{"id":680,"date":"2011-06-08T20:39:05","date_gmt":"2011-06-08T21:39:05","guid":{"rendered":"http:\/\/adolfotomasini.ch\/?p=680"},"modified":"2018-05-02T19:08:07","modified_gmt":"2018-05-02T17:08:07","slug":"pestalozzi-chi-era-costui-ruminava-tra-se-il-giovane-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/pestalozzi-chi-era-costui-ruminava-tra-se-il-giovane-maestro\/","title":{"rendered":"\u00abPestalozzi! Chi era costui?\u00bb, ruminava tra s\u00e9 il giovane maestro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Johann_Heinrich_Pestalozzi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1607 alignleft\" src=\"http:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Johann_Heinrich_Pestalozzi-203x300.jpg\" alt=\"Johann_Heinrich_Pestalozzi\" width=\"216\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Johann_Heinrich_Pestalozzi-203x300.jpg 203w, https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Johann_Heinrich_Pestalozzi.jpg 405w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a>Con una certa sorpresa, negli scorsi giorni ho ricevuto diversi messaggi di apprezzamento in seguito all\u2019ultimo articolo comparso in questa rubrica, in cui sostenevo che se la scuola \u00e8 una cosa seria non pu\u00f2 espellere i suoi allievi problematici. Mi riferivo, naturalmente e in primo luogo, alla scuola dell\u2019obbligo, per dire che se un allievo assume comportamenti strafottenti e aggressivi, attraverso l\u2019espulsione gli si suggerisce implicitamente che, in fondo, andare a scuola non \u00e8 poi cos\u00ec importante. Non mi sembra una proposta di chiss\u00e0 quale originalit\u00e0, anche se \u00e8 pur vero che la gestione dei cosiddetti casi difficili tende sempre pi\u00f9 all\u2019esclusione piuttosto che all\u2019integrazione. Eppure la storia della pedagogia e della scuola ci dice proprio il contrario. Johann Heinrich Pestalozzi, nel 1799, accoglieva a Stans gli orfani della rivoluzione francese, bambini e ragazzi allo sbando: \u00abQuesti ragazzi erano nella condizione alla quale conduce in generale necessariamente l\u2019estrema degenerazione della natura umana. Molti di essi arrivavano affetti da scabbia cos\u00ec inveterata da poter appena camminare, molti con le teste piagate, molti con stracci carichi di insetti, molti magri come scheletri, gialli, ghignanti, con occhi pieni d\u2019angoscia e con fronti cariche di rughe della diffidenza e della preoccupazione, alcuni pieni di audace sfrontatezza, abituati alla mendicit\u00e0, all\u2019ipocrisia e ad ogni falsit\u00e0, altri oppressi dalla miseria, pazienti ma sospettosi, incapaci di amore e timorosi. [\u2026] Dovunque pigra inazione, insufficiente esercizio delle loro facolt\u00e0 spirituali e delle loro attitudini fisiche essenziali. Appena uno su dieci conosceva l\u2019abc. Di altre conoscenze scolastiche e di altri mezzi essenziali di educazione non era neppure il caso di parlare\u00bb. Questa la situazione, da far tremare i polsi a ogni educatore: ma Pestalozzi conduce la sua battaglia per educarli, perch\u00e9 l\u2019educazione \u00e8 per lui un obiettivo morale.<br \/>\nE cos\u00ec altri personaggi chiave della storia della pedagogia: Jean-Marc Gaspard Itard, medico ed educatore, studi\u00f2 il caso del ragazzo selvaggio dell\u2019Aveyron, quello del bel film di Fran\u00e7ois Truffaut, studio sul quale baser\u00e0 gran parte della sua opera; Janusz Korczak, che nel 1942 rifiut\u00f2 di abbandonare i \u201csuoi\u201d ragazzi nell\u2019orfanotrofio del ghetto di Varsavia e svan\u00ec con loro a Treblinka, lasci\u00f2 fondamentali insegnamenti sui diritti dei bambini e ide\u00f2 dei formidabili approcci per insegnare a dominare le proprie pulsioni; e ancora, Don Lorenzo Milani, a Barbiana, cercava di istruire ed educare i figli delle classi pi\u00f9 popolari in un\u2019epoca in cui erano per lo pi\u00f9 destinati all\u2019analfabetismo. Si tratta, assieme a tanti altri, di uomini e donne che costituiscono uno straordinario patrimonio di idee, proposte ed esperienze che ogni insegnante della scuola dell\u2019obbligo dovrebbe conoscere a menadito e conservare in uno speciale scomparto della sua \u00abcassetta degli attrezzi\u00bb.<br \/>\nDa almeno trent\u2019anni, pur tuttavia, la formazione degli insegnanti ha preso altre vie. Messe in soffitta la pedagogia, la sua storia e la vecchia didattica generale, oggi van di moda le didattiche disciplinari e super specializzate, con quel loro sinistro profilo tecnologico che, in classe, si trasformano in tecnocrazia, anche per l\u2019assenza di un fondamento etico che, semmai, le sappia concertare in un solido progetto educativo. Pestalozzi era molto sensibile alle varie dimensioni dell\u2019educazione, ch\u2019egli divideva in tre gruppi fondamentali: la testa, il cuore e le mani. Per le moderne scienze dell\u2019educazione sembrerebbe che tutto ci\u00f2 sia un inutile ciarpame, anche se i ragazzi difficili di oggi non sono neanche l\u2019ombra sbiadita degli orfani di Stans. Insomma: studiare da maestro senza conoscere Pestalozzi \u00e8 come per un fisico ignorare Einstein. Ma pare che nella scuola di oggi ci\u00f2 sia possibile: con quali risultati, ottimisticamente, staremo a vedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una certa sorpresa, negli scorsi giorni ho ricevuto diversi messaggi di apprezzamento in seguito all\u2019ultimo articolo comparso in questa rubrica, in cui sostenevo che se la scuola \u00e8 una cosa seria non pu\u00f2 espellere i suoi allievi problematici. Mi riferivo, naturalmente e in primo luogo, alla scuola dell\u2019obbligo, per dire che se un allievo &hellip; <a href=\"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/pestalozzi-chi-era-costui-ruminava-tra-se-il-giovane-maestro\/\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">\u00abPestalozzi! Chi era costui?\u00bb, ruminava tra s\u00e9 il giovane maestro<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[24,21,31,30,34,12],"class_list":["post-680","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fuori-dallaula","tag-etica-della-scuola","tag-finalita-della-scuola-dellobbligo","tag-indifferenza-alle-differenze","tag-pari-opportunita","tag-professione-insegnante","tag-regole-del-gioco"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=680"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/680\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/adolfotomasini.ch\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}