{"id":676,"date":"2011-05-24T20:37:50","date_gmt":"2011-05-24T21:37:50","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=676"},"modified":"2011-05-24T20:37:50","modified_gmt":"2011-05-24T21:37:50","slug":"scuola-pubblica-e-obbligatoria-al-di-la-degli-slogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-pubblica-e-obbligatoria-al-di-la-degli-slogan\/","title":{"rendered":"Scuola pubblica e obbligatoria al di l\u00e0 degli slogan"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 parlato molto, in vista del rinnovo dei poteri cantonali, di scuola pubblica e della necessit\u00e0 di continuare a difenderla; da cosa o da chi non \u00e8 parso molto chiaro. Ora che i giochi sono conclusi, i tanti suoi protettori avranno tirato un bel sospiro di sollievo: la scuola pubblica, quella cio\u00e8 che fa capo al DECS e, per suo tramite, allo Stato, non \u00e8 finita in mani maldestre e poco repubblicane. A ben vedere \u00e8 da un paio di lustri che il tema della scuola pubblica ha ripreso vigore, dopo che per tanti anni era sembrato che il tema non meritasse particolari attenzioni, tanto tutto sembrava procedere liscio come l\u2019olio. A dare il la era certamente stata l\u2019iniziativa che mirava all\u2019introduzione dell\u2019aiuto finanziario dello Stato alle scuole private, poi sonoramente bocciata in votazione popolare. Nondimeno parrebbe che l\u2019oggetto del contendere resti piuttosto generico, con ripetuti richiami a Stefano Franscini e alla sua vasta opera di fondazione della scuola pubblica ticinese che, in quella prima met\u00e0 dell\u2019800, era ancora saldamente in mani clericali. L\u2019obiettivo politico dello statista leventinese era quello di dar vita a uno Stato laico e democratico, sganciato dalle gerarchie ecclesiastiche e dal potere della Chiesa, capillarmente diffuso. Si trattava insomma di far s\u00ec che ogni ticinese dovesse frequentare la scuola a partire da una certa et\u00e0 e per un determinato numero di anni, in un\u2019epoca in cui non era scontato pretendere che tutti imparassero a leggere, scrivere e far di conto, capacit\u00e0 che non servivano per mungere o per dare una mano nei campi e che, per sovrapprezzo, andavano contro il sistema di valori ispirato dal Cielo.<br \/>\nOggi tutti vanno a scuola obbligatoriamente a partire dai sei anni e nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio simile imposizione. Detto questo, per\u00f2, \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 difficile progettare e gestire una scuola pubblica che sia in grado di mantenere la barra al centro. Non mi piace, come genitore e come cittadino, che la scuola di oggi sia surrettiziamente soggiogata dalle esigenze dell\u2019immediato e dalle smanie dell\u2019economia globalizzata. Quasi quarant\u2019anni fa il nostro Parlamento ebbe il coraggio di istituire la scuola media unica, azzerando scuola maggiore e ginnasio. Oggi, per\u00f2, circa la met\u00e0 degli allievi esce dalla scuola media senza i requisiti per una scelta consapevole: studi o apprendistato? D\u2019accordo, si dir\u00e0: non siamo mica tutti intellettualmente uguali; \u00e8 quindi giusto che la scuola dello Stato si faccia carico della selezione, che casca cos\u00ec attorno ai dodici anni. Ma quali sono le armi preminenti della selezione? Le lingue forestiere e le scienze esatte. Poi, a seguire e con particolare riguardo ai ragazzi socialmente pi\u00f9 dissestati, le altre discipline. \u00c8 questa la scuola pubblica che si intende difendere? \u00c8 questo il progetto politico dello Stato? Forse \u2013 forse! \u2013 sarebbe pi\u00f9 civile preoccuparsi che i nostri giovani crescano nella consapevolezza di vivere e appartenere a una societ\u00e0 precisa, che ne conoscano la lingua e la storia, che imparino a sviluppare il loro senso critico: per distinguere le sirene dai fatti concreti ed essere in grado di prendere decisioni e di fare scelte misurate con il minimo dei condizionamenti (massmediatici) possibili. Per restare all\u2019ultimo dopoguerra, il dipartimento dell\u2019educazione \u00e8 stato guidato dal PLR, da Brenno Galli a Plinio Cioccari, da Bixio Celio a Ugo Sadis, da Carlo Speziali a Giuseppe Buffi a Gabriele Gendotti. Magari non \u00e8 un male se dal 10 aprile la direzione dell\u2019educazione e dell\u2019istruzione statale abbia cambiato casa. Vedremo se il nuovo direttore del Dipartimento sapr\u00e0 imprimere una svolta all\u2019attuale gestione dell\u2019educazione obbligatoria dei ticinesi, senza restare ostaggio del corporativismo pi\u00f9 interessato e recuperando, per difficile che sia, il vero senso della scuola pubblica, tesa a trasmettere il sistema di valori di un paese laico e democratico: giustizia, tolleranza, capacit\u00e0 di pensare e di comunicare, avendo beninteso delle cose da dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 parlato molto, in vista del rinnovo dei poteri cantonali, di scuola pubblica e della necessit\u00e0 di continuare a difenderla; da cosa o da chi non \u00e8 parso molto chiaro. Ora che i giochi sono conclusi, i tanti suoi protettori avranno tirato un bel sospiro di sollievo: la scuola pubblica, quella cio\u00e8 che fa &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/scuola-pubblica-e-obbligatoria-al-di-la-degli-slogan\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Scuola pubblica e obbligatoria al di l\u00e0 degli slogan<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-676","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=676"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/676\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}