{"id":6724,"date":"2026-10-06T23:33:48","date_gmt":"2026-10-06T21:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6724"},"modified":"2026-10-06T23:33:48","modified_gmt":"2026-10-06T21:33:48","slug":"la-scuola-fuori-dalla-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/la-scuola-fuori-dalla-scuola\/","title":{"rendered":"La scuola fuori dalla scuola"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #f3f4f4; border: 1.00pt solid #ff6000; padding: 10px; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ff6000;\">L\u2019insegnamento attraverso la realt\u00e0 pratica pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace dell\u2019insegnamento scolastico. Lo teorizzava Ivan Illich, autore di \u201cDescolarizzare la societ\u00e0\u201d. Che avesse ragione?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cDare a tutti eguali possibilit\u00e0 d\u2019istruzione \u00e8 un obiettivo auspicabile e raggiungibile, ma identificare questo obiettivo nella scolarizzazione obbligatoria \u00e8 come confondere la salvezza eterna con la chiesa. La scuola \u00e8 divenuta la religione universale di un proletariato modernizzato e fa vuote promesse di salvezza ai poveri dell\u2019era tecnologica\u201d.<\/em> Queste parole, persino sacrosante, le ha scritte uno storico, pedagogista e filosofo austriaco poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa, proseguendo poi in questi termini: \u201c<em>Lo stato nazionale ha fatto propria questa religione arruolando tutti i cittadini in un programma scolastico graduato che porta a una successione di diplomi e che ricorda i rituali iniziatici e le ordinazioni sacerdotali di tempi lontani. Lo stato moderno si \u00e8 assunto il compito di far rispettare le decisioni dei suoi educatori per mezzo di volonterosi funzionari addetti alla lotta contro gli evasori dall\u2019obbligo scolastico e mediante i titoli di studio richiesti per ottenere un impiego, un po\u2019 come i re spagnoli facevano applicare le decisioni dei loro teologi servendosi dei conquistadores e dell\u2019inquisizione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6722\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-909x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-909x1024.jpg 909w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-266x300.jpg 266w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-768x865.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-1364x1536.jpg 1364w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society-1320x1487.jpg 1320w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Deschooling-society.jpg 1818w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/p>\n<p>Siamo nel 1971, l\u2019onda lunga del Sessantotto non si \u00e8 ancora del tutto spenta. A scrivere quelle righe \u00e8 Ivan Illich, nato giusto un secolo fa e morto nel 2002. La scuola, in quegli anni, rivendicava pi\u00f9 libert\u00e0 pedagogica e didattica, e contestava i piani di studio degli anni \u201950. Ma nessuno osava scalfire la Laica Trinit\u00e0 Istituzionale: l\u2019Insegnante, la Sua aula, i Suoi allievi. Da quella struttura non si uscir\u00e0 mai davvero, salvo per l\u2019espansione colonizzante degli specialismi: un po\u2019 meno nella scuola elementare, quasi fondativa dalla scuola media in su.<\/p>\n<p>Illich, che non ha niente a che fare coi movimenti del Sessantotto, in quegli anni pubblica \u201c<em>Descolarizzare la societ\u00e0\u201d.<\/em> Osserva che \u201c<em>\u00e8 fuori della scuola che ognuno impara a vivere. Si impara a parlare, a pensare, ad amare, a sentire, a giocare, a bestemmiare, a far politica e a lavorare senza l\u2019intervento di un insegnante. Gli orfanelli, gli idioti e i figli degli insegnanti imparano quasi tutto quello che sanno fuori del processo \u201ceducativo\u201d predisposto per loro. Gli insegnanti che hanno tentato di migliorare l\u2019istruzione dei poveri hanno ottenuto risultati mediocri. Ai genitori poveri che vogliono mandare a scuola i loro bambini non interessa tanto ci\u00f2 che impareranno, quanto il diploma e i soldi che grazie al diploma potranno guadagnare. E i genitori borghesi quando affidano i propri bambini a un insegnante lo fanno per impedire che imparino ci\u00f2 che i poveri apprendono per le strade\u201d.<\/em> Come nota efficacemente il nostro contemporaneo Philippe Meirieu: \u00abMeno male che non \u00e8 la scuola a insegnare ai bambini a camminare: altrimenti avremmo un terzo della popolazione che cammina bene, un terzo che zoppica e un terzo che rimane immobilizzato a letto!\u00bb<\/p>\n<p>Studi pi\u00f9 recenti si occupano dell\u2019educazione informale, quel concetto che Illich aveva intuito senza ancora nominare. Nel 1993 un gruppo di ricercatori aveva dimostrato l\u2019efficacia dell\u2019educazione di strada, non imposta da alcuna autorit\u00e0, osservando dei ragazzini che vendevano frutta in strada. Mentre risolvevano correttamente il 98% dei calcoli complessi nel contesto reale del mercato, la loro precisione crollava al 37% quando gli stessi problemi venivano proposti in forma astratta e scolastica, confermando che le competenze acquisite con la pratica potevano essere pi\u00f9 efficaci delle didattiche scolastiche. Un\u2019analoga ricerca aveva puntato i riflettori sulle casalinghe che, al supermercato, erano confrontate con Azioni imperdibili. Anche in quel caso i loro calcoli mentali non le avevano tradite, mentre gli stessi quesiti, in versione scolastica, avevano dato risultati pi\u00f9 scadenti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6723\" aria-describedby=\"caption-attachment-6723\" style=\"width: 196px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-6723\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ivan-Illich-694x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ivan-Illich-694x1024.jpg 694w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ivan-Illich-203x300.jpg 203w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ivan-Illich-768x1134.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Ivan-Illich.jpg 813w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6723\" class=\"wp-caption-text\">Ivan Illich (Vienna 1926 &#8211; Brema 2002)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sarebbe interessante discuterne oggi direttamente con Illich, immaginandolo ancora quarantacinquenne: chiedergli cosa pensa della nostra scuola, ancora l\u00ec ben salda e obbligatoria, ma col moltiplicarsi infinito di diplomi, bachelor e master e formazioni continue che spesso sono <em>continue<\/em> anche se non si impara niente di nuovo \u2013 sempre che <em>imparare<\/em> abbia a che fare con scelte individuali e umanistiche a favore della propria professionalit\u00e0, non solo dettate da promozioni e fragili avanzamenti curricolari ed economici.<\/p>\n<p>Eppure gi\u00e0 in quegli anni Ivan Illich rest\u00f2 solo. Credo che le generazioni di insegnanti degli anni \u201940 e \u201950 l\u2019abbiano incontrato sui loro percorsi formativi, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che sosteneva era interessante, a parte, chiss\u00e0?, l\u2019abolizione delle scuole, che ovviamente non sarebbe stata applaudita da chi insegnante lo era gi\u00e0, lo stava diventando oppure sognava di diventarlo. Non tutti avevano la cosiddetta vocazione, perch\u00e9 c\u2019erano, e ci sono ancora, canti di sirene piuttosto ammalianti, per lo pi\u00f9 senza rischi.<\/p>\n<p>Non so se oggi esista ancora, da qualche parte, una sana vena di iconoclastia, qualche opinione spregiudicata, radicale e irriverente verso le nostre autorevoli e secolari istituzioni. Ma mi piace crederci.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #2cad28; font-size: 26px;\">\u2605\u2605\u2605<\/span><\/p>\n<p>PS: Pochi anni dopo \u201c<em>Descolarizzare la societ\u00e0\u201d [Deschooling society, 1971: New York, Harper &amp; Row],<\/em> Illich se la prese anche con la sanit\u00e0, denunciando, tra tante cose, la diffusione di malattie iatrogene, cio\u00e8 malattie generate dalla notevole crescita della medicalizzazione. Nel 1975 pubblic\u00f2 \u201c<em>La nemesi medica\u201d,<\/em> <em>(Medical nemesis, <\/em>London: Calder &amp; Boyars). Se ci si pensa, si nasce se un medico lo certifica, e anche la morte \u00e8 certificata da un medico. Serve un certificato per non andare al lavoro se ci si sente indisposti. Serve un diploma per poter entrare nel mondo del lavoro, in termini economici e sindacali. Se non hai il pezzo di carta non sei nessuno. \u00c8 la liturgia finale di questa fede moderna. Capita, purtroppo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/la-scuola-fuori-dalla-scuola\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Scritto per Naufraghi\/e <\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insegnamento attraverso la realt\u00e0 pratica pu\u00f2 essere pi\u00f9 efficace dell\u2019insegnamento scolastico. Lo teorizzava Ivan Illich, autore di \u201cDescolarizzare la societ\u00e0\u201d. Che avesse ragione? \u201cDare a tutti eguali possibilit\u00e0 d\u2019istruzione \u00e8 un obiettivo auspicabile e raggiungibile, ma identificare questo obiettivo nella scolarizzazione obbligatoria \u00e8 come confondere la salvezza eterna con la chiesa. 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