{"id":635,"date":"2010-10-19T15:49:09","date_gmt":"2010-10-19T16:49:09","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=635"},"modified":"2010-10-19T15:49:09","modified_gmt":"2010-10-19T16:49:09","slug":"una-legge-della-scuola-incartapecorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/una-legge-della-scuola-incartapecorita\/","title":{"rendered":"Una legge della scuola incartapecorita"},"content":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno la nostra legge della scuola ha compiuto vent\u2019anni: ha infatti visto la luce il 1\u00b0 febbraio 1990, sotto il segno dell\u2019acquario; a dar retta agli astrologi, sono garantiti un\u2019intelligenza proiettata verso il futuro e uno spirito fortemente innovatore. Ma, si sa, non \u00e8 sempre vero che l\u2019astrologia ci azzecchi. In ogni modo non vi sono stati i festeggiamenti che solitamente si riservano ai ventenni, forse perch\u00e9 c\u2019\u00e8 poco da celebrare. O forse perch\u00e9 il concepimento era avvenuto molti anni prima del \u201990. \u00c8 nel dopo sessantotto che si pone mano alla vecchia legge del 1958, che &#8211; si diceva &#8211; risultava datata e non pi\u00f9 in linea con i venti libertari che avevano cominciato a spirare nel decennio precedente, anche se, giunti a quel punto, le vigorose raffiche si stavano rapidamente trasformando in pi\u00f9 fragili brezze. Tant\u2019\u00e8: la riforma legislativa, almeno sulla carta, si era avviata e gi\u00e0 nell\u201980\/81 erano stati messi in consultazione tra tutti gli addetti ai lavori trenta e passa articoli, quelli contenenti i grandi principi della nuova Magna Charta che avrebbe retto le sorti della scuola ticinese di l\u00ec a qualche anno. Invece, come sappiamo, si sarebbe dovuto attendere ancora quasi un decennio prima che i giuristi la terminassero e il Gran consiglio l\u2019approvasse, e ancora un anno e passa perch\u00e9 entrasse in vigore, peraltro a singhiozzo e in tempi diversi. Il bello \u00e8, poi, che la legge della scuola, una specie di madre di tutte le leggi, aveva gi\u00e0 una figlia pi\u00f9 vecchia di lei, la legge sulla scuola media del 1974: tanto che la \u00abnuova\u00bb legge quadro era stata fortemente influenzata da tutta una serie di modalit\u00e0 organizzative escogitate in quegli anni cos\u00ec colmi di speranze e di sogni. Col risultato che si \u00e8 finito per confezionare un abito che non poteva essere congeniale a tutti. In effetti se era logico istituire precise regole di funzionamento per quella trentina di sedi di scuola media, tutte sotto lo stesso padrone e tutte di dimensioni simili, un po\u2019 pi\u00f9 complicato era farci entrare scuole comunali tanto diverse tra loro, come lo possono essere quella XXL di Lugano rispetto a quella di Dalpe, con tutte le taglie intermedie.<br \/>\n\u00c8 molto difficile dire, in tutta onest\u00e0, se i principi ispiratori della legge del \u201990 &#8211; visibili soprattutto nell\u2019articolo sulle finalit\u00e0 e nei capitoli che ne definiscono le componenti e le norme di conduzione &#8211; siano riusciti a concretizzarsi per davvero. L\u2019impressione \u00e8 quella di un parlamento che, vent\u2019anni fa, vagheggiava una scuola moderna, partecipativa, rigorosa, una scuola che avrebbe dovuto promuovere \u00ablo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare sempre pi\u00f9 le istanze di giustizia e di libert\u00e0\u00bb. Mentre oggi basta guardarsi attorno, anche distrattamente, per rendersi conto che le cose non sono andate proprio per il verso sperato. In questi vent\u2019anni le modifiche, le aggiunte e gli stralci sono stati numerosi, anche se non hanno mai intaccato lo spirito di base della legge. A quanto pare non \u00e8 finita, perch\u00e9 altri interventi di chirurgia ricostruttiva sono all\u2019orizzonte. Tuttavia, per dirla tutta, la nostra ventenne fa sempre pi\u00f9 tenerezza: non \u00e8 col silicone, la chioma tinta, e gli abiti giusti che rester\u00e0 giovane, attraente e sensuale. Di seducente restano le utopie di una generazione che voleva cambiare il mondo, mentre il mondo se n\u2019\u00e8 andato dove voleva lui, incurante dei nostri proclami. Nel contempo continuano a dettar legge, \u00e8 proprio il caso di dirlo, certe procedure macchinose e deresponsabilizzanti, che assorbono molte energie, ma portano a poco. Dietro la presunta autonomia degli istituti che caratterizza questa legge, c\u2019\u00e8 un centralismo omologante che \u00e8 spesso fonte di frustrazioni e inefficacia. Forse, insomma, \u00e8 giunto il momento di cambiarla, la nostra legge della scuola: senza rammarico e sperando che non sia troppo tardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quest\u2019anno la nostra legge della scuola ha compiuto vent\u2019anni: ha infatti visto la luce il 1\u00b0 febbraio 1990, sotto il segno dell\u2019acquario; a dar retta agli astrologi, sono garantiti un\u2019intelligenza proiettata verso il futuro e uno spirito fortemente innovatore. 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