{"id":674,"date":"2011-04-18T20:36:20","date_gmt":"2011-04-18T21:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=674"},"modified":"2016-01-22T22:40:57","modified_gmt":"2016-01-22T21:40:57","slug":"berlino-le-scolaresche-e-la-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/berlino-le-scolaresche-e-la-guerra-fredda\/","title":{"rendered":"Berlino, le scolaresche e la guerra fredda"},"content":{"rendered":"<p>Ho passato alcuni giorni a Berlino, citt\u00e0 affascinante, dinamica, vivibile, fitta di storia e di cultura. Le testimonianze della seconda guerra mondiale \u2013 e, in particolare, le distruzioni della battaglia finale \u2013 cos\u00ec come le tracce della successiva segregazione all\u2019interno del muro e del blocco comunista sono innumerevoli, tanto da porsi come una delle maggiori caratteristiche della citt\u00e0, accanto ai suoi impressionanti musei, agli edifici storici e a quelli, contemporanei e audaci, dell\u2019attuale ricostruzione. Essendo io nato nei primi anni \u201950 \u00e8 stata quasi logica una sorta di attrazione magnetica verso la Berlino della guerra fredda, della contrapposizione tra Occidente e blocco comunista, della cortina di ferro. Quando inizi\u00f2, improvvisa, l\u2019erezione del Muro, nel 1961, avevo otto anni. Erano ancora i tempi della radio e del \u00abNotiziario dell\u2019agenzia telegrafica svizzera\u00bb, col canto dell\u2019usignolo e l\u2019incancellabile voce di Mario Casanova: era il rito quotidiano delle 12.30 di molte famiglie ticinesi, durante lo svolgimento del quale regnava un religioso silenzio, tutt\u2019al pi\u00f9 spezzato sommessamente dal rumore delle posate sui piatti. Nessuno poteva sottrarsi, ma non era un male. Rammento qualche nome di quegli anni \u2013 Adenauer, Chru\u0161\u010d\u0451v, Kennedy \u2013 e qualche briciola di quegli avvenimenti, commentati dagli adulti senza che qualcuno si desse la pena di spiegarmi qualcosa (forse erano fatti che non potevano n\u00e9 dovevano interessare un ragazzino). Quando il Muro croll\u00f2 di anni ne avevo compiuti ormai quasi quaranta, non ero pi\u00f9 un bamboccio. A met\u00e0 degli anni \u201970, poco pi\u00f9 che ventenne, ero stato per alcuni giorni nell\u2019Unione Sovietica di Bre\u017enev: credo che alla costruzione della mia identit\u00e0, politica e culturale, abbiano contribuito innumerevoli avvenimenti intenzionali e accidentali; forse anche il notiziario dell\u2019ATS e quell\u2019incomprensibile viaggio a Mosca e Leningrado hanno generato quella vena di anarchia che sento come intimamente avvinta al principio di libert\u00e0. Per me la caduta del Muro di Berlino \u00e8 legata all\u2019emozione nell\u2019ascoltare Mstislav Rostropovi\u010d che, su una seggiola ai piedi del Muro, suonava Bach col suo violoncello (\u00abNon fu un atto politico, suonavo per farmi sentire da Dio\u00bb). Ma \u00e8 durante questo soggiorno a Berlino, visitando il museo della DDR, soffermandomi in Alexanderplatz, visitando il Checkpoint Charlie e l\u2019adiacente museo, che ho capito sul serio il discorso di John Kennedy del 26 giugno 1963: <em>civis Romanus sum, Ich bin ein Berliner,<\/em> non solo uno slogan ad effetto in piena guerra fredda, ma un richiamo forte al valore della libert\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2357\" aria-describedby=\"caption-attachment-2357\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Berlino-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2357 size-large\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Berlino-02-1024x768.jpg\" alt=\"Berlino - Il Memoriale per gli ebrei assassinati d'Europa\" width=\"474\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Berlino-02-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Berlino-02-300x225.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/Berlino-02-600x450.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2357\" class=\"wp-caption-text\">Berlino &#8211; Il Memoriale per gli ebrei assassinati d&#8217;Europa<\/figcaption><\/figure>\n<p>A Berlino ho incrociato un sacco di scolaresche provenienti da pi\u00f9 parti d\u2019Europa. Le incontravi nei luoghi emblematici, nei musei, per le piazze e sui bus. Non so che preparazione avessero ricevuto prima di quel viaggio, n\u00e9 se ne abbiano tratto qualcosa di importante. A partire dagli anni \u201970 l\u2019insegnamento della storia nelle scuole ha subito molte bastonate, non solo nel nostro Cantone. Quei giovani simpatici, educati, per nulla caciaroni, sembravano pi\u00f9 interessati alla parte conviviale della gita di studio \u2013 e lo dico senza nessuna malignit\u00e0 o sarcasmo. Essi sono nati nell\u2019era della comunicazione sfrenata, massificata e ridondante, in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile trovare gli assi logici sui quali forgiare la propria personalit\u00e0 e costruire il proprio pensiero. La scuola di oggi, \u00abcos\u00ec facilitata, estroversa, tecnologica e giocante\u00bb (P. Mastrocola) non contribuisce certo a educare i nostri giovani, se per educazione intendiamo un grande progetto politico per la Societ\u00e0 intera. Sono fortunati, i giovani d\u2019oggi, di poter visitare con la scuola Parigi e Berlino, Londra e Praga. Ma mi sto chiedendo: chiss\u00e0 se i miei inconsapevoli compagni di viaggio hanno capito qualcosa di quell\u2019enorme scempio della libert\u00e0 che \u00e8 stato il blocco comunista, DDR e Berlino comprese? Chiss\u00e0 se parole come glasnost\u2019, Gorba\u010d\u00ebv, perestrojka, Wa\u0142\u0119sa, Reagan rimandano anche loro agli avvenimenti di quegli anni prima di internet, loro che sono nati con la caduta del Muro? E chiss\u00e0 se i loro insegnanti hanno potuto (o voluto) aiutarli a ricostruire almeno i profili essenziali del mosaico?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho passato alcuni giorni a Berlino, citt\u00e0 affascinante, dinamica, vivibile, fitta di storia e di cultura. 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