{"id":6461,"date":"2024-10-24T20:56:16","date_gmt":"2024-10-24T18:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6461"},"modified":"2024-10-25T12:29:29","modified_gmt":"2024-10-25T10:29:29","slug":"se-la-scuola-non-fosse-inclusiva-in-che-societa-vivremmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/se-la-scuola-non-fosse-inclusiva-in-che-societa-vivremmo\/","title":{"rendered":"Se la scuola non fosse inclusiva, in che societ\u00e0 vivremmo?"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #000000; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Laddove eventualmente pone problemi l\u2019inclusione va gestita meglio, non abolita in base alle lusinghe del darwinismo sociale che affascina sempre pi\u00f9 le destre.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa scuola inclusiva finisce sotto esame\u00bb, cos\u00ec il Corriere del Ticino ha aperto la sua edizione del 19 ottobre. UDC e PLR, che si contendono il tema a livello federale, propongono<em> classi speciali per i bambini che parlano lingue straniere o con difficolt\u00e0 di apprendimento<\/em>. Secondo i due partiti borghesi, la scuola inclusiva ha mostrato i suoi limiti. <em>L\u2019inclusione, se non gestita con equilibrio, pu\u00f2 essere dannosa sia per gli allievi con difficolt\u00e0, sia per quelli senza problemi.<\/em> Quindi? Meglio escludere. Meglio ancora, respingere, mettere all\u2019angolo.<\/p>\n<p>Non era una prassi nazionale, quella di tentare anche solo l\u2019<em>integrazione<\/em> degli allievi alloglotti nelle nostre classi. Un collega argoviese, qualche anno fa, mi aveva raccontato come funzionava in quel cantone. Gli alloglotti erano raggruppati in classi in cui imparavano il tedesco, cio\u00e8 l\u2019Hochdeutsch, almeno quel poco per sopravvivere. L\u2019anno dopo si \u201cintegravano\u201d nelle classi usuali, dove si parlava lo Schwiizert\u00fctsch.<\/p>\n<p>Non la si chiamava ancora inclusione, neanche da noi. Per\u00f2, al di l\u00e0 della lingua, in altri Cantoni, il Ticino tra questi, si tentava anche una strada di integrazione culturale, processo tremendamente complicato, che, detto cos\u00ec, pu\u00f2 far sorridere. Ho conosciuto tanti confederati che non sono mai riusciti a perdere il loro inconfondibile accento, accanto a campani o molisani che s\u2019avventuravano nel nostro dialetto, senza accorgersi di farsi fatalmente riconoscere al volo. Personalmente cerco sempre di non imitare gli accenti altrui, tanto mi beccano sempre, da Varese a Siracusa.<\/p>\n<p>Cosa sia l\u2019inclusione, e cosa la distingue dall\u2019esclusione, dalla separazione e dall\u2019integrazione, lo spiegano bene Elisa Geronimi e Michele Mainardi nell\u2019approfondito <a href=\"https:\/\/in-formazione-inclusione.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">In-formazione@Inclusione<\/a>, che cita quattro atteggiamenti diversi verso <em>i diversi:<\/em> esclusione, separazione, integrazione, inclusione. Diciamo allora che la visione delle destre elvetiche \u2013 ticinesi comprese \u2013 spinge verso la separazione. Di qua i <em>normali,<\/em> di l\u00e0 gli altri, al di l\u00e0 di una definizione e dei soliti preconcetti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6460\" aria-describedby=\"caption-attachment-6460\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-6460\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-1024x256.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-1024x256.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-300x75.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-768x192.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-1536x384.jpg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione-1320x330.jpg 1320w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Esclusione-Inclusione.jpg 1950w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6460\" class=\"wp-caption-text\">Tratto da in-formazione@inclusione, a cura di Elisa Geronimi e Michele Mainardi (SUPSI-DFA)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La smania di voler in qualche modo catalogare, omologare, facilitare \u00e8 vecchia come la scuola. Oggi siamo per lo pi\u00f9 alle classi per et\u00e0: a quattro anni si entra nella lunga fase dell\u2019obbligatoriet\u00e0 scolastica e dai sei anni cominciano le tappe tradizionali: la 1\u00aa, la 2\u00aa, la 3\u00aa elementare, fino alla licenza di scuola media. Se tutto fila liscio, in men che non si dica finisce il privilegio (o la sventura\u2026) di <em>dover<\/em> andare a scuola.<\/p>\n<p>Quand\u2019ero bambino, nella cittadina in cui sono cresciuto vigeva ancora la separazione tra <em>maschi <\/em>e <em>femmine,<\/em> designazione un po\u2019 zootecnica per indicare bambini e bambine. Era un segno distintivo delle citt\u00e0. Conobbi le classi miste in III ginnasio. Detta cos\u00ec parrebbe una scelta un po\u2019 bacchettona di quegli anni. Eppure ancora nel 2009 alcuni parlamentari della Lega (sempre i soliti, insomma), primo firmatario Bignasca il Giovane, chiesero, tramite un atto parlamentare, di studiare la fattibilit\u00e0 di introdurre questo modello di apartheid scolastica, basato sulla \u201ctesi educativa\u201d \u2013 molto semplice, specificavano \u2013 secondo cui <em>maschi e femmine sono talmente diversi fisicamente e psicologicamente che sarebbe un errore pretendere che imparino le stesse cose alla stessa et\u00e0.<\/em> La parola-chiave \u00e8 <em>talmente.<\/em><\/p>\n<p>Qualche anno prima un\u2019altra trovata per raggruppare gli studenti era arrivata dalla Gran Bretagna, dove il governo di allora aveva escogitato un\u2019idea che era sembrata un colpo di genio: dividiamo gli studenti in base alla loro intelligenza. Ecco il miracolo, come se non fossero bastate le derive xenofobe che gi\u00e0 attraversavano i sistemi scolastici di mezza Europa.<\/p>\n<p>Ma l\u2019avversione quasi rancorosa per l\u2019inclusione nella scuola di UDC e PLR, due partiti sempre pi\u00f9 a destra, ha tuttavia una sua logica. Lorsignori hanno una concezione darwinista, individualista e ultra meritocratica dell\u2019intero paese, e quindi anche del suo sistema scolastico. A ci\u00f2 si aggiunga che, nella realt\u00e0, in Svizzera vi sono 26 leggi scolastiche, ognuna ancorata alle sue tradizioni e alle sue abitudini.<\/p>\n<p>Alla faccia di tanti tentativi di collaborazione, soprattutto tra regioni linguistiche, ogni Cantone tende a sottolineare le sue particolarit\u00e0, che sono storiche, religiose, economiche, direi antropologiche \u2013 per rendersene conto basterebbe parlare con un gruppo di professionisti dell\u2019educazione dei Cantoni di Ginevra e Vaud, o di Uri e San Gallo. Al di l\u00e0 del Concordato HarmoS, col quale <em>i Cantoni svizzeri hanno scelto di precisare mediante un accordo quali siano gli elementi fondamentali che permettono l\u2019armonizzazione tra i sistemi scolastici cantonali,<\/em> permangono tante diversit\u00e0, che oltrepassano tranquillamente la sostanza degli <em>elementi fondamentali, <\/em>che sono poi i soliti <em>leggere, scrivere e far di conto.<\/em><\/p>\n<p>Non da oggi alcuni Cantoni includono o escludono pi\u00f9 di altri, sono pi\u00f9 o meno selettivi. Ricordo \u2013 un ricordo di qualche anno fa \u2013 che alcuni Cantoni avevano una percentuale molto pi\u00f9 elevata di allieve nelle scuole speciali, cos\u00ec come nel Canton Vaud esisteva fino a tempi recenti <em>l\u2019\u00c9cole primaire sup\u00e9rieure<\/em> destinata a quegli allievi che, al termine della scuola elementare, non erano stati ammessi alla scuola secondaria superiore (ginnasio): roba da far impallidire i nostri livelli A e B della scuola media.<\/p>\n<p>Stiano comunque tranquille le destre elvetiche, perch\u00e9 nel nostro paese l\u2019inclusione \u00e8 gi\u00e0 in atto da un pezzo, anche in quei Cantoni che si ritengono tutt\u2019altro che levantini, festaioli e inaffidabili, a parte forse <em>Appez\u00f6ll Innerroode,<\/em> il semi-cantone di Appenzello interno. Ora si tratta <em>solo<\/em> di fare un passo in pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/se-la-scuola-non-fosse-inclusiva-in-che-societa-vivremmo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laddove eventualmente pone problemi l\u2019inclusione va gestita meglio, non abolita in base alle lusinghe del darwinismo sociale che affascina sempre pi\u00f9 le destre. \u00abLa scuola inclusiva finisce sotto esame\u00bb, cos\u00ec il Corriere del Ticino ha aperto la sua edizione del 19 ottobre. 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