{"id":6421,"date":"2024-08-08T19:20:36","date_gmt":"2024-08-08T17:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6421"},"modified":"2024-08-09T17:56:45","modified_gmt":"2024-08-09T15:56:45","slug":"se-non-ci-fosse-la-scuola-non-ci-sarebbe-linsuccesso-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/se-non-ci-fosse-la-scuola-non-ci-sarebbe-linsuccesso-scolastico\/","title":{"rendered":"Se non ci fosse la scuola non ci sarebbe l\u2019insuccesso scolastico"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #e79f81; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #000000;\"> \u00c8 difficile capire come mai la politica non si sia ancora allarmata di fronte alla pi\u00f9 che decennale strage di allievi, che non riguarda solo le scuole medie superiori, ma anche la scuola media<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Se non ci fosse la scuola non ci sarebbe l\u2019insuccesso scolastico.<\/p>\n<p>Meglio: <em>En un sens, il ne saurait y avoir d\u2019\u00e9chec scolaire que par r\u00e9f\u00e9rence \u00e0 une \u00e9cole qui met en \u00e9chec.<\/em> \u00c8 una frase di Pierre Bourdieu et Jean-Claude Passeron, sociologi francesi che, nei primi anni \u201970, pubblicarono un saggio che scosse il mondo dell\u2019educazione e della scuola: <em>La riproduzione. Sistemi di insegnamento e ordine culturale.<\/em> Secondo i due studiosi, il sistema educativo contribuisce alla riproduzione delle disuguaglianze sociali attraverso la trasmissione del capitale culturale che \u00e8 patrimonio delle classi dominanti, consolidando cos\u00ec le disuguaglianze esistenti. Analogamente la stessa scuola legittima le disuguaglianze sociali presentandole come naturali e meritocratiche.<\/p>\n<p>Scrivono, tradotto con un semplice esempio, che <em>nei primi anni della scolarit\u00e0, in cui comprendere e maneggiare la lingua costituiscono il punto d\u2019applicazione principale del giudizio dei maestri, l\u2019influenza del capitale linguistico non cessa mai di esercitarsi: lo stile viene sempre preso in considerazione, implicitamente o esplicitamente, a tutti i livelli del curriculum,<\/em> fino all\u2019universit\u00e0.<\/p>\n<p>Pensando alle valutazioni della scuola, \u00e8 piuttosto evidente che il possesso di un capitale linguistico, appreso perlopi\u00f9 in famiglia, in quello specifico contesto socio-culturale, \u00e8 un chiaro vantaggio rispetto agli allievi che, sin dall\u2019entrata nella scuola, quel capitale non ce l\u2019hanno: potranno imparare a scrivere e a parlare in maniera del tutto corretta, e in questo caso non finiranno nelle paludi dell\u2019insuccesso scolastico, che li inseguirebbe anno dopo anno. Ma di rado saranno in grado di costruire una lingua <em>alta,<\/em> per lessico e sintassi, bench\u00e9 grammaticalmente corretta.<\/p>\n<p>Fino agli anni \u201970, le discipline umanistiche contavano ben pi\u00f9 di oggi. <em>\u00abTutti coloro che hanno studiato filosofia \u2013 <\/em>\u00e8 un passaggio dell\u2019ultimo romanzo del greco Petros Markaris (La violenza dei vinti, 2024) \u2013<em> conoscono la massima di Cartesio: <\/em>Penso, dunque sono.<em> In Grecia abbiamo modificato la massima e diciamo: <\/em>Ho una poltrona, dunque sono. <em>St\u00e8fanos Rokkos<\/em> <em>apparteneva alla categoria di chi ha una poltrona. E aveva deciso di modificare il piano di studi dei licei in modo che potessero aprire agli studenti la strada verso le poltrone delle aziende e degli enti. Il pensiero non ha importanza. Quello che conta \u00e8 la poltrona. Ma noi non permetteremo che le scuole diventino spacci di poltrone. Lotteremo, quale che sia il prezzo per noi.<\/em> Da noi, mi pare, non lotta nessuno.<\/p>\n<p>Simona Sala ha proposto recentemente alcune riflessioni sulla \u00abscuola post-obbligatoria, ossia, quel bacino immenso in cui si trovano spesso a galleggiare centinaia di giovani che, non ancora del tutto certi del percorso formativo intrapreso, tentano di individuare una strada che li possa portare a una realizzazione personale e professionale\u00bb: in sostanza, parliamo dei licei e della scuola cantonale di commercio. Titolo dell\u2019articolo: <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/una-scuola-superiore-davvero-inclusiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Una scuola superiore davvero inclusiva?<\/em><\/a> L\u2019occhiello aggiunge: <em>Un insegnamento post-obbligatorio spesso disumanizzato.<\/em><\/p>\n<p>La risposta al quesito, chiaramente retorico, \u00e8 gi\u00e0 scritta in una pubblicazione del DECS \u2013 <a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/fileadmin\/DECS\/DS\/documenti\/pubblicazioni\/statistica_scolastica\/2023_Scuola_ticinese_in_cifre.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Scuola ticinese in cifre 2023<\/em><\/a><em> \u2013<\/em> che nella <em>Prefazione,<\/em> firmata dalla Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti, afferma: <em>Nell\u2019anno scolastico 2021\/22 solo 74% degli allievi di prima liceo sono stati promossi. Alla Scuola cantonale di commercio la selezione \u00e8 stata ancora pi\u00f9 massiccia: solo 62% degli allievi di prima sono stati promossi.<\/em> Ma c\u2019\u00e8 un altro dato, raccolto in quel medesimo prezioso documento che, anno dopo anno, presenta le cifre della scuola ticinese. Cosa intendono fare tutti quegli studenti che, consci o meno delle loro attitudini, si iscrivono al liceo? Il 31% (i dati si riferiscono al 21\/22) sceglie l\u2019opzione <em>Lingue moderne, <\/em>seguono <em>Biologia e chimica<\/em> (28.3%), poi <em>Economia e diritto <\/em>(20.4%). Molto pi\u00f9 staccate arrivano le <em>Lingue antiche<\/em> (8.6%), <em>Fisica e applicazioni della matematica<\/em> (7.1%), per finire con la <em>Musica<\/em> e le <em>Arti visive,<\/em> scelte peraltro possibili solo in alcune sedi. Cosa ci sia dietro questi indirizzi non \u00e8 di facile comprensione, basti pensare, ad esempio, a chi vuole intraprendere la carriera di maestra\/o di scuola dell\u2019infanzia o elementare.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile capire come mai la politica non si sia ancora allarmata di fronte a questa pi\u00f9 che decennale strage scolastica, che non coinvolge solo le scuole medie superiori, ma anche la scuola media, che \u00e8 scuola dell\u2019obbligo. Per restare ai numeri, i medesimi dati dell\u2019anno 21\/22 dicono che il 60% degli allievi del II ciclo della scuola media ha seguito due corsi attitudinali \u2013 <em>mutatis mutandis,<\/em> per capirci, quelli che all\u2019inizio erano i livelli A. Si pu\u00f2 ipotizzare che un bel numero di loro, con l\u2019iscrizione al liceo, rincorrer\u00e0 un destino funesto e gi\u00e0 scritto.<\/p>\n<p>Il fallimento pare duplice: della scuola media, che \u00e8 incapace di orientare un gran numero di suoi allievi; e della scuola media superiore che, con queste fucilazioni scolastiche, sembra voler incriminare la sua <em>scuola-filtro.<\/em> Dietro tutto ci\u00f2 non si pu\u00f2 far finta di non vedere che il diploma di maturit\u00e0 \u00e8 il pezzo di carta che d\u00e0 l\u2019accesso a un numero impressionante e variegato di formazioni universitarie e para-universitarie, una specie di coperchio per tante pentole.<\/p>\n<p>Resta, sullo sfondo, il dubbio di sempre, che riguarda le valutazioni scolastiche, dietro le quali ci possono essere le responsabilit\u00e0 di ogni studente o studentessa. Ma c\u2019\u00e8 anche, con altrettanta potenza di fuoco, l\u2019incapacit\u00e0 di qualche insegnante: di educare, motivare, valutare e insegnare. Non necessariamente in quest\u2019ordine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/se-non-ci-fosse-la-scuola-non-ci-sarebbe-linsuccesso-scolastico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 difficile capire come mai la politica non si sia ancora allarmata di fronte alla pi\u00f9 che decennale strage di allievi, che non riguarda solo le scuole medie superiori, ma anche la scuola media Se non ci fosse la scuola non ci sarebbe l\u2019insuccesso scolastico. 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