{"id":6766,"date":"2026-11-03T21:18:38","date_gmt":"2026-11-03T20:18:38","guid":{"rendered":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/?p=6766"},"modified":"2026-11-03T21:18:38","modified_gmt":"2026-11-03T20:18:38","slug":"quando-la-scuola-diventa-una-gara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/quando-la-scuola-diventa-una-gara\/","title":{"rendered":"Quando la scuola diventa una gara"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-background\" style=\"background-color: #00534e; border: 2.0pt solid #00534e; padding: 10px; text-align: left;\"><strong><span style=\"color: #ffffff;\">Nelle classi non servono valutazioni trattate come diagnosi cliniche, che ogni volta richiedono l\u2019intervento di uno specialista<\/span><\/strong><\/p>\n<p><i>Serve una scuola capace di sostenere chi ne ha bisogno, evitando per\u00f2 che ogni difficolt\u00e0 sfoci in una diagnosi:<\/i> cos\u00ec il deputato PLR Aron Piezzi intitola una sua recente <a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/user_librerie\/php\/GC\/allegato.php?allid=185519\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">interrogazione parlamentare<\/a>. A dire il vero, la diagnosi, intesa come valutazione dei bisogni e delle condizioni di apprendimento, fa parte di ogni azione pedagogica degna di questo nome. \u00c8 difficile immaginare un intervento educativo senza un\u2019attenta lettura degli elementi che concorrono alla crescita dell\u2019allievo e della comunit\u00e0 scolastica. Il problema, semmai, \u00e8 confondere questa valutazione con una diagnosi clinica, come se ogni difficolt\u00e0 richiedesse necessariamente l\u2019intervento di uno specialista.<\/p>\n<figure id=\"attachment_6768\" aria-describedby=\"caption-attachment-6768\" style=\"width: 474px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-6768\" src=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-1024x590.jpg\" alt=\"\" width=\"474\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-1024x590.jpg 1024w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-300x173.jpg 300w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-768x443.jpg 768w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-1536x886.jpg 1536w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300-1320x761.jpg 1320w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/Pari-opportunita\u0300.jpg 1696w\" sizes=\"auto, (max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6768\" class=\"wp-caption-text\">Primo giorno di scuola, pari opportunit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al posto di Piezzi, chiarirei la questione o la ribalterei. Da dieci anni esprimo il mio scetticismo sui programmi della nostra scuola dell\u2019obbligo, un curriculum selettivo, checch\u00e9 se ne voglia dire. Non credo in queste <i>medicalizzazioni <\/i>eccessive, che per finire raggiungono obiettivi educativi contrari a quelli che si vorrebbero raggiungere. Ho scritto recentemente che oggi <i>siamo confrontati con un piano di studi velleitario e illusorio, che ha bisogno, per funzionare in qualche modo, di tante figure professionali che si accalcano nelle aule, frammentano le competenze, diluiscono le responsabilit\u00e0. Nella scuola obbligatoria si incontrano docenti di appoggio, di sostegno pedagogico, di lingua e integrazione degli alloglotti, oltre a logopedisti, psicomotricisti, psicologi, specialisti per la gestione dei casi difficili e operatrici pedagogiche per l\u2019integrazione.<\/i><i><\/i><\/p>\n<p>In fondo \u00e8 un piano di studio ideato e messo in atto da un Dipartimento a guida socialista che \u00e8 sempre piaciuto molto anche ai liberali. Eppure la critica di Piezzi, che condivido, affonda qui le sue radici: se ci piace questa impostazione, siamo costretti ad accettare un\u2019iper-scolarit\u00e0 dettata dall\u2019economia pi\u00f9 che dal Paese. \u00c8 il tradimento di un principio antico \u2013 quello fransciniano, illuminista e assai moderno, della scuola pubblica come ascensore e non come filtro \u2013 che la Legge della scuola ancora enuncia con indubbia chiarezza:<\/p>\n<p><i>La scuola pubblica \u00e8 un\u2019istituzione educativa al servizio della persona e della societ\u00e0, che promuove lo sviluppo armonico di persone in grado di as<\/i><i>sumere ruoli attivi e responsabili nella societ\u00e0 e di realizzare le istanze di giustizia e di libert\u00e0.<\/i> Tutto l\u00ec.<\/p>\n<h5><b>Quando la scuola diventa una gara<\/b><\/h5>\n<p>Piezzi rammenta che l\u2019origine di un disagio pu\u00f2 dipendere dalle modalit\u00e0 di insegnamento, dalle dinamiche della classe, da una delicata fase della crescita oppure da particolari situazioni vissute a casa. Tralascia di menzionare la remota possibilit\u00e0 che vi siano anche insegnanti incapaci. D\u2019altra parte, come disse una volta il filosofo Franco Zambelloni, si sa che, accanto a docenti straordinariamente bravi, ve ne sono altri solo normalmente bravi.<\/p>\n<p>Le statistiche possono essere usate per conteggiare ogni sorta di vittoria o di sconfitta, come se questo esito fosse impresso in un comodo DNA socioeconomico e culturale. Per questo possono dare ragione a Piezzi e, allo stesso tempo, a chi \u00abmedicalizza\u00bb la scuola, con l\u2019inserimento di una selva di specialismi magari inutili, certamente costosi. Mi pare che, sinora, la scuola tenda alla concorrenza, al ranking: un\u2019ipocrita idea secondo cui, se a pari opportunit\u00e0 non si raggiungono pari traguardi, la responsabilit\u00e0 ricade sul singolo. \u00c8 proprio su quelle <i>pari opportunit\u00e0 <\/i>che vale la pena fermarsi<i>. <\/i>Rivendicare l\u2019uguaglianza delle opportunit\u00e0 \u2013 come ho gi\u00e0 scritto in passato, citando il sociologo Walo Hutmacher \u2013 significa precludersi di puntare a risultati a un livello elevato. Le pari opportunit\u00e0, insomma, sono un patrimonio della scuola pubblica: va da s\u00e9 che non possono fermarsi al primo giorno di scuola, senn\u00f2 diventano un\u2019equit\u00e0 astratta e menzognera.<\/p>\n<h5><b>Cos\u00ec si fabbrica il fallimento scolastico<\/b><\/h5>\n<p>Un altro sociologo dell\u2019educazione, Philippe Perrenoud, ha studiato a lungo i procedimenti che portano all\u2019insuccesso scolastico, tanto da sostenere la tesi della <i>fabbricazione<\/i> dei fallimenti, messi in atto mediante tre distinti meccanismi. Il primo \u00e8 il <i>curriculum,<\/i> che in Ticino si chiama <a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/decs\/ds\/cosa-facciamo\/piano-di-studio-della-scuola-dellobbligo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>Piano di studio della scuola dell\u2019obbligo<\/i><\/a>. Non tutti gli allievi partono dallo stesso punto e dispongono delle stesse risorse per avanzare. I contenuti del Piano, il suo livello di difficolt\u00e0, di astrazione e di selettivit\u00e0 continuano nondimeno a esercitare tutto il loro peso una volta varcata la soglia dell\u2019aula, sicch\u00e9 riemerge inevitabilmente il problema dell\u2019indifferenza alle differenze. Per chi annaspa di fronte a quel piano di studi diventano allora indispensabili, come s\u2019\u00e8 detto, tutte quelle figure professionali che si accalcano nelle aule, frammentano le competenze e diluiscono le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, Perrenoud constata come la valutazione non si limiti a misurare le disuguaglianze di apprendimento, reali e, per scelta politica, inevitabili, ma le gestisca: a sette anni non tutti imparano a leggere allo stesso modo e nello stesso momento, tanto per fare un esempio facile facile. La scuola pu\u00f2 nasconderle, esaltarle attraverso una severa selezione oppure prenderne atto senza ostacolarle, distendendo l\u2019apprendimento su due o tre anni. Anche quando vuol mostrarsi equa, la valutazione fabbrica disuguaglianza: falsa la stima a vantaggio dei favoriti e, mostrando le distanze, le rende visibili e decisive. Pi\u00f9 che <i>valutazioni,<\/i> note e osservazioni si trasformano in classifiche \u2013 l\u2019iconico <i>primo della classe,<\/i> ma non si parla pi\u00f9 dell\u2019asino seduto in ultima fila.<\/p>\n<p>Fabbricare non \u00e8 ovviamente un\u2019azione automatica, istintiva. Quando si fabbrica, si realizza un progetto. Attraverso il piano di studio e, soprattutto, tramite le pratiche di valutazione, la scuola trasforma differenze culturali in gerarchie formali legittime. Non misura competenze assolute: produce classifiche. Il cattivo scolaro nasce qui, quando il bambino non padroneggia ancora l\u2019esercizio qualificato del mestiere di scolaro, cio\u00e8 le regole implicite del lavoro e della valutazione scolastica, che sono pi\u00f9 familiari ad alcuni ambienti socioeconomici e culturali che ai soliti poveri cristi.<\/p>\n<p>Insomma, i nostri politici non si possono lamentare: abbiamo tutto, anzi di pi\u00f9. Tanto che, per tornare al punto di partenza, il deputato PLR si scaglia contro quella che chiama una scuola sempre pi\u00f9 medicalizzata. Concordo con la sua diagnosi, respingo il rimedio che traspare dal suo elenco di nefandezze e dalle domande del tutto retoriche. Perch\u00e9 mai? Per il semplice motivo che le risposte le devono dare gli stessi insegnanti, evitando come la peste di chiudersi nella propria aula e di fingere di concordare con i punti fondamentali del piano di studio.<\/p>\n<p>Un piano che garantisce un sacco di cose \u2013 la gratuit\u00e0 della scuola pubblica obbligatoria, il curricolo unico e vincolante e la formazione generale, <i>all included<\/i> \u2013, ma non firma contratti e non d\u00e0 garanzie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/naufraghi.ch\/quando-la-scuola-diventa-una-gara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Scritto per Naufraghi\/e<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle classi non servono valutazioni trattate come diagnosi cliniche, che ogni volta richiedono l\u2019intervento di uno specialista Serve una scuola capace di sostenere chi ne ha bisogno, evitando per\u00f2 che ogni difficolt\u00e0 sfoci in una diagnosi: cos\u00ec il deputato PLR Aron Piezzi intitola una sua recente interrogazione parlamentare. 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