{"id":6687,"date":"2026-06-05T18:53:10","date_gmt":"2026-06-05T16:53:10","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6687"},"modified":"2026-06-09T18:27:22","modified_gmt":"2026-06-09T16:27:22","slug":"meirieu-democrazia-e-educazione-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/meirieu-democrazia-e-educazione-domani\/","title":{"rendered":"Meirieu: democrazia e educazione domani"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6685\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copertina-del-libro-e1780675936345-793x1024.png\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copertina-del-libro-e1780675936345-793x1024.png 793w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copertina-del-libro-e1780675936345-232x300.png 232w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copertina-del-libro-e1780675936345-768x991.png 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Copertina-del-libro-e1780675936345.png 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.enricobottero.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Enrico Bottero<\/a> \u00e8 un pedagogista entusiasta, un instancabile e tenace militante dell\u2019idealismo e dell\u2019utopia pedagogica. Crede ostinatamente nei valori della giustizia, della libert\u00e0, dello spirito critico, e confida profondamente nel primato dell\u2019educazione in ogni luogo, a scuola, in famiglia, nelle piazze.<\/p>\n<p>\u00c8 dura, oggi. Da maestro di scuola elementare (tra il \u201974 e l\u201983) mi ero buttato a capofitto nella scuola attiva, nell\u2019<em>Educazione nuova,<\/em> sulla scorta di tanti insegnamenti fruiti alla scuola magistrale di quegli anni \u2013 in particolare penso alle lezioni di Antonio Spadafora (*) quando ci fece conoscere Jean-Jacques Rousseau, John Dewewy, C\u00e9lestin Freinet, Jerome Bruner\u2026 La mia non era una scelta ideologica, o lo era solo in parte. In quegli anni si parlava molto dell\u2019autoritarismo dei maestri, dei contenuti desueti dei programmi scolastici, delle lezioni cattedratiche. Se li rileggo oggi, quei programmi del 1959 non hanno nulla di cos\u00ec conservatore, salvo forse lo stile linguistico dell\u2019epoca:<\/p>\n<p style=\"margin-left: 1.5em; color: #555; font-style: italic;\">Un programma non pu\u00f2 essere che uno schema offerto all\u2019insegnante perch\u00e9 lo trasformi in cosa compiuta e viva. La designazione delle materie, i chiarimenti analitici e i suggerimenti didattici, senza presumere di vincolare l\u2019iniziativa dell\u2019insegnante, gli forniscono le necessarie norme circa la via da seguire e i criteri da osservare. Sar\u00e0 bene ricordare che la scuola non ha altra legge che quella del migliore sviluppo del fanciullo a essa affidato: metodo buono e fecondo \u00e8 quello che corrisponde fedelmente alle esigenze morali, intellettuali e fisiche del fanciullo e che pi\u00f9 validamente contribuisce alla formazione della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Analoga premessa rispuntava nei programmi del 1984:<\/p>\n<p style=\"margin-left: 1.5em; color: #555; font-style: italic;\">Nessun insegnante potr\u00e0 delegare al programma la responsabilit\u00e0 di conseguire gli obiettivi indicati. Il suo vero lavoro, la sua funzione educativa si estendono ben oltre i contenuti di apprendimento: essi tendono a sviluppare la personalit\u00e0 dell\u2019allievo, a farla crescere nelle dimensioni pi\u00f9 sopra ricordate.<br \/>\n\u00c8 questo il primo criterio di misura che si vuole suggerire per verificare la validit\u00e0 di un insegnamento. Se ogni allievo potesse chiedersi, al termine di una giornata scolastica: \u00abChe cosa ho imparato, oggi?\u00bb, la sua risposta sarebbe la pi\u00f9 essenziale valutazione dell\u2019insegnamento ricevuto.<br \/>\nAnaloga domanda \u00e8 bene che se la ponga l\u2019insegnante, riferendola al suo lavoro: avr\u00e0 cos\u00ec un criterio per valutare la sua pratica didattica in rapporto alle finalit\u00e0 generali della scuola.<\/p>\n<div>\n<p>Mi vien da dire che chi faceva la scuola in quegli anni era in gran parte pi\u00f9 conservatore dello spirito dei tempi e di quei programmi, con il corollario di un abbraccio con ispettori e direttori, funzionari che spesso diventavano l\u2019alibi per non trasformare quegli stessi programmi <em>in cosa compiuta e viva,<\/em> per dirla come nel 1959.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, anche il Cantone Ticino ha fatto la sua parte con il nuovo <em>Piano di studio della scuola dell\u2019obbligo<\/em> del 2022: oltre duecento pagine che riflettono lo spirito dei Tempi moderni \u2013 non quelli di Chaplin, purtroppo, ma quelli delle competenze minuziosamente elencate e delle procedure che tendono a classificare ogni dettaglio del fare scuola, fare la scuola ed essere a scuola. Il documento \u00e8 costellato di enunciati sulla libert\u00e0, la giustizia, l\u2019inclusione (termine oggi molto di moda e, va detto, inclusiverrimo), ma l\u2019impianto complessivo resta quello tecnocratico che caratterizza gran parte delle scuole occidentali: un\u2019educazione chiamata pi\u00f9 a \u201crendere conto\u201d che a respirare, pi\u00f9 attenta alla precisione delle griglie che al senso profondo del lavoro educativo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6686\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-serena.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-serena.png 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-serena-300x300.png 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-serena-150x150.png 150w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-serena-768x768.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Ma torniamo a Bottero, che recentemente ha raccolto e tradotto in italiano alcuni articoli del pedagogista francese Philippe Meirieu, con l\u2019intrigante titolo <em>Quale scuola per il nostro futuro?<\/em><\/p>\n<p>\u00abScritti in tempi diversi \u2013\u00a0annota nell\u2019introduzione \u2013 i testi di Philippe Meirieu che pubblichiamo in questa antologia hanno comunque un filo conduttore. Tutti i testi, infatti, ruotano attorno alla stessa questione di fondo: qual \u00e8 il ruolo della scuola e degli insegnanti in una democrazia? \u00c8 una domanda importante, perch\u00e9, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 caratterizzata dal consumismo, dalla pervasivit\u00e0 della logica del mercato, dal prevalere dell\u2019interesse di singoli gruppi a danno della collettivit\u00e0 e dal pericoloso rinascere della logica del conflitto tra Stati, la democrazia richiederebbe la presenza di cittadini capaci di dialogare insieme e di partecipare attivamente, tutte competenze che possono essere coltivate solo grazie all\u2019educazione allo spirito critico\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019antologia si apre con una riflessione ampia sul vivere insieme in una societ\u00e0 democratica: dalle pressioni consumistiche che attraversano la scuola alle forme di disimpegno sociale che ne derivano, fino alla necessit\u00e0 di ricostruire un senso autentico di collettivit\u00e0. Traducendo e rilanciando il pensiero di Meirieu, Bottero indaga poi il rapporto tra spazi educativi e modi di apprendere, affronta il tema di una spiritualit\u00e0 laica, interroga le paure che accompagnano l\u2019avanzare dell\u2019intelligenza artificiale e delinea alcuni principi per un\u2019educazione capace di sostenere la democrazia.<\/p>\n<p>La seconda parte si concentra invece sulla figura dell\u2019insegnante: il suo ruolo nella tenuta delle istituzioni democratiche, la dimensione etica del servizio pubblico e le questioni legate alla valutazione, viste come snodo cruciale per comprendere la scuola di oggi e quella che vorremmo domani.<\/p>\n<p>L\u2019edizione digitale dell\u2019antologia <em>Quale scuola per il nostro futuro?,<\/em> di Philippe Meirieu con la traduzione italiana di Enrico Bottero (2026, edito da Multimage &#8211; Associazione Editoriale), pu\u00f2 essere scaricata gratuitamente <a href=\"https:\/\/freinet.it\/quale-scuola-per-il-nostro-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>. L\u2019edizione cartacea pu\u00f2 essere ordinata scrivendo a <a href=\"mailto:ordini@multimage.org\">ordini@multimage.org<\/a>.<\/p>\n<div style=\"text-align: center; margin: 2.5em 0; color: #24890d; font-size: 1.4em; letter-spacing: 0.3em;\">\u2022\u2022\u2022<\/div>\n<p><strong>Altri scritti di Philippe Meirieu tradotti da Enrico Bottero<\/strong><\/p>\n<p><em>Pedagogia. Dai luoghi comuni ai concetti chiave,<\/em> 2018, Aracne<\/p>\n<p><em>Una scuola per l\u2019emancipazione. Libera dalle nostalgie dei vecchi metodi e da suggestioni alla moda,<\/em> 2020, Armando Editore<\/p>\n<p><em>Quale educazione per salvare la democrazia? Dalla libert\u00e0 di pensare alla costruzione di un mondo comune,<\/em> 2023, Armando Editore<\/p>\n<p><em>Chi vuole ancora gli insegnanti?,<\/em> 2024, Armando Editore<\/p>\n<div style=\"text-align: center; margin: 2.5em 0; color: #24890d; font-size: 1.4em; letter-spacing: 0.3em;\">\u2022\u2022\u2022<\/div>\n<p>(*) <strong>Antonio Spadafora<\/strong> (1942-2013) \u00e8 stato una figura centrale nel panorama culturale del Canton Ticino. Nato nel 1942, si laure\u00f2 in Filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Pavia. Trasferitosi in Svizzera, dedic\u00f2 la sua carriera all\u2019insegnamento e alla gestione delle risorse bibliotecarie. Inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 professionale come docente presso la Scuola Magistrale e il Liceo di Locarno. Successivamente, ricopr\u00ec il ruolo di direttore della Biblioteca Cantonale di Locarno, istituzione che apr\u00ec al pubblico nell\u2019aprile del 1989 dopo un decreto legislativo del 1987. Il suo contributo fu determinante per lo sviluppo culturale della regione: \u00e8 infatti riconosciuto come l\u2019ideatore del Sistema Bibliotecario Ticinese (SBT), l\u2019organo di coordinamento delle biblioteche cantonali. Si spense nel 2013 all\u2019et\u00e0 di 70 anni, dopo una lunga malattia vissuta con dignit\u00e0. La sua scomparsa fu salutata con commozione dalla comunit\u00e0 locale. Luciano Canfora \u2013 filologo classico, grecista, storico e saggista \u2013 gli dedic\u00f2 un tributo sul Corriere della Sera, sottolineandone l\u2019importanza culturale <em>(Spadafora, la vocazione di promuovere la lettura,<\/em> Corriere della Sera, 05.07.2013).<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center; margin: 2.5em 0; color: #24890d; font-size: 1.4em; letter-spacing: 0.3em;\">\u2022\u2022\u2022<\/div>\n<div>Col titolo\u00a0<em>Quale scuola per il nostro futuro <\/em>\u00e8 stato pubblicato anche su\u00a0<strong><em><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/quale-scuola-per-il-nostro-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Naufrahghi\/e<\/a><\/em><\/strong> il 9 giugno \u201926.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Enrico Bottero \u00e8 un pedagogista entusiasta, un instancabile e tenace militante dell\u2019idealismo e dell\u2019utopia pedagogica. 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