{"id":6628,"date":"2025-11-24T13:07:19","date_gmt":"2025-11-24T12:07:19","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6628"},"modified":"2025-11-24T13:07:19","modified_gmt":"2025-11-24T12:07:19","slug":"scuola-sullo-stress-dei-nostri-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-sullo-stress-dei-nostri-giovani\/","title":{"rendered":"Scuola: sullo stress dei nostri giovani"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #511d22; border: 0.4pt solid #511D22; padding: 6px; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">I fautori di classifiche di merito non dimentichino le parole di don Milani: \u201cLa scuola ha un problema solo, quello degli studenti che perde\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si parla ancora dello stress dei nostri giovani e giovanissimi. Ha scritto Simonetta Caratti su laRegione: \u00abAttacchi di panico, ansia, autolesionismo, depressione e abuso di psicofarmaci: un malessere silenzioso sta travolgendo sempre pi\u00f9 giovani. Ragazzi e ragazze che si sentono disorientati, incapaci di immaginare il proprio futuro. Non sempre sanno dare un nome al dolore che provano, ma quel disagio \u00e8 reale, profondo, e cresce nell\u2019indifferenza di una societ\u00e0 che continua a premiare la performance, l\u2019immagine, la perfezione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I produttori di stress sono numerosi e variegati, spesso presi sottogamba e a volte neppure distinti con chiarezza. Alcuni potrebbero anche essere controllati. \u00c8 il caso dei telefonini, sempre pi\u00f9 spesso presi di mira e colpevolizzati, quasi fossero dotati di vita propria, un po\u2019 come le mostruose creature protagoniste di Alien, il film cult di Ridley Scott del 1979. Si tenta cos\u00ec di combattere questo presunto nemico con minacce e divieti. I genitori alzano le barricate e invocano il pugno di ferro istituzionale; sono probabilmente gli stessi genitori che gliel\u2019hanno comprato, il mostro, e l\u2019alimentano giorno dopo giorno: cibi costosi, gli abbonamenti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il <em>Centro<\/em> ha lanciato l\u2019iniziativa \u00abSmartphone: a scuola no!\u00bb, che dovrebbe concludersi in questi giorni. Il successo \u00e8 certo. Ed \u00e8 altrettanto certo che ogni divieto rappresenta un fallimento dell\u2019educazione. Il filosofo e pedagogista americano John Dewey, tra i fondatori della scuola attiva, riteneva che l\u2019educazione non pu\u00f2 poggiare su imposizioni o proibizioni \u2013 soprattutto quando non si sa pi\u00f9 che pesci pigliare \u2013 ma su esperienze che permettano di sviluppare autonomia e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tant\u2019\u00e8: la stessa Simonetta Caratti ha titolato il suo Commento <em>Pausa digitale anche per gli adulti.<\/em> E precisa: \u00abLe cause sono molteplici: pressioni scolastiche, genitori stressati o assenti, modelli di successo irraggiungibili\u00bb. Sui genitori stressati o assenti potremmo disquisire a lungo. \u00c8 un mantra che dura da anni, che insinua sottilmente una colpevole assenza. Ci saranno anche le assenze <em>colpevoli,<\/em> ma ho conosciuto tante situazioni in cui le colpe erano altrove, ad esempio in salari inadeguati che obbligano tante coppie a non poter scegliere tra i figli e la gestione finanziaria della famiglia, nella necessit\u00e0 di arrivare a fine mese, di frequente col fiatone. Cos\u00ec, molti genitori sono costretti a lasciare i figli agli asili-nido, poi alla scuola, al doposcuola, alle colonie, ai parenti lontani: non sempre senza costi \u2013 a parte l\u2019alto costo di crescere senza una mamma e\/o un pap\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La scuola non sempre \u00e8 in grado di percepire appieno queste situazioni, che sono presenti in maniera significativa. Basterebbe un minimo di empatia, anche da parte degli insegnanti e di chi detta i programmi di studio, le regole di valutazione, i compiti e lo studio a casa, per capire che il problema non \u00e8 nelle famiglie, ma \u00e8 radicato nel contesto sociale, economico e culturale di questo sfigato Cantone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6634\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola-300x200.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola-768x512.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola-1320x880.jpg 1320w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Stress-e-scuola.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">S\u00ec, la scuola \u00e8 una grande fabbrica di stress. In un articolo su Naufraghi\/e di un anno fa (<a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-non-e-il-golgota\/\">La scuola non \u00e8 il Golgota<\/a>) avevo commentato una di quelle valutazioni internazionali che, a volte, contribuiscono a indirizzare le politiche scolastiche dei paesi che vi aderiscono. Quell\u2019anno in cima alle classifiche c\u2019erano Singapore e la Finlandia, due paesi con livelli analoghi ma percorsi assai diversi per raggiungerli. I giovani singaporiani \u2013 scrivevo \u2013 pagano un prezzo molto alto per un sistema cos\u00ec orientato al rendimento: mancanza di sonno, problemi di attenzione, pensieri confusi, che talvolta sfociano nel peggio. Ogni anno alcuni studenti si tolgono la vita per disperazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In Finlandia, invece, le giornate scolastiche sono pi\u00f9 brevi che in quasi tutti gli altri Paesi: 4-6 ore al giorno, con una settimana di 5 giorni. Gli alunni dedicano inoltre poco tempo ai compiti a casa: 10-20 minuti al giorno. In questo modo non si penalizzano i bambini privi di supporto familiare e non ne risentono n\u00e9 il sonno n\u00e9 le prestazioni cognitive.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La conclusione, oggi come ieri, \u00e8 una sola. Come diceva don Lorenzo Milani, \u00abLa scuola ha un problema solo, i ragazzi che perde\u00bb. Eppure si insiste. Qua e l\u00e0 sembra addirittura un accanimento. Quando un insegnante non boccia nessuno si dice che \u00e8 di manica larga, inattendibile sul piano del valore di ogni allievo\/a. Quegli altri incutono terrore, nel loro istituto sono pi\u00f9 famosi \u2013 che so? \u2013 di un centravanti ceduto ai club arabi. \u00c8 quello che alimenta la statistica dei ragazzi e delle ragazze che la scuola perde per strada, a essere buoni un 10%. Ma una scuola senza i primi della classe e quelli che ci lasciano le penne, secondo taluni che scuola sarebbe?<\/p>\n<div><b><i><span lang=\"IT\">Scritto per <a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/scuola-sullo-stress-dei-nostri-giovani\/\">Naufraghi\/e<\/a> di mercoled\u00ec 19 novembre 2025<\/span><\/i><\/b><\/div>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fautori di classifiche di merito non dimentichino le parole di don Milani: \u201cLa scuola ha un problema solo, quello degli studenti che perde\u201d Si parla ancora dello stress dei nostri giovani e giovanissimi. 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