{"id":6478,"date":"2024-12-16T20:33:00","date_gmt":"2024-12-16T19:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6478"},"modified":"2024-12-16T21:48:40","modified_gmt":"2024-12-16T20:48:40","slug":"censura-australiana-no-educazione-ai-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/censura-australiana-no-educazione-ai-media\/","title":{"rendered":"Censura australiana? No, educazione ai media"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #000000; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #da3a30;\"> La legge che vorrebbe proibire l\u2019uso di telefonini e social ai minori di 16 anni, prassi vecchia e bacchettona; che trova riflessi censori anche alle nostre latitudini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Bisogna pur dirlo. In Europa e in tutto il mondo occidentale \u00e8 guerra aperta contro telefonini e dintorni in mano a ragazzini e adolescenti, con l\u2019et\u00e0 del primo rapporto tecnologico che, pare, s\u2019abbassa sempre pi\u00f9. A volte ci si mettono pure governi e parlamenti. <em>L\u2019Australia<\/em> \u2013 riporta <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/educazione-australiana-ragazzi-senza-social\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e citando La Repubblica<\/a> \u2013<em> ha deciso di vietare i social ai minori di 16 anni. Il testo, che ha ricevuto il via libera della Camera e del Senato, ma che deve tornare per l\u2019approvazione finale alla Camera bassa, obbliga le piattaforme \u2014 si parla di Facebook, X, Instagram, TikTok ma non di WhatsApp e YouTube \u2014 a adottare \u201cmisure ragionevoli\u201d per impedire a bambini e adolescenti di avere account sui social network.<\/em> \u00c8 una prassi vecchia e bacchettona, che nasconde una certa indolenza, suggerita spesso da quei medesimi <em>social<\/em> dei quali i politici di mezzo mondo si servono per portare innanzi i cavoli loro: dalla propaganda alle fake news, su un letto di narcisismo mica da poco.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6477\" aria-describedby=\"caption-attachment-6477\" style=\"width: 251px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6477\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Papa-Paolo-IV-820x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Papa-Paolo-IV-820x1024.jpg 820w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Papa-Paolo-IV-240x300.jpg 240w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Papa-Paolo-IV-768x959.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Papa-Paolo-IV.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6477\" class=\"wp-caption-text\">Papa Paolo IV cre\u00f2 nel 1559 l\u2019indice dei libri proibiti, poi regolarmente aggiornato fino alla sua soppressione il 4 febbraio 1966 da parte della Congregazione per la dottrina della fede (Olio su tela di Iacopino del Conte, ca. 1560). Naturalmente non \u00e8 il censore pi\u00f9 famoso, basti pensare, in tempi recenti, al nazi-fascismo, all&#8217;Unione sovietica, alla rivoluzione culturale cinese, all&#8217;Inghilterra vittoriana, al maccartismo o al contemporaneo Kim Jong-un.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sembra proprio il vecchio bigottismo dei cristiani d\u2019Occidente, di cui \u00e8 luminoso esempio il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Indice_dei_libri_proibiti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Librorum prohibitorum index, ex mandato Regiae catholicae<\/em><\/a> eccetera, la lista dei libri proibiti, insomma, perch\u00e9 davano fastidio alla morale cattolica. Per\u00f2 anche in questa societ\u00e0 che vorrebbe essere campione della democrazia, della partecipazione e della trasparenza c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che vuole proteggere qualcun altro a suon di divieti e di una buona dose di paternalismo, ci\u00f2 che ha poco a che fare con la democrazia e col diritto.<\/p>\n<p>Succede cos\u00ec che dopo le <em>Direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico<\/em> (v. <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/letica-in-classe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019etica in classe<\/a>), ecco la <a href=\"https:\/\/m4.ti.ch\/fileadmin\/DECS\/downloads\/LegislazioneScolastica\/Direttive\/2024.11.29_Direttive_sui_comportamenti_inadeguati_in_ambito_scolastico_per_gli_istituti_comunali.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">versione per le scuole comunali<\/a> di pochi giorni fa. Siamo ormai al <em>divietismo,<\/em> variante raffazzonata del proibizionismo, che almeno ci riserv\u00f2 opere indimenticabili, dalla letteratura al jazz, da Francis Scott Fitzgerald a Duke Ellington. Qui siamo di fronte a una variante pi\u00f9 timida, che fin qua ci ha dato solo irritazione, stemperata da una sorta di pigrizia intellettuale \u2013 ma stiamo parlando del Dipartimento che si occupa di Educazione e di Cultura, in uno slancio di contraddizione e di ossimori, perch\u00e9 l\u2019Educazione coi divieti ci riporta dritti ai tempi della scuola del Cuore di deamicisiana memoria, senza le sue pagine di commozione, tormenti e atti eroici.<\/p>\n<p>Non \u00e8 naturalmente una questione inaspettata. Gi\u00e0 nel 2007 Giorgio Pellanda, prof della scuola media, nonch\u00e9 deputato al Gran Consiglio, chiese al Consiglio di Stato se fosse \u00abfinalmente intenzionato a proibire totalmente l\u2019uso del telefonino in tutte le scuole obbligatorie del Cantone\u00bb. Ne avevo scritto in un articolo \u2013 <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/telefonini-a-scuola-educare-o-reprimere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Telefonini a scuola: problema d\u2019educazione o di repressione?<\/a> \u2013, che avevo chiuso con una postilla: <em>non \u00e8 chiaro se il divieto di introdurre il telefonino nel perimetro dell\u2019istituto scolastico toccherebbe solo gli allievi o anche gli insegnanti, ai quali, come del resto agli allievi, \u00e8 garantita la possibilit\u00e0 di telefonare tramite la segreteria.<\/em><\/p>\n<p>Per fortuna non tutto il mondo si difende coi divieti, i giudizi di valore, le arrampicate sui vetri. C\u2019\u00e8 anche chi vuole affrontare il tema di petto, per il futuro dei suoi cittadini e del suo stesso presente. \u00c8 interessante, ad esempio, il caso della Finlandia (ma guarda!?), che <a href=\"https:\/\/finland.fi\/fr\/vie-amp-societe\/la-finlande-promeut-leducation-aux-medias-en-tant-que-competence-civique\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">promuove l\u2019educazione ai media<\/a> come costitutiva dell\u2019educazione civica, cos\u00ec come l\u2019Estonia, che sin dalla scuola elementare prevede, nel contempo, lo sviluppo di competenze digitali, mirando alla comprensione critica della tecnologia e dei social media, senza scordare di chinarsi su privacy, cyberbullismo e dipendenze tecnologiche; ci\u00f2 che, coerentemente, passa anche dalla regolazione dell\u2019uso degli smartphone durante le ore di scuola, a partire dal divieto dell\u2019utilizzo durante le lezioni, per favorire l\u2019attenzione e le interazioni sociali dirette.<\/p>\n<p>Si consideri che, <em>Con poche eccezioni, i giovani hanno tutti uno smartphone personale<\/em> (v. il <a href=\"https:\/\/www.zhaw.ch\/storage\/psychologie\/upload\/forschung\/medienpsychologie\/james\/2018\/JAMES_2024_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto Giovani | attivit\u00e0 | media \u2013 rilevamento Svizzera<\/a>). <em>Se analizziamo la vita mediale quotidiana dei giovani \u2013 <\/em>si legge nel rapporto<em> \u2013 emerge che la maggior parte di loro non si \u00e8 semplicemente \u201cpersa nel mondo virtuale\u201d, ma adotta generalmente un approccio riflessivo nei confronti dei media e ama ancora incontrarsi con gli amici, fare attivit\u00e0 insieme e coltivare una variet\u00e0 di interessi da condividere. (\u2026) I genitori e i responsabili dell\u2019educazione, le scuole, i giovani stessi, le autorit\u00e0 di regolamentazione e i media devono assumersi la responsabilit\u00e0 di sostenere un uso dei media sicuro e adeguato allo sviluppo. Ma l\u2019idea che non usare gli smartphone e i social network sia la migliore forma di educazione ai media non \u00e8 adeguata ai tempi attuali.<\/em><\/p>\n<p>Riprendiamo dunque il discorso partendo dall\u2019Estonia o dalla Finlandia e dai loro sistemi formativi, spesso citati, pi\u00f9 raramente imitati. Al posto dei divieti converrebbe\u00a0tornare a battere i sentieri dell\u2019educazione, difficili eppur potenti. Si tenga conto che tra i quattro e i quindici anni, un allievo che non ripete neanche una classe trascorre a scuola ben pi\u00f9 di diecimila ore. Come ha scritto il sociologo Philippe Perrenoud, se la medicina, per obbligo statale, potesse occuparsi della popolazione anche solo per una porzione infinitesimale di questo tempo, non le si perdonerebbe neanche un raffreddore.<\/p>\n<p><strong><em>Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/censura-australiana-no-educazione-ai-media\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufraghi\/e<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5151\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=474%2C5&amp;ssl=1\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1024%2C11&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=300%2C3&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=768%2C8&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=600%2C7&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?resize=1536%2C17&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=1544&amp;ssl=1 1544w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=948&amp;ssl=1 948w, https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?w=1422&amp;ssl=1 1422w\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"5\" data-attachment-id=\"5151\" data-permalink=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?attachment_id=5151\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=1544%2C17&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1544,17\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Linea doppia verde\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=300%2C3&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/Linea-doppia-verde.jpg?fit=474%2C5&amp;ssl=1\" \/><\/strong><\/p>\n<p>Pensa te le coincidenze! A pagina 9 dell\u2019edizione odierna, il Corriere del Ticino riporta questa notiziola: <strong>Vietare a scuola gli smartphone? L\u201982% \u00e8 favorevole.<\/strong> <em>\u00abQuattro svizzeri su cinque (82%) sono favorevoli a vietare il telefonino a scuola. Inoltre, pi\u00f9 di due terzi non vede di buon occhio il social cinese TikTok. Lo rivela un sondaggio dell\u2019istituto Sotomo, nel quale anche il 64% dei giovani fra i 18 e i 25 anni \u00e8 per le restrizioni a scuola. Secondo gli autori del rilevamento, il largo sostegno al divieto si spiega con una crescente consapevolezza dei rischi: dipendenza, problemi di concentrazione e perturbamento delle relazioni sociali\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge che vorrebbe proibire l\u2019uso di telefonini e social ai minori di 16 anni, prassi vecchia e bacchettona; che trova riflessi censori anche alle nostre latitudini Bisogna pur dirlo. 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