di diritti e doveri al contempo; per un utente, lo Stato \u00e8 solo un dispensatore di servizi che ciascuno ha il diritto di pretendere\u00bb. Una conclusione cinica, ma che riflette bene una realt\u00e0 sconsolante. Anche nella scuola, purtroppo, si sente sempre pi\u00f9 spesso parlare di allievi-utenti, cos\u00ec come con altrettanta pervicacia si sta trasformando la scuola in un grande magazzino ove, accanto ai tradizionali prodotti del settore &#8211; leggere, scrivere, far di conto\u2026 &#8211; \u00e8 facile trovare nuovi gadget acchiappa-clienti: dalle refezioni ai doposcuola, oltre a una vasta gamma di prodotti adatti alle pi\u00f9 svariate educazioni (sessuale, ecologica, alimentare, stradale, ambientale); e poi lingue di ogni origine e spendibilit\u00e0, curricoli informatici, concimi per una crescita rigogliosa dell\u2019intelligenza emotiva, e via elencando. Ha scritto Philippe Meirieu: \u00abLa scuola non \u00e8 un servizio, ma un\u2019istituzione. Cos\u2019\u00e8 un servizio? \u00c8 un organismo che \u201crende delle prestazioni\u201d a un insieme di persone. La Posta \u00e8 un servizio, cos\u00ec come l\u2019amministrazione della rete stradale. Ora, in una repubblica devono esistere almeno tre organismi che sfuggono alla logica del servizio: la giustizia, l\u2019esercito e l\u2019educazione. Queste sono delle istituzioni. (\u2026) L\u2019educazione, nel periodo della scolarit\u00e0 obbligatoria &#8211; vale a dire nel momento cruciale in cui lo Stato decide di scolarizzare tutti i bambini e di garantire loro un\u2019uguale istruzione &#8211; deve obbedire a valori specifici. Essa non ha la vocazione di essere il campo chiuso della concorrenza sociale. Chiedere alla scuola di soddisfare l\u2019ambizione individuale di ognuno, significa condannarsi alla scuola-supermercato\u00bb (L\u2019\u00e9cole ou la guerre civile, 1997).<br \/>\nCertamente la logica della scuola-emporio \u00e8 stata favorita, negli ultimi 30\/40 anni, da una presuntuosa voglia di onnipotente tuttologia, che ha fatto credere a molti di essere in grado di muoversi sui fronti pi\u00f9 disparati. Cos\u00ec la scuola ha sacrificato sull\u2019altare delle discipline in apparenza meglio spendibili una gran quantit\u00e0 di materie \u201cinutili\u201d, quali la storia, le arti, la speculazione intellettuale: insegnamenti senza i quali \u00e8 assai difficile costruire il senso civico. Per riprendere l\u2019articolo di Zambelloni, \u00abil senso civico ha una precisa radice culturale: l\u2019appartenenza a una comunit\u00e0. Solo quando si ha una chiara coscienza di appartenere ad un gruppo sociale se ne condividono le regole, le si rispetta e si vuole che siano rispettate\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Stando a numerosi studi, alcuni dei quali assai noti, sembrerebbe che anche nei campi pi\u00f9 tradizionali &#8211; come insegnare a leggere e scrivere &#8211; la scuola odierna non sia pi\u00f9 cos\u00ec in gamba. E allora, posti di fronte a necessit\u00e0 di educazione e apprendimento sempre pi\u00f9 complesse e numerose, si dovr\u00e0 prima o poi ripensare al ruolo e alla formazione degli insegnanti, ai quali non si pu\u00f2 attribuire integralmente il decadimento attuale. A partire dalla seconda met\u00e0 degli anni \u201980 si \u00e8 scelto di terziarizzare la loro formazione: non \u00e8 per\u00f2 chiaro, parafrasando Edgar Morin, se i maestri di oggi siano \u201cben pieni o ben fatti\u201d. Le nuove generazioni di insegnanti, in ogni caso, non sembrano pi\u00f9 efficaci e professionali di quelle precedenti. Quella del docente \u00e8 rimasta nei secoli una professione strutturalmente imbalsamata: lo si diventa una volta per tutte e, salvo rari colpi di fortuna, non vi sono possibilit\u00e0 di carriera e di differenziazione dei ruoli: un caso forse unico nel panorama delle professioni del XXI secolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il filosofo Franco Zambelloni si \u00e8 soffermato recentemente sulla caduta libera del \u00absenso civico\u00bb nella nostra societ\u00e0 (\u00abil caff\u00e8\u00bb, 2.5.2010). 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