{"id":665,"date":"2011-02-16T20:30:04","date_gmt":"2011-02-16T21:30:04","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=665"},"modified":"2019-03-10T18:58:04","modified_gmt":"2019-03-10T17:58:04","slug":"ma-chi-glielha-detto-a-certa-gente-di-fare-il-professore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/ma-chi-glielha-detto-a-certa-gente-di-fare-il-professore\/","title":{"rendered":"Ma chi gliel\u2019ha detto, a certa gente, di fare il professore?"},"content":{"rendered":"<p>Fortebraccio, corsivista dell\u2019Unit\u00e0 di un tempo, scrisse che Mario Tanassi, il socialdemocratico italiano pi\u00f9 volte ministro della vicina repubblica a cavallo tra gli anni \u201960 e \u201970, aveva la fronte inutilmente spaziosa e che a causa della mancanza dell\u2019oggetto non aveva mai avuto un mal di testa. La battutaccia mi \u00e8 venuta in mente guardando su YouTube alcuni video un po\u2019 citrulli che imperversano da qualche mese a questa parte, con la regia di qualcuno che, col motto \u00abGoliardia imperat!\u00bb, sigla delle sparate qualunquiste contro il Dipartimento della Formazione e dell\u2019Apprendimento (DFA) della SUPSI. Questi candidati all\u2019insegnamento, mi son detto, non possono certo soffrire di emicrania. Gi\u00e0 lo pseudonimo che hanno scelto per curare la regia delle loro scemenze \u00e8 tutto un programma: \u00abMongol &amp; Battona\u00bb, che la dice lunga sull\u2019entit\u00e0 dei loro collegamenti cerebrali. Naturalmente si preoccupano di mettere le mani avanti, specificando che \u00abQuesto prodotto videoludico non vuole offendere nessuno, lungi da noi\u00bb. Per\u00f2, scemenza dopo scemenza, sparano a zero contro il DFA, contro la scelta del Cantone di pretendere due anni di abilitazione dopo il bachelor o dopo il master per insegnare nelle scuole cantonali, contro la direttrice del DFA e, in definitiva, contro la necessit\u00e0 di una formazione pedagogica per diventare insegnanti. Si intuisce che per loro le scienze dell\u2019educazione sono materia facile facile per chi vuol fare il maestro dell\u2019asilo o della scuola elementare, non certo per gente che ha frequentato nientepopodimeno che l\u2019universit\u00e0. Loro \u201csanno le cose\u201d e ci\u00f2 \u00e8 quanto basta.<br \/>\nL\u2019insofferenza di taluni accademici nei confronti della formazione pedagogica \u00e8 ormai una storia vecchia, anche se non pu\u00f2 essere ricondotta al DFA. Nel 1974 il nostro Parlamento, dopo una battaglia lunga e, in parte, estenuante, vot\u00f2 le Legge sulla scuola media, che cancellava le scuole precedenti, vale a dire la scuola maggiore e il ginnasio. La prima era una buona scuola, nella quale i maestri insegnavano; la seconda era una scuola selettiva, il cui obiettivo dichiarato era quello di selezionare i migliori (o i figli dei notabili) per mandarli alla scuola superiore e, poi, all\u2019universit\u00e0. Nella prima c\u2019erano i Maestri, preoccupati di insegnare; nella seconda i professori, che venivano dritti dritti dall\u2019universit\u00e0 &#8211; fatta eccezione per gli ultimi anni del boom demografico, dove si reclutava il personale come viene viene. In quell\u2019ormai lontano 1974 il parlamento fu costretto ad accettare un pesante compromesso affinch\u00e9 la rivoluzionaria legge passasse: la scuola media unificata, che sarebbe diventata una realt\u00e0 qualche anno dopo, prevedeva, dopo un primo biennio identico per tutti, i famigerati livelli A e B, poi confluiti in forme di selezione meno appariscenti, quali i corsi di base o quelli attitudinali in alcune discipline. Il guaio fu che, dopo aver ingoiato il compromesso, la nuova scuola fu presidiata da una moltitudine insegnanti e direttori provenienti dal vecchio ginnasio: cos\u00ec che si fin\u00ec per riconvertire i maestri della scuola maggiore in professori, invece che fare il contrario &#8211; e poco pot\u00e9 fare Franco Lepori, all\u2019epoca capo dell\u2019ufficio cantonale della neonata scuola, per fronteggiare i guasti dei politici, perpetrati con le loro nomine disinvolte. Sul nuovo DFA, che subentra in linea temporale alla magistrale seminariale, a quella post-liceale e all\u2019ASP, ho le mie riserve e le mie preoccupazioni; credo che la tendenza tecnocratica sempre pi\u00f9 dilagante non sta portando nulla di buono, anche se conviene, per il momento, attendere come saranno i nuovi diplomati. Per il bene dei futuri allievi e del paese, per\u00f2, c\u2019\u00e8 da augurarsi che \u00abMongol &amp; Battona\u00bb siano sonoramente bocciati, come si addice agli asini, prima che entrino nella scuola e comincino a fare danni. In caso contrario ne soffrirebbe anche la credibilit\u00e0 della nuova scuola magistrale: il DFA, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortebraccio, corsivista dell\u2019Unit\u00e0 di un tempo, scrisse che Mario Tanassi, il socialdemocratico italiano pi\u00f9 volte ministro della vicina repubblica a cavallo tra gli anni \u201960 e \u201970, aveva la fronte inutilmente spaziosa e che a causa della mancanza dell\u2019oggetto non aveva mai avuto un mal di testa. 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